I rimborsi fiscali diventano più veloci

23 Giugno 2020
I rimborsi fiscali diventano più veloci

La nuova procedura dell’Agenzia delle Entrate per ottenere l’accredito sul conto corrente o l’assegno in tempi più brevi rispetto al passato.

Saranno ridotti i tempi per ottenere i rimborsi fiscali dei vari crediti d’imposta, come l’Irpef, l’Iva, l’Ires o l’Irap: lo assicura oggi il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, intervenendo a Telefisco, il convegno sulle novità fiscali al quale ha preso parte anche il ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri.

«Ci impegniamo per destinare maggiori risorse umane alla lavorazione dei rimborsi, specialmente quest’anno», afferma Ruffini. E il direttore dell’Agenzia sottolinea che già sono stati fatti passi in avanti: «Siamo passati per i rimborsi Iva da un tempo di attesa di circa un anno, da sei mesi a un anno», di 10 anni fa, «a circa 90 giorni», con alcune domande che vengono evase «anche in tempi minori».

Quando gli viene fatto osservare che i tempi sono sicuramente diminuiti ma non sono ancora abbastanza brevi, Ruffini replica: «Ovviamente per chi aspetta dei soldi i tempi non sono mai sufficientemente corti, tutti noi siamo stati creditori di qualcun’altro; a maggior ragione, per i crediti del fisco, aspettiamo con l’orologio in mano».

La nuova procedura messa a punto dall’Agenzia delle Entrate dovrebbe rendere il pagamento più veloce: accredito in conto corrente entro 45 giorni dalla richiesta per chi ha comunicato il proprio codice Iban, altrimenti l’importo arriverà con consegna a domicilio di un assegno vidimato di Poste Italiane, che potrà essere incassato o versato sul conto.

Ruffini ha anche spiegato che per l’erogazione dei contributi a fondo perduto «dovremo rispettare i tempi che abbiamo detto fin dall’inizio, quindi 10 giorni dall’accettazione delle domande». Le prime domande sono state inserite a partire dal 15 giugno «e quindi, mano a mano, poi in 10 giorni dalla loro accettazione inizieremo a erogare con i tempi di accredito sui conti correnti, sull’iban indicato dal soggetto che ha fatto domanda».

Quanto al contraddittorio preventivo obbligatorio con i contribuenti, che entrerà in vigore dal prossimo 1° luglio, il numero uno dell’Agenzia delle Entrate dichiara che i suoi uffici «sono certamente pronti a tradurre in pratica questa importante disposizione, in quanto già in passato sono state fornite istruzioni a livello centrale sulla opportunità di attivare sempre, e ove possibile, il contraddittorio con il contribuente, anche in un’ottica di fiducia reciproca e dialogo tra fisco e contribuente».

Ruffini è intenzionato ad estendere il contraddittorio anche «oltre il perimetro delimitato dall’obbligo di legge, nelle situazioni in cui l’invito al contraddittorio non è obbligatorio, incoraggiamo gli uffici ad attivarlo per garantire un momento partecipativo che consenta di giungere all’individuazione della corretta pretesa tributaria». L’esito del contraddittorio, afferma, «diventa protagonista e costituisce parte della motivazione dell’accertamento. In caso di mancata adesione l’avviso di accertamento deve essere, infatti, motivato con riferimento ai chiarimenti e ai documenti forniti dal contribuente».



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