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Taglio dell’Iva: Conte di nuovo a rischio

23 Giugno 2020 | Autore:
Taglio dell’Iva: Conte di nuovo a rischio

Gelo nella maggioranza sulla proposta annunciata dal premier a Villa Pamphilj: «Inopportuna». L’unico ad appoggiare l’idea è Salvini.

Giusto il tempo di buttare lì l’idea, che è già stato massacrato non dall’opposizione ma dalla sua stessa maggioranza. Giuseppe Conte rimane il solo a sostenere l’ipotesi del taglio dell’Iva, annunciato domenica sera nella conferenza stampa conclusiva degli Stati Generali nella romana Villa Pamphilj. Per l’ennesima volta, il premier viene accusato di fare di testa sua, di parlare a nome del Governo senza essersi prima consultato con i partiti che lo sostengono. Il risultato che interessa ai cittadini è questo: il taglio dell’Iva è già a rischio. Ancor prima di diventare una proposta concreta.

Insomma, per una volta che a Conte viene un’idea sulla quale Matteo Salvini si dice d’accordo, Pd e Movimento 5 Stelle bocciano l’iniziativa del premier, sia per una questione di principio (l’iniziativa sarebbe maturata con una parte degli Stati Generali senza che i ministri ne sapessero alcunché) sia per una questione di contenuto. Ad esempio, la preoccupazione del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, si basa sulle cifre: ogni punto di Iva tagliato comporta un costo tra i 4 ed i 4,5 miliardi di euro. Se a Conte passa per la testa di fare come i tedeschi, che hanno portato il taglio dell’Iva a tre punti percentuali per le soglie più alte, vuol dire trovare dai 12 ai 13,5 miliardi di euro da qualche parte. Ecco perché il vice ministro Antonio Misiani parla di «un intervento particolarmente complesso». Ma il resto degli economisti del Pd utilizza un altro aggettivo: «Inopportuno». Parlare di un taglio delle tasse nel momento in cui si sta discutendo ancora con l’ala più radicale dell’Europa sul Recovery Fund, viene giudicato da loro fuori luogo.

Lo stesso clima si registra all’interno del Movimento 5 Stelle, ancora una volta lontano dalla linea del premier. «L’urgenza del momento – ritengono i grillini – riguarda soprattutto le scadenze di giugno. A partire dalle imposte sui redditi, vale a dire saldo e acconto Irpef e Ires e proroga delle scadenze fiscali dal 3 giugno al 30 settembre». Insomma, pensiamo ad altro.

Per ora, Conte trova solo l’appoggio di Salvini: «Ogni taglio delle tasse avrà l’appoggio della Lega», ha dichiarato il capo del Carroccio, mentre per Giorgia Meloni si tratta solo di «propaganda» e l’esponente di Forza Italia Antonio Tajani parla di «proposta già finita».



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