Riforma pensioni: uscita prevista a 62 anni

24 Giugno 2020 | Autore:
Riforma pensioni: uscita prevista a 62 anni

Flessibilità per l’uscita anticipata a beneficio dei lavoratori più anziani ora bloccati o penalizzati: la crisi Covid dà lo slancio alle nuove proposte.

L’emergenza Coronavirus ha sconvolto tutti i piani del Governo di riforma delle pensioni. Non solo perché ha bloccato i lavori avviati a febbraio nei tavoli di confronto con i sindacati ma anche, e soprattutto, perché molti hanno perso il lavoro o lo perderanno a causa della crisi economica. Già adesso, si profilano molti esuberi, come rivelano i dati sulle massicce richieste di Cassa integrazione.

In Italia, secondo uno studio della Uil, si va in pensione quattro anni sopra la media europea e questo penalizza i lavoratori. Ora, si intravede anche il rischio che il Coronavirus taglierà le prossime pensioni del 2-3% all’anno rispetto gli importi attuali. Per uscire da questa situazione il sindacato propone una revisione dei coefficienti di trasformazione, assegnandoli per “coorti” di età, con un sistema già in vigore in molti Paesi europei. Un sistema connotato da una flessibilità in uscita intorno ai 62 anni e che rivoluzionerebbe il sistema pensionistico rispetto ad oggi, dove le condizioni per andare in pensione disincentivano i lavoratori più anziani, quando non glielo impediscono del tutto.

Sembra abbandonata, invece, l’idea , spuntata prima della pandemia, di introdurre “Quota 41“, la soglia degli anni di contributi che avrebbe garantito il diritto alla pensione a prescindere dall’età anagrafica: comporterebbe un’ulteriore spesa di 12 miliardi annui in un momento in cui la liquidità viene già interamente assorbita dalle varie misure di sostegno a lavoratori, imprese e famiglie, tutte finanziate con un ampio ricorso al deficit pubblico.

Per tutelare chi è arrivato a un passo dalla pensione, dunque i lavoratori over 63, la Cgil propone una sorta di “scudo anti-Covid”, o meglio uno strumento universale che aiuti a scalare in maniera protetta i tre anni mancanti all’obiettivo, prevedendo anche finanziamenti pubblici ad hoc per sollevare le imprese dai costi. Ad esempio, un’azienda in crisi occupazionale potrebbe raggiungere un accordo sindacale offrendo la possibilità a questi lavoratori di andare in pensione anticipata ma con copertura economica e contributiva piena, quindi senza subire un danno. Lo stesso strumento consentirebbe nuove assunzioni di giovani per sostituire i pensionati e realizzare quella “staffetta generazionale” che i governi passati hanno sempre tentato senza successo.

Così il Coronavirus potrebbe essere un’occasione per spingere in avanti le riforme del sistema pensionistico e previdenziale, riavviando subito i quattro tavoli di confronto con il Governo (flessibilità in uscita, valorizzazione del lavoro di cura e delle donne, riconoscimento dei lavori faticosi e usuranti, pensione di garanzia ai giovani e lavoratori discontinui).

Si dovrà, però, riprogrammare l’intero percorso disegnato a inizio anno, prima della pandemia, con il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo: le vecchie proposte non valgono più e dovranno essere interamente riviste. Il tempo stringe e la riforma «deve vedere la luce entro il 2021 così da consegnare il nuovo sistema contemporaneamente all’esaurirsi della sperimentazione di Quota 100, nel 2022», dice all’Adnkronos il segretario confederale Cgil, Roberto Ghiselli.

L’Uil aggiunge alle proposte sul tavolo quella di estendere il beneficio della quattordicesima mensilità alle pensioni fino a 1.500 euro mensili e di adeguare al rialzo i trattamenti pensionistici più bassi, quelli al di sotto dei 750 euro, iniziando con l’eliminazione del blocco della perequazione, che oggi impedisce l’aggiornamento e la rivalutazione piena degli importi all’aumento annuale del costo della vita.

Si tratta di interventi che dovranno essere discussi innanzitutto nei tavoli di confronto tra le parti sociali ed il Governo, riprendendo al più presto quei lavori interrotti a marzo e che erano a un passo dal round finale ma riformulandoli su queste nuove basi progettuali.

Se vuoi sapere quali sono tutte le attuali forme di uscita dal lavoro e verificare le condizioni ed i requisiti per andare in pensione adesso, leggi l’articolo, costantemente aggiornato, su “pensioni e previdenza: le ultime novità“.



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