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Multa scout speed: ecco quando è possibile non pagarla

23 Giugno 2020
Multa scout speed: ecco quando è possibile non pagarla

Autovelox su auto in movimento: come contestare la contravvenzione stradale. Tutti i sistemi per fare ricorso. 

Alcuni Comuni stanno sperimentando gli “scout speed”, ossia dei più moderni ed efficaci autovelox che, montati sulle auto della polizia in movimento, sono in grado di captare la velocità dei veicoli in entrambe le direzioni a diverse decine di chilometri di distanza. Lo scout speed è in grado di rilevare la velocità non solo di giorno, ma anche di notte, grazie a un particolare sistema a infrarossi. 

Così il conducente che incappa in una volante attrezzata con uno di questi apparecchi ha poche possibilità di evitare la multa: la frenata dell’ultimo secondo, infatti, potrebbe avvenire quando già la foto è stata scattata. È chiaro che un sistema del genere fa gola a molte amministrazioni locali, in grado così di rimpinguare le casse con i proventi delle contravvenzioni stradali. 

Fortunatamente, sempre più giudici stanno ribadendo un principio tanto chiaro quanto importante: gli scout speed sono comunissimi autovelox e, quindi, non si sottraggono a tutti i paletti stabiliti dalla normativa e dalla giurisprudenza sui controlli elettronici della velocità. 

Ne parleremo qui di seguito. Stabiliremo cioè quando è possibile non pagare la multa scout speed. Sulla base delle ultime sentenze emesse dalla giurisprudenza, comprenderemo quali sono i motivi per fare ricorso contro il cosiddetto “autovelox mobile”. Ma procediamo con ordine.

Scout Speed e taratura periodica

Nel 2015, la Corte Costituzionale ha detto che tutti gli apparecchi elettronici di controllo elettronico della velocità devono essere soggetti a revisione – cosiddetta “taratura” – almeno una volta all’anno. Ciò vale anche per gli Scout Speed. 

Il verbale elevato all’automobilista deve indicare la data dell’ultima taratura. Tale indicazione, però, può sempre essere oggetto di verifica da parte del trasgressore; quest’ultimo, infatti, in sede di impugnazione, può chiedere il relativo certificato rilasciato dalle società private autorizzate a tali controlli, onde verificare che il check-up sia stato effettivamente eseguito.

In mancanza tanto di taratura quanto di indicazione sul verbale, la multa è illegittima [1].

Scout Speed e segnaletica preventiva

Il fatto che lo Scout Speed si muova con l’auto della polizia non implica che il tratto di strada interessato dai controlli non debba contenere il necessario avviso preventivo valevole per tutti gli autovelox, quello cioè con su scritto «Attenzione: controllo elettronico della velocità». Ne va della validità dello stesso verbale. 

Sul punto, è intervenuta copiosa giurisprudenza a ritenere nulle le multe con Scout Speed non “presegnalato”.

Lo impone il codice della strada [2]. Questo vale anche per gli autovelox Scout Speed che non possono essere quindi impiegati su tratte di strade dove non c’è il preventivo cartello. La norma fa riferimento a tutti i tipi di posizioni, fisse o mobili, di rilevamento della velocità.

È vero: l’articolo 3 del decreto del ministro dei Trasporti del 15.8.2007 esonera gli Scout Speed dalla segnalazione preventiva; tuttavia, secondo numerose pronunce, il DM è andato ben oltre i limiti regolamentari fissati dalla legge: infatti, il codice della strada [3] demandava alla decretazione ministeriale solamente la definizione delle “modalità di impiego” dei cartelli o dei dispositivi di segnalazione luminosi delle postazioni, e non consentiva al Ministero di poter prevedere delle specifiche deroghe all’obbligo in questione.

Scout speed e contestazione immediata

La regola vuole che, sulle strade extraurbane secondarie e su quelle urbane principali a scorrimento, la multa debba essere immediatamente contestata all’automobilista, che pertanto va fermato dalla polizia per avere la possibilità di difendersi immediatamente, a meno che il Prefetto non abbia indicato, tale tratto, tra quelli per i quali vale l’esonero. In buona sostanza, il trasgressore multato, che si sia visto recapitare la contravvenzione a casa può accertarsi se esiste l’autorizzazione ai controlli elettronici fornita con decreto prefettizio, decreto i cui estremi devono essere indicati sul verbale stesso [4]. Anche qui, in caso contrario, la contravvenzione è illegittima [5].

La polizia deve poi dare una motivazione della mancata contestazione immediata, non potendo richiamare genericamente il decreto del Prefetto. La giurisprudenza [4] ritiene illegittime le giustificazioni come quella seguente «… accertamento violazione a mezzo di apposita apparecchiatura… su veicolo in movimento… che consente la determinazione dell’illecito in tempo successivo poiché il veicolo oggetto del rilievo a distanza dal posto di accertamento e in quanto non è possibile effettuare l’inversione di marcia in tempo utile e senza creare pericolo». Tale dicitura appare stereotipata in quanto inserita in tutti i verbali e non permette di valutare l’effettiva sussistenza dei motivi “caso per caso” come richiesto dalla Cassazione. 

Scout speed e verbale incompleto

Ogni multa deve indicare il luogo in cui viene rilevata l’infrazione. Ciò vale anche per lo Scout Speed nonostante si tratti di un rilevamento effettuato in movimento [6]. Tale obbligo serve per dare la possibilità all’automobilista di difendersi (ad esempio, per contestare la presenza di una segnaletica o le autorizzazioni del Prefetto alla contravvenzione pur in assenza di contestazione immediata). Diversamente, il verbale è illegittimo in quanto incompleto.

Approfondimenti

Per maggiori informazioni, leggi:


note

[1] Trib. Paola, dott. Franco Caroleo, sent. n. 767/2018 del 22.11.2018.

[2] Art. 142 cod. strada comma 6bis.

[3] Art. 142, comma 6-bis, cod. strada.

[4] GdP Città della Pieve sent. n. 10/20.

[5] Cass. sent. n. 2644/19.

[6] GdP Roccadaspide, sent. n. 564/18.


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