Taglio dell’Iva: dietrofront del Governo

24 Giugno 2020 | Autore:
Taglio dell’Iva: dietrofront del Governo

Il ministro Gualtieri archivia l’ipotesi annunciata da Conte e punta sulla riduzione del costo del lavoro e su una riforma fiscale più ampia.

Come non detto. Il taglio dell’Iva suggerito domenica scorsa dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla chiusura degli Stati Generali di Villa Pamphilj va dimenticato subito, prima ancora di prenderlo in considerazione. A spegnere definitivamente ogni lume di speranza su questo fronte ci pensa il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che pensa, piuttosto, ad una riduzione del costo del lavoro e ad una riforma fiscale più ampia, che si concentri in particolare sull’Irpef. Potrebbe trovare spazio un piccolo intervento sull’Iva, ma solo per pochi mesi e per alcuni settori.

Gualtieri, dunque, archivia la possibilità di mettere mano all’imposta sul valore aggiunto in modo strutturale e sposta la sua attenzione su altri obiettivi. Come il decreto semplificazioni, che rischia di slittare a luglio per varie divergenze all’interno della maggioranza. O il decreto attuativo per gli interventi della Cassa depositi e prestiti sulle imprese, atteso sempre per il mese prossimo.

Sul fronte fiscale, si cercano le risorse per rilanciare il lavoro tenendo conto della revisione delle tax expenditures e della lotta all’evasione. Nel frattempo, si tenta un accordo all’interno della maggioranza su un possibile taglio delle tasse e su quelle da rimandare, terreno sul quale c’è una battaglia aperta. Contrariamente all’idea di Gualtieri e dei suoi tecnici, che non vorrebbero ulteriori rinvii del termine per i versamenti fiscali, il Movimento 5 Stelle vorrebbe spostare l’attuale data del 20 luglio al 30 settembre.



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