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Dipendente pubblico: può chiedere part-time per fare secondo lavoro?

23 Giugno 2020
Dipendente pubblico: può chiedere part-time per fare secondo lavoro?

Compatibilità di un doppio lavoro per chi è già dipendente di una pubblica amministrazione. La richiesta può essere motivata con la legge 104?

Un nostro lettore, dipendente comunale, ci informa di aver chiesto, alla propria amministrazione di appartenenza, la trasformazione del contratto da full-time a part-time in modo da dedicarsi a una seconda attività lavorativa. La richiesta gli è stata negata. Sicché, ha ripresentato la stessa domanda, motivandola questa volta sulla base di esigenze personali (in particolare, le gravi patologie del padre certificate dalla legge 104); in questa circostanza, l’istanza è stata accolta. Ci chiede pertanto se, ottenuta la trasformazione del rapporto di lavoro, può ora svolgere la seconda attività esterna, accanto a quella principale presso il Comune. Il dipendente pubblico può chiedere un part-time per fare un secondo lavoro? Cerchiamo di comprendere cosa stabilisce in proposito la legge. 

Dipendente pubblico: quando può svolgere un secondo lavoro

La legge n. 662/1996, all’articolo 1, comma 58 stabilisce quanto segue. Il dipendente pubblico può chiedere la trasformazione del suo contratto di lavoro da full-time in part-time. La trasformazione avviene in automatico, entro 60 giorni dalla richiesta, senza bisogno di un apposito provvedimento di approvazione. 

Tuttavia, entro tale termine (60 giorni), l’amministrazione può negare la trasformazione del rapporto di lavoro se sussiste una delle due seguenti condizioni:

  • un conflitto di interessi tra il lavoro pubblico e la seconda attività che il dipendente intende svolgere;
  • un grave pregiudizio al funzionamento dell’amministrazione (si pensi a un dipendente su cui gravano mansioni che non verrebbero altrimenti ricoperte da altre persone).

Proprio per valutare tali requisiti, il lavoratore, nella propria richiesta, deve indicare qual è la seconda attività “parallela” che intende svolgere.

Il secondo lavoro che il dipendente pubblico intende svolgere può essere sia di natura autonoma che subordinata. Tuttavia, in questo secondo caso, la trasformazione viene sempre negata qualora il secondo lavoro che il dipendente intende svolgere sia nei confronti di un’altra pubblica amministrazione. In altri termini, non sono ammessi due part-time presso due enti pubblici.

La legge sui dipendenti pubblici e sul secondo lavoro

Tutto ciò che abbiamo appena riassunto è espresso nelle seguenti parole riportate dalla norma sopracitata (art. 1, co. 58, L. n. 662/1996): 

«La trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale avviene automaticamente entro sessanta giorni dalla domanda, nella quale è indicata l’eventuale attività di lavoro subordinato o autonomo che il dipendente intende svolgere. L’amministrazione, entro il predetto termine, nega la trasformazione del rapporto nel caso in cui l’attività lavorativa di lavoro autonomo o subordinato comporti un conflitto di interessi con la specifica attività di servizio svolta dal dipendente ovvero, nel caso in cui la trasformazione comporti, in relazione alle mansioni e alla posizione organizzativa ricoperta dal dipendente, grave pregiudizio alla funzionalità dell’amministrazione stessa, la quale può con provvedimento motivato differire la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale per un periodo non superiore a sei mesi. La trasformazione non può essere comunque concessa qualora l’attività lavorativa di lavoro subordinato debba intercorrere con un’amministrazione pubblica. Il dipendente è tenuto, inoltre, a comunicare, entro quindici giorni, all’amministrazione nella quale presta servizio, l’eventuale successivo inizio o la variazione dell’attività lavorativa. Fatte salve le esclusioni di cui al comma 57 [ossia: personale militare, di quello delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigli del fuoco], per il restante personale che esercita competenze istituzionali in materia di giustizia, di difesa e di sicurezza dello Stato, di ordine e di sicurezza pubblica, con esclusione del personale di polizia municipale e provinciale, le modalità di costituzione dei rapporti di lavoro a tempo parziale ed i contingenti massimi del personale che può accedervi sono stabiliti con decreto del ministro competente, di concerto con il ministro per la Funzione pubblica e con il ministro del Tesoro».

Il diritto dell’amministrazione di negare il secondo lavoro

Alla luce di quanto appena detto, ne deriva che la PA non può immotivatamente negare la riduzione dell’orario di lavoro da full-time a part-time se non ci sono conflitti di interesse o gravi pregiudizi al funzionamento dell’ente pubblico. Ma se dovesse sussistere anche una sola di tali condizioni, il diniego va esercitato entro 60 giorni.

Non ci può essere, invece, diniego alla trasformazione del contratto di lavoro se la richiesta viene motivata con la necessità di prestare assistenza a un proprio familiare, affetto da gravi patologie certificate dalla legge 104/1992.

In ogni caso, se il lettore volesse comunque svolgere un’altra attività lavorativa una volta ottenuta la trasformazione del rapporto motivato sulla base delle esigenze della legge 104, egli dovrebbe comunicare, entro quindici giorni, all’amministrazione nella quale presta servizio, l’eventuale successivo inizio o la variazione dell’attività lavorativa. La mancata comunicazione o la non veridicità delle comunicazioni accertata in sede ispettiva, possono comportare un licenziamento per giusta causa. 

Quindi, in questo caso, l’amministrazione di appartenenza, avuta conoscenza della nuova attività lavorativa intrapresa, potrebbe sospendere la concessione del part-time, in quanto utilizzata non per assistere il proprio congiunto ma per svolgere un’altra attività, che è stata negata in sede di prima richiesta di lavoro a tempo parziale.   



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1 Commento

  1. sono dipendente pubblico, assunto a tempo indeterminato full time, come Personale Tecnico-Specialista di Laboratorio D3, presso una università statale.

    Mi è stata concesso dall’amministrazione la trasformazione temporanea del rapporto di lavoro da full time a part time al 50% per una durata complessiva di 30 mesi.
    All’ultima richiesta di proroga ho ottenuto risposta negativa in quanto nuocerebbe alla “funzionalità della struttura e al corretto svolgimento delle attività …”.
    Vorrei sapere se è possibile richiedere la trasformazione PERMANENTE del contratto di lavoro da full time a part time al 50%.
    grazie
    Dario

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