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Modulo domanda assegnazione temporanea art 42 bis

29 Agosto 2020
Modulo domanda assegnazione temporanea art 42 bis

I dipendenti pubblici con figli minori di anni tre possono accedere ad una particolare forma di mobilità tra sedi diverse.

Sei una lavoratrice del settore pubblico? Hai un bambino che ha meno di tre anni? Tuo marito lavora in una provincia diversa da quella in cui si trova il tuo ufficio? Vorresti trasferirti temporaneamente in un ufficio pubblico vicino al luogo di lavoro di tuo marito per garantire l’unità della famiglia? In casi come questi, il nostro ordinamento offre ai genitori, lavoratori pubblici, una speciale forma di mobilità, chiamata assegnazione temporanea art 42 bis, che prende il nome dalla disposizione normativa che l’ha introdotta.

In sostanza, è data la possibilità al lavoratore pubblico con un figlio minore di anni tre, al ricorrere di una serie di presupposti, di trasferirsi temporaneamente in un ufficio pubblico vicino al luogo di lavoro dell’altro genitore. L’obiettivo della norma è tutelare il minore ed il suo diritto all’unità famigliare nei primi anni di vita.

Per chiedere l’assegnazione temporanea è necessario presentare una apposita istanza alle amministrazioni di provenienza e di destinazione, anche utilizzando il modulo domanda assegnazione temporanea art 42 bis che ti proponiamo nell’apposito box sottostante.

Una volta presentata l’istanza, le amministrazioni hanno trenta giorni di tempo per rispondere. L’accoglimento della richiesta non è automatico in quanto, come vedremo, devono sussistere una serie di requisiti che riguardano le amministrazioni.

Tuttavia, le modifiche apportate nel tempo alla norma, hanno rafforzato notevolmente la posizione del lavoratore che richiede l’assegnazione temporanea. Ma andiamo per ordine.

Che cos’è l’assegnazione temporanea art 42 bis?

Il nostro ordinamento considera la famiglia la formazione sociale fondamentale su cui si fonda la società [1] e tutela il diritto dei minori a formarsi e crescere in un ambiente familiare sano ed equilibrato.

Non c’è dubbio che, soprattutto nei primi anni di vita del bambino, quando si saldano i primi rapporti affettivi con i genitori, è molto importante che la famiglia sia unita e che il piccolo possa contare sul calore e sull’attenzione di entrambe le figure genitoriali. L’assegnazione temporanea art 42 bis nasce proprio per questa finalità.

La norma, infatti, prevede che [2] il genitore con figli minori fino a tre anni di età, dipendente di amministrazioni pubbliche, possa essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa.

Facciamo un esempio.

Tizia è un’insegnante e ha la cattedra presso un liceo della provincia di Milano. Il marito Caio è operaio presso le acciaierie di Bolzano ed è a Bolzano che si trova la neonata Mevia. Tizia potrà chiedere al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di essere assegnata temporaneamente ad un liceo della provincia di Bolzano per un periodo massimo di tre anni.

La funzione della norma è chiara: si vuole facilitare il ricongiungimento della famiglia sotto un unico tetto, garantendo l’unità famigliare al minore.

Assegnazione temporanea art 42 bis: chi può richiederla?

Dal punto di vista soggettivo, la norma prevede la possibilità di richiedere l’assegnazione temporanea art 42 bis per il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche.

Il primo requisito che deve possedere il richiedente è, dunque, essere un dipendente di una amministrazione pubblica.

Nella nozione di amministrazione pubblica rientrano:

  • tutte le amministrazioni dello Stato;
  • gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative;
  • le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo;
  • le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni;
  • le istituzioni universitarie;
  • gli Istituti autonomi case popolari;
  • le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura e loro associazioni;
  • tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali;
  • le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale;
  • l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran);
  • le Agenzie pubbliche;
  • il Coni.

Inoltre, il dipendente deve essere genitore di un figlio minore di anni tre.

Come chiarito dalla Funzione Pubblica [3], il limite di età (…figli al di sotto dei tre anni), stabilito dalla disposizione, è il requisito soggettivo che dà diritto al beneficio, determinandone l’arco temporale entro il quale va fatta la richiesta e non il limite entro cui deve necessariamente concludersi l’assegnazione provvisoria. L’espressione utilizzata dal legislatore «per un periodo complessivo non superiore a tre anni» definisce, pertanto, la durata massima (tre anni) dell’agevolazione, senza alcun riferimento all’età dei minori.

Infine, è richiesto un ulteriore requisito che riguarda, questa volta, l’altro genitore: quest’ultimo, infatti, deve avere la propria occupazione lavorativa in una provincia o regione diversa da quella del genitore-dipendente pubblico che richiede l’assegnazione temporanea.

Assegnazione temporanea art 42 bis: a chi richiederla?

L’assegnazione temporanea art 42 bis deve essere richiesta sia all’amministrazione di provenienza sia a quella di destinazione. A volte, i due soggetti coincidono. Tornando al nostro esempio di prima, Tizia, insegnante, chiede l’assegnazione temporanea art 42 bis al ministero dell’Istruzione in quanto sia la sede di origine che quella di destinazione sono parte del Ministero. Se, invece, ad esempio, un dipendente del Comune di Bari chiede l’assegnazione temporanea art 42 bis al Comune di Bologna le amministrazioni cui inviare l’istanza sono diverse.

La legge prevede che le due amministrazioni che ricevono l’istanza di assegnazione temporanea art 42 bis devono rispondere entro 30 giorni dal ricevimento della medesima. In caso di silenzio, la domanda si considera rifiutata.

Assegnazione temporanea art 42 bis: quando può essere negata?

La legge prevede che l’istanza di assegnazione temporanea art 42 bis può essere accolta se sussistono una serie di condizioni:

  • sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva;
  • assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione.

Di solito, l’amministrazione di provenienza nega il trasferimento quando questo può pregiudicare il corretto funzionamento dell’ufficio presso cui opera il dipendente che ne fa richiesta.

L’amministrazione di destinazione, invece, solitamente nega l’assegnazione temporanea quando non è sussistente un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva a quella dell’istante.

Tuttavia, non sono molto ampi gli spazi che consentono alle amministrazioni di negare l’assegnazione temporanea art 42 bis. Infatti, la norma precisa che l’eventuale dissenso deve essere motivato e limitato a casi o esigenze eccezionali.

Ciò significa non solo che le amministrazioni devono esplicitare per iscritto i motivi del dissenso ma anche che le stesse non potranno fondare il diniego su circostanze ed esigenze ordinarie (come, ad esempio, la generica scopertura di organico o generiche difficoltà organizzative) dovendo, invece, spiegare perché le ragioni poste alla base del diniego sono eccezionali.

Per avere maggiore probabilità di successo, l’istante dovrebbe preliminarmente verificare se, presso l’amministrazione di destinazione, sussiste un posto vacante e disponibile della corrispondente posizione retributiva.

Assegnazione temporanea art 42 bis: cosa fare in caso di diniego?

Se le amministrazioni di provenienza e di destinazione negano l’assegnazione temporanea art 42 bis, oppure omettono di rispondere entro il termine di trenta giorni, l’istante deve innanzitutto verificare i motivi addotti a fondamento del diniego. Se il provvedimento risulta scarsamente (o per nulla) motivato oppure se i motivi addotti non possono essere considerati casi o esigenze eccezionali il lavoratore può agire in giudizio per chiedere che venga accertato il suo diritto ad ottenere l’assegnazione temporanea art 42 bis.

Molto spesso, vista l’esigenza di offrire una tutela veloce al minore, la causa viene introdotta attraverso un ricorso cautelare d’urgenza. In questo caso, oltre che dimostrare la fondatezza della propria pretesa, il lavoratore deve anche dimostrare che sussiste il periculum in mora, ossia, il rischio di subire un danno grave e al contempo irreparabile.


Modulo domanda assegnazione temporanea art 42 bis

Spettabile Amministrazione _______

Oggetto : Richiesta di assegnazione temporanea ai sensi dell’art. 42bis D.lgs. 151/2001
_l_ sottoscritt_ ______________________________________________________
nat_ a ________________il __________ , residente a __________________ in
via___________________________________________ N° _____ CAP_______ ,
Tel. ____________________ . In servizio presso  ________________________
dal ___________ , ufficio di ___________________ , in qualità di
_____ a Tempo Indeterminato (di ruolo) con la presente ;
CHIEDE
ai sensi dell’art. 42bis D.lgs. 151/2001, l’assegnazione temporanea ovvero il ricongiungimento familiare presso l’ufficio _______ di
_______________________________________________ in quanto il proprio coniuge _____________ residente a
________________________ in via __________________________ n ______ , Cap
__________ , Tel . _____________________ , Cellulare ______________________.
Presta servizio in qualità di ___________________________________________
Presso _______________________________________________________________
Con sede di lavoro ________________________________________
In quanto genitori di bambin__ di Nome ___________________________________
Cognome ____________________________________________ nato il ___________
a _________________________
Si allega:

  1. Stato di famiglia;
  2. dichiarazione del datore di lavoro del coniuge;
  3. atto di nascita del figlio.

In attesa del vostro assenso, nel rispetto della L. 241/90 e succ. modif.
____________________ li ______________
FIRMA ____________________________________________

note

[1] Art. 29 Cost.

[2] Art. 42bis D. Lgs. 151/2001.

[3] Funzione Pubblica parere n. 192/2004.


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