Diritto alla disconnessione: un sollievo per chi lavora da casa

23 Giugno 2020
Diritto alla disconnessione: un sollievo per chi lavora da casa

Per il Garante privacy non bisogna essere reperibili costantemente: c’è uno spazio irrinunciabile per la vita privata e va evitato il monitoraggio sistematico del lavoratore.

Il lavoratore in smart working ha diritto a non essere reperibile a tutte le ore del giorno: può “staccare la spina”, in questo caso del computer o del tablet, e mantenere tempo ed energie da dedicare alla propria vita privata, evitando continue chiamate del datore di lavoro con il rischio di arrivare a fornire una disponibilità praticamente illimitata. Questa prerogativa si chiama diritto alla disconnessione e oggi più che mai richiede una effettiva tutela dei lavoratori coinvolti.

Durante il lockdown, il lavoro agile si è incrementato. Questa modalità di esecuzione delle prestazioni lavorative, rimasta anche nell’attuale Fase 3, permarrà anche nel prossimo futuro, visto che il ministro della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, sta individuando almeno un 40% di attività “smartabili”. Così la problematica è balzata all’attenzione dei sindacati, del Governo e ora anche del Garante privacy, che è intervenuto sul tema in occasione della presentazione della Relazione annuale avvenuta oggi a Montecitorio.

L’Autorità presieduta da Antonello Soro ha individuato proprio nel diritto alla disconnessione uno dei «problemi emersi in questi mesi» e che ora «andranno seriamente affrontati e risolti», altrimenti, se manca questa effettività di tutela – ha detto Soro all’agenzia stampa Adnkronos – «si rischia di vanificare la necessaria distinzione tra spazi di vita privata e attività lavorativa, annullando così alcune tra le più antiche conquiste raggiunte per il lavoro tradizionale».

A giudizio dell’Authority, il ricorso intensivo allo smart working e alle nuove tecnologie per la prestazione lavorativa «potrebbe divenire una forma diffusa, effettivamente alternativa di organizzazione del lavoro», ma «non deve rappresentare l’occasione per il monitoraggio sistematico e ubiquitario del lavoratore deve, invece, avvenire nel pieno rispetto delle garanzie sancite dallo Statuto dei lavoratori a tutela dell’autodeterminazione, che presuppone anzitutto un’adeguata formazione e informazione del lavoratore».

In particolare – avverte Antonello Soro – «va inteso in modo rigoroso, come abbiamo ricordato anche in sede parlamentare, il vincolo finalistico dell’attività lavorativa che, rispetto ai controlli mediante strumenti utilizzati per rendere la prestazione, legittima l’esenzione dalla procedura concertativa o autorizzativa», riferendosi al fatto che durante l’emergenza Covid l’accordo avviene tra lavoratore e datore senza l’assistenza delle organizzazioni sindacali.

Dunque, ha proseguito il presidente dell’Autorità Garante, «va impedito ogni uso improprio di ricorso allo smart working, per garantire che le nuove tecnologie rappresentino un fattore di progresso e non di regressione sociale, valorizzando anziché comprimendo le libertà affermate sul terreno lavoristico, è indispensabile garantirne la sostenibilità sotto il profilo democratico e la conformità ad alcuni irrinunciabili principi».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube