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Jogging a petto nudo: è possibile?

24 Giugno 2020
Jogging a petto nudo: è possibile?

Atti contrari alla pubblica decenza e atti osceni in luogo pubblico: la corsa o la passeggiata a torso nudo è reato?

Quando si fa sport all’aria aperta, durante la bella stagione, non c’è nulla di meglio di spogliarsi per godere del sole sulla pelle e, magari, abbronzarsi. In palestra, non è consentito, soprattutto per ragioni igieniche e di decoro. Ma cosa succede quando si è in un luogo pubblico come una strada o un parco? È possibile lo jogging a petto nudo? Cosa dice la legge a riguardo? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Camminare nudi per strada è reato?

Sicuramente, camminare completamente nudi in un luogo pubblico (ad esempio, per strada) o privato aperto al pubblico (ad esempio, il parcheggio di un supermercato o di un rifornimento di benzina) è un comportamento che, oltre ad essere disdicevole, è vietato dalla legge. Contrariamente però a quanto si pensa, esso non costituisce reato. Non più, almeno. Un tempo, lo era: per chi si presentava nudo in pubblico scattava il reato di «atti contrari alla pubblica decenza». Oggi, invece, tale fattispecie è stata depenalizzata. Ciò significa che, pur essendo sempre illecita, non viene punita con sanzioni penali ma solo amministrative. In particolare, chi offende il pubblico pudore subisce una “multa” da 5mila a 10mila euro. Non c’è alcun processo penale, né la fedina viene macchiata, ma bisogna mettere mani al portafogli.

Questo comportamento si distingue da quello più grave meglio noto come «atti osceni in luogo pubblico», anche quest’ultimo però depenalizzato. 

La differenza tra gli «atti osceni in luogo pubblico» e quello di «atti contrari alla pubblica decenza» sta in questo: i primi sono manifestazione di fatti e atti attinenti alla sfera sessuale (si pensi a una coppia che fa l’amore in auto, senza occultarsi agli occhi dei passanti), i secondi invece sono atti puramente sconci, turpi o maleducati (si pensi a una persona che fa la pipì per strada o a una donna che cammina con le natiche completamente di fuori).

Gli atti contrari alla pubblica decenza risentono delle evoluzioni del costume sociale e della “sensibilità” della società. Tanto per fare qualche esempio, un tempo la minigonna era considerata sconcia, così come lo era il topless; oggi, invece, tali atteggiamenti non creano alcun turbamento neanche nei più piccoli.

Si può fare jogging a petto nudo?

Sicuramente, una cosa è il petto di un uomo, un’altra quello di una donna. Seppure tutti i sessi sono uguali dinanzi alla legge, in questo secondo caso la presenza del seno cambia le carte in tavola. Il seno è considerato infatti una zona erogena, tant’è che chi tocca il petto di un uomo non è imputabile di nulla mentre chi lo fa con una donna risponde del reato di violenza sessuale.

Vediamo allora se fare jogging a petto nudo è lecito, sia con riferimento a un uomo che a una donna.

Non esistono norme specifiche che si occupino di ciò; pertanto, dovremo unicamente riferirci alle indicazioni della giurisprudenza in tema dell’illecito amministrativo di “atti contrari alla pubblica decenza” di cui abbiamo parlato sopra. 

Ebbene, non si può ritenere che un uomo che faccia corsa o jogging a petto nudo compia un atto sconcio o maleducato, per quanto di certo poco fine. Dunque, tale comportamento non determina alcun illecito; la polizia non potrà fermare il runner imponendogli di indossare una maglietta. 

L’unica eccezione potrebbe ricorrere laddove esistano delle specifiche ordinanze comunali che, in determinate zone della città, specie per ragioni turistiche o legate magari alla presenza di chiese e monumenti, impediscano di camminare nudi. Se così dovesse essere, allora si potrebbe parlare di un illecito amministrativo; neanche in questo caso ci potrà essere un reato attesa l’impossibilità per gli enti locali di creare norme di carattere penale.

Potrebbe essere invece diverso il discorso per una donna che fa jogging a petto nudo ossia a seno scoperto. Il topless è comunemente ammesso solo nelle spiagge, dove è abitudine prendere il sole in forma più o meno integrale. La Cassazione ritiene punibile solo la nudità integrale in una spiaggia pubblica [1], ammettendola nei campi nudisti.

Dunque, la donna che corre senza una maglietta non commette alcun illecito solo nella misura in cui copra le zone erogene, ossia il seno. A tal fine, basterà un semplice top, anche di uso sportivo. In tal senso, quindi, spalle e pancia potranno restare completamente scoperti senza che ciò possa suscitare alcuna contestazione.


note

[1] Cass. sent. n. 28990/2012.

Autore immagine: it.depositphotos.com


1 Commento

  1. Riguardo alla nudità sulla strada, posso affermare che il Magistrato, chiamato a giudicare il relativo fatto, al fine di ritenere lesivo o meno un evento simile, deve tenere conto del sentimento comune su cui si basa la moralità pubblica, in situazioni particolari di tempo e spazio connesse. Però, per questioni di ragionevolezza intrinseca, logicità dei fatti, tassatività e determinatezza della legge (Cass. civ., Sez. III, 18 febbraio 2000, n. 1865, art. 1 Legge 689/1981 ed articoli 23, 24 e 25 secondo comma Costituzione) lo stesso soggetto giudicante dovrebbe in prima istanza tener conto dell’esistenza d’eventuali: leggi, regolamenti, delibere, circolari, etc., emanate da istituzioni locali e nazionali, al fine di stabilire se un atto è osceno, o contrario alla pubblica decenza, ovvero non punibile.
    In effetti sul caso in esame, esisterebbero i principi generali dettati dall’articolo 34 del D.Lgs. 177/2005 Testo Unico sulla Radiotelevisione in Italia, disciplinato dalla Delibera AGCOM 292/12/CSP Allegato A, articolo 5, primo periodo, in riferimento ai punti 2 e 3 della Delibera AGCOM 23/07/CSP, i quali affermano rispettivamente: “2. A tal fine, si intende per pornografica la descrizione, l’illustrazione o la rappresentazione, visiva e/o verbale, di soggetti erotici e di atti o attività attinenti alla sfera sessuale, che risulti offensiva del pudore” e “3. È offensiva del pudore la descrizione, l’illustrazione o la rappresentazione, visiva e/o verbale, di atti o attività attinenti alla sfera sessuale, o l’esibizione di organi genitali, esorbitante dalla riservatezza tipica delle manifestazioni relative alla vita sessuale, ovvero finalizzata alla eccitazione erotica o alla stimolazione dell’istinto sessuale, ovvero connotata da gratuità rispetto al contesto narrativo e priva di elementi redimenti che, alla luce dello stesso contesto, ne giustifichino la presenza”.
    Quindi, mostrarsi semplicemente nudi in strada è solo un atto contrario alla pubblica decenza, ma sarebbe giustificabile anche per i principi generali appena citati.

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