Cronaca | News

Coronavirus, come sarà la scuola a settembre

23 Giugno 2020
Coronavirus, come sarà la scuola a settembre

Le nuove linee guida per il ritorno sui banchi di scuola dopo l’estate.

Come sarà la scuola di domani? Lo dicono le linee guida valide dalla prima campanella del nuovo anno scolastico. Stanno uscendo in queste ore le prime bozze che contengono le regole per il ritorno in classe. Regole ridisegnate, inevitabilmente, dall’emergenza Coronavirus. Gli alunni dovranno fare tesoro degli insegnamenti di questi mesi: niente assembramenti, distanziamento e frequenti lavaggi delle mani.

Classi «spezzettate»

Le bozze che circolano in queste ore contenenti il piano scuola 2020-2021 parlano di turni differenziati e classi divise in più gruppi di apprendimento, allo scopo di evitare affollamenti in un unico ambiente. Si parla anche di «articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso» e di un ritorno in classe anche il sabato, negli istituti dove non era più previsto. Sempre al fine di evitare gli assembramenti sono previsti ingressi scaglionati. Nelle scuole materne lo saranno dalle 7,30 alle 9. Qui, i bambini, che hanno un’età inferiore ai 6 anni, non dovranno indossare la mascherina, non potranno portare giochi da casa e dovranno mangiare nei locali adibiti. Nella scuola primaria, la mensa resterà in tutti i casi in cui il servizio possa essere garantito in condizioni di sicurezza con turnazioni.

Didattica mista

La cosiddetta dad, attività didattica a distanza, rimarrà, ma soltanto in modo marginale ed esclusivamente per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, dove «le opportunità tecnologiche, l’età e le competenze degli studenti lo consentano». Avremo, quindi, una didattica mista, un po’ in presenza e un po’ a distanza. Al ritorno alla sola dad, si ricorrerà soltanto nell’eventualità di una nuova emergenza. Tra le altre novità, l’insegnamento dell’educazione civica, per la quale gli studenti riceveranno un voto che inciderà sulla loro media scolastica.

Mascherine e distanza

Il Corriere della Sera, nelle sue anticipazioni sulle nuove misure, nota che le nuove linee guida non fanno esplicito riferimento a mascherine, distanziamento e barriere in plexiglas. Il richiamo, quindi, per ora, è implicito. Si parla, infatti, di rispetto obbligatorio delle disposizioni del Comitato tecnico scientifico (il Cts) istituito presso il ministero della Salute, quelle che raccomandano di stare a un metro di distanza e di indossare la mascherina dai 6 anni in su. C’è però anche la possibilità che arrivi un aggiornamento di queste misure. In tal caso, laddove le nuove disposizioni prevedano un allentamento delle precauzioni, questo varrebbe probabilmente anche per la scuola.

Sinergie con enti locali e associazioni

Sempre il Corriere della Sera parla dei cosiddetti patti di comunità, cioè accordi in virtù dei quali enti locali mettano a disposizione delle scuole degli spazi aggiuntivi. Non è detto che il servizio sia gratuito: sarebbe comunque, con tutta probabilità, a canone agevolato. Stesso discorso per gli accordi educativi tra scuole e associazioni che mettano, invece, a disposizione i propri operatori. Le nuove linee guida non fanno menzione, invece, di un aumento del numero degli insegnanti, che servirebbe per garantire la didattica ai tanti piccoli gruppi di studenti che si dovranno creare. Il Corriere scrive che «dal ministero fanno sapere che c’è un miliardo da destinare al personale, di preferenza assistenti e bidelli».



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