Inps: continua il calo degli iscritti

24 Giugno 2020 | Autore:
Inps: continua il calo degli iscritti

Lavoratori domestici e artigiani: il numero dei contribuenti si riduce.

Nell’anno 2019, i lavoratori domestici, contribuenti all’Inps sono stati 848.987, con un decremento rispetto al 2018 pari a -1,8% (-15.733 in valore assoluto); una più ampia diminuzione si è registrata nel biennio 2015-2016 (-2,9%), mentre la più piccola è stata riscontrata nel biennio successivo 2016-2017 (-0,5%). Dalla serie storica degli ultimi sei anni si nota che il trend decrescente del numero di lavoratori domestici riscontrato nel complesso è simile tra maschi e femmine, anche se la composizione per genere evidenzia una netta prevalenza di femmine, il cui peso sul totale è aumentato nel corso del tempo e ha raggiunto nel 2019 il valore massimo degli ultimi sei anni, pari all’88,7%.

Continua anche il calo degli artigiani iscritti all’Inps, una flessione iniziata già dal 2012. Nelle sue Statistiche in breve di lavoratori autonomi, di artigiani e commercianti relative al 2019, l’Istituto di previdenza rileva che nel 2019 risultano iscritti alla gestione speciale dell’Inps 1.620.690 artigiani1 , l’1,1% in meno rispetto al 2018 (1.638.601 iscritti) in cui già si eraregistrata una diminuzione dell’ 1,6% rispetto al 2017 (1.665.564 iscritti).

I commercianti iscritti alla gestione speciale nel 2019 sono 2.163.158, con una lieve flessione rispetto al 2018 (-0,5%), anno in cui si era già registrata una diminuzione analoga rispetto al 2017 (-0,8%).

Lavoratori domestici

Nel 2019 la distribuzione territoriale dei lavoratori domestici in base al luogo di lavoro evidenzia che il Nord-Ovest è l’area geografica che, con il 29,9%, presenta il maggior numero di lavoratori, seguita dal Centro con il 28,2%, dal Nord-Est con il 20,3%, dal Sud con il 11,9% e dalle Isole con l’9,7%. La regione che presenta il maggior numero di lavoratori domestici, sia per i maschi che per le femmine, è la Lombardia, con 155.063 lavoratori pari al 18,3%, seguita dal Lazio (14,5%), dall’Emilia-Romagna (8,8%) e dalla Toscana (8,7%). In queste quattro regioni si concentra più della metà dei lavoratori domestici in Italia.

Lavoratori domestici: nazionalità

La composizione dei lavoratori per nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri, che nel 2019 risultano essere il 70,3% del totale. Con riferimento alla distribuzione regionale per nazionalità, in Lombardia si concentra la maggior parte dei lavoratoridomestici stranieri nell’anno 2019, con 124.106 lavoratori (il 20,8% del totale dei lavoratori domestici stranieri), a seguire il Lazio (16,9%) e l’Emilia-Romagna (10,2%); i lavoratori italiani, invece, sono maggiormente presenti in Sardegna (15,1%), Lombardia (12,3%) e Lazio (8,9%).

Rispetto al trend decrescente del complesso dei lavoratori domestici, nel triennio 2017-2019 i lavoratori italiani mostrano un andamento decisamente crescente pari a +5,4%. Nell’ultimo anno a livello regionale i lavoratori domestici italiani aumentano in quasi tutte le regioni, in particolare in Abruzzo (+5,4%), Umbria (+4,2%) e Molise (+4,0%), mentre solo Puglia, Campania, Trentino-Alto Adige e Toscana presentano variazioni negative.

Artigiani: ripartizione per qualifica

Relativamente alla ripartizione per qualifica, nell’anno 2019, l’Inps sottolinea che vi è una marcata prevalenza di titolari che con 1.499.853 iscritti costituiscono il 92,5% del totale. “La distribuzione per qualifica si mantiene pressoché costante nel tempo” commenta l’Istituto.

