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Ricovero in ospedale: indennità di malattia

29 Agosto 2020 | Autore:
Ricovero in ospedale: indennità di malattia

Il lavoratore ricoverato in ospedale ha diritto all’indennità di malattia, a un’indennità diversa o non ha diritto al trattamento?

Se il lavoratore si assenta a causa di una patologia o di un infortunio non lavorativo ha diritto, nella generalità dei casi, al pagamento di un’indennità di malattia da parte dell’Inps: il lavoratore è difatti tutelato dalla legge in caso di assenza per malattia. Nonostante, durante le assenze per malattia, l’attività lavorativa non sia svolta e il rapporto di lavoro risulti sospeso, la normativa prevede comunque il diritto alla retribuzione, o più precisamente a un’indennità, per il lavoratore.

Ma che cosa succede se il lavoratore viene ricoverato? Per il ricovero in ospedale l’indennità di malattia spetta?

La risposta dipende dalla tipologia di attività lavorativa svolta: se il ricoverato è un lavoratore dipendente, spetta l’indennità di malattia ordinaria, senza alcuna differenza. Se, invece, l’interessato è un lavoratore parasubordinato (collaboratore- co.co.co.), oppure autonomo, iscritto alla gestione separata Inps, spetta un’indennità diversa, di degenza ospedaliera.

In ogni caso, la visita fiscale da parte del medico dell’Inps, alla quale possono essere sottoposti sia i lavoratori dipendenti, che i parasubordinati e gli autonomi iscritti alla gestione Separata, non può avvenire se l’interessato è ricoverato in ospedale. Il lavoratore ricoverato è dunque escluso dalla visita fiscale, nonostante il diritto all’indennità.

Ma procediamo con ordine e vediamo a quanto ammontano i trattamenti dovuti al lavoratore dipendente, parasubordinato o autonomo per ricovero ospedaliero.

Indennità per malattia e ricovero: lavoratori dipendenti

L’indennità per malattia e ricovero, per i lavoratori dipendenti, è pari ad una percentuale della retribuzione media giornaliera: normalmente (dipende dall’inquadramento del lavoratore e dal contratto collettivo applicato) non è dovuta nei primi 3 giorni di assenza, detti periodo di carenza, è dovuta in misura pari al 50% sino al 20° giorno di assenza, ed al 66,66% dal 21° giorno, sino ad un massimo di 180 giorni. L’indennità, in base alle previsioni della contrattazione collettiva, deve essere poi integrata dall’azienda.

La retribuzione media giornaliera per l’indennità di malattia e ricovero dipendenti si calcola in modo diverso a seconda che si tratti di lavoratori subordinati inquadrati come operai o impiegati:

  • nel caso di impiegati, il calcolo avviene sommando la retribuzione lorda del mese precedente ai ratei di mensilità aggiuntive (tredicesima ed eventuale quattordicesima); il risultato così ottenuto va diviso per 30; il rateo di ogni mensilità aggiuntiva si calcola dividendo per 12 la retribuzione base di riferimento, per cui se il contratto prevede sia la tredicesima che la quattordicesima, bisogna aggiungere 2 dodicesimi della retribuzione base;
  • per gli operai il calcolo avviene dividendo la retribuzione lorda del mese precedente per le giornate retribuite e sommando al risultato così ottenuto i ratei di mensilità aggiuntiva divisi per 25.

Se il contratto prevede un orario di lavoro distribuito su 5 giorni è necessario un ultimo accorgimento: le giornate retribuite del mese precedente devono essere moltiplicate per 1,20; ad esempio, se le giornate lavorate del mese precedente sono 20, la retribuzione lorda andrà divisa per 24 (20 x 1,20).

L’indennità per malattia deve essere poi lordizzata: la lordizzazione è un’operazione matematica che si applica in busta paga quando al lavoratore, a causa di un’assenza, viene anticipata una indennità a carico dell’Inps (per malattia, maternità, ecc.) o dell’Inail (per infortunio sul lavoro). Sull’indennità non è difatti trattenuta contribuzione a carico del lavoratore, ma è accreditata la contribuzione figurativa: con la lordizzazione bisogna dunque diminuire l’integrazione a carico dell’azienda per impedire che venga corrisposto al lavoratore uno stipendio superiore a quello che egli avrebbe percepito svolgendo normalmente la propria attività.

Indennità per malattia e ricovero: giornate indennizzabili

Le giornate indennizzabili variano a seconda dell’inquadramento del lavoratore, operaio o impiegato; l’Inps difatti retribuisce le due categorie applicando il seguente principio:

  • per gli impiegati le giornate indennizzabili sono pari a tutte le giornate comprese nel periodo di assenza indennizzato (solitamente nel mese), escluse le festività nazionali ed infrasettimanali cadenti di domenica;
  • per gli operai, le giornate indennizzabili sono pari a tutte le giornate comprese nel periodo, con esclusione delle domeniche e delle festività nazionali ed infrasettimanali (anche non cadenti di domenica).

Resta dunque a carico del datore di lavoro la retribuzione:

  • di tutte le categorie di lavoratori esclusi dal trattamento a carico dell’Inps;
  • dei primi 3 giorni dell’evento di malattia (carenza);
  • delle festività nel caso degli operai;
  • delle festività cadenti di domenica per gli impiegati;
  • dell’integrazione stabilita dal contratto collettivo del settore.

Indennità per malattia e ricovero: durata

La durata dell’indennità di malattia varia in base alla situazione e all’inquadramento del lavoratore subordinato. Per il lavoratore ricoverato la durata dell’indennità di malattia è la medesima.

Per i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato, l’indennità è dovuta dall’Inps per le giornate indennizzabili comprese in un periodo massimo di 180 giorni nell’anno (dal 1° gennaio al 31 dicembre).

Nel calcolo dei 180 giorni sono comprese anche le giornate per le quali non è stata corrisposta l’indennità (ad esempio per i giorni di carenza, che sono indennizzati dal datore di lavoro, o per i periodi non indennizzati per mancata documentazione o per ritardata certificazione della malattia).

In caso di continuazione della malattia da un anno all’altro, qualora nell’anno in cui è insorta la malattia non siano stati raggiunti i 180 giorni, la malattia in corso al 31 dicembre può essere indennizzata dal 1° gennaio successivo per un massimo di ulteriori 180 giorni; se i 180 giorni risultano superati nell’anno di insorgenza della patologia, il ripristino dell’indennità al 1° gennaio successivo per un massimo di 180 giorni non è automatico, ma avviene soltanto se permane il rapporto di lavoro, con retribuzione, anche parziale, a carico dell’azienda.

Per i lavoratori con contratto a tempo determinato, il periodo indennizzato non può essere superiore al periodo di attività lavorativa svolta nei 12 mesi immediatamente precedenti al verificarsi della malattia, fermo restando il limite massimo di 180 giorni nell’anno solare.

Se il lavoratore a termine nei 12 mesi immediatamente precedenti non può far valere periodi lavorativi superiori a 30 giorni, il l’indennità per malattia è comunque concessa per un periodo massimo di 30 giorni nell’anno [1].

Le stesse disposizioni valgono in caso di degenza ospedaliera del lavoratore subordinato.

Indennità di degenza ospedaliera gestione Separata

I parasubordinati ed i lavoratori autonomi iscritti in via esclusiva presso la gestione Separata hanno diritto, nel caso in cui siano ricoverati, al trattamento di degenza ospedaliera, se:

  • risulta accreditato almeno un mese di contributi presso la Gestione separata stessa, nei 12 mesi che precedono la data di inizio della degenza (si tratta di un nuovo requisito, previsto dal cd. decreto Crisi [2], per gli eventi di malattia e degenza ospedaliera iniziati dal 5 settembre 2019; in precedenza, nonché per gli eventi in corso al 5 settembre 2019, era necessario l’accredito di 3 mesi di contribuzione negli ultimi 12 mesi);
  • nell’anno solare che precede la data di inizio della degenza, il reddito del lavoratore soggetto a contribuzione non supera il 70% del massimale contributivo annuo (pari a 102.543 euro per il 2019 ed a 