Analizzando la serie storica degli ultimi dieci anni, l’Inps rileva che il numero degli iscritti decresce di circa un punto percentuale fino al 2012, continua a decrescere di più di due punti percentuali annui dal 2012 al 2017, mentre tra il 2017 e il 2019 la flessione è per ogni anno di circa un punto e mezzo.

Artigiani: l’analisi dei dati per sesso ed età

Fare l’artigiano in Italia sembra essere un appannaggio del sesso forte che è rappresentato nella categoria quasi all’80%. Stando alle Statistiche in breve diffuse su lavoratori autonomi, artigiani e commercianti diffuse oggi dall’Inps, e relative al 2019, emerge che “se si analizza la distribuzione per sesso, per tutti gli anni analizzati, è evidente una marcata prevalenza dei maschi, che costituiscono il 78,9% del totale degli artigiani”. Eppure, se si guarda l’andamento della serie storica per sesso sul calo degli artigiani in Italia, l’Inps evidenzia che, a partire dal 2010, a decrescere in numerosità sono prevalentemente i maschi, mentre la consistenza delle femmine rimane pressoché costante nel tempo.

Inoltre, analizzando i dati del 2019 per sesso e qualifica è evidente,rileva ancora l’Istituto, una prevalenza di titolari maschi, i quali con 1.210.503 iscritti costituiscono l’ 80,7% del totale dei titolari contro il 19,3% (289.350) dei titolari femmine. All’interno dei collaboratori la differenza per genere è meno marcata, infatti i maschi con 68.450 iscritti sono poco più della metà del totale dei collaboratori (56,6%) contro 52.387 femmine.

Il lavoro dell’artigiano non è nelle corde dei giovani italiani. Nel 2019 si conta solo un 5,4%di artigiani con meno di 30 anni di età. Invece la classe di età tra i50 e i 59 anni è quella con maggior frequenza fra gli artigiani, pari al 31,2%, seguita dalla classe 40-49 anni (29,0%), mentre gli ultrasessantenni sono il 18,4%.

Commercianti iscritti alla gestione speciale nel 2019

Nel 2019 risultano titolari dell’azienda il 91,6% dei commercianti iscritti alla gestione speciale nel 2019. Tale percentuale risulta leggermente crescente nel tempo, anche per effetto della leggera diminuzione negli ultimi anni del numero dei collaboratori. Tra i commercianti prevalgono i lavoratori di sesso maschile, che nel 2019 costituiscono il 65,1% dei lavoratori, percentuale in lieve aumento nel corso del tempo.

Analizzando la serie storica del numero di iscritti dal 2010 ad oggi, si può dedurre che l’andamento dei lavoratori è crescente se pur di un solo punto percentuale per ciascun anno fino al 2012, rimane pressoché costante dal 2012 al 2014, decresce di circa mezzo punto percentuale tra il 2014 e il 2015, di un punto percentuale tra il 2015 e il 2017 e ancora di circa mezzo punto percentuale, per ciascun anno, dal 2017 al 2019.

Osservando nel dettaglio la serie storica dei commercianti distinti per sesso, si vede che nei primi anni della serie la crescita del numero di commercianti è da attribuire essenzialmente ai maschi, rimanendo pressoché costante la consistenza delle femmine; negli ultimi anni invece sono queste ultime a registrare la flessione più consistente.

La distribuzione per sesso e qualifica nell’anno 2019 mette in evidenza una sostanziale prevalenza dei maschi tra i titolari con 1.332.410 iscritti (67,3%), mentre a prevalere tra i collaboratori con106.268 iscritti sono le femmine (58,3%). Tra i 50 e i 59 anni di età si concentrano la maggior parte dei commercianti (28,6%), il 27,4% ha un’età compresa tra i 40 e i 49 anni e il 19,5% ha dai 60 anni in poi. Nel complesso, nelle classi di età dai 40 anni in su, si concentrano il 75,5% dei commercianti. Solo il 7,1% dei lavoratori ha un’età inferiore ai 30 anni. Dal punto di vista territoriale si osserva che il 26,4% dei commercianti si trova nel Nord ovest, il 19,8% nel Nord est, il 21,3% al Centro, il 23,0% al Sud e il 9,5% nelle Isole.



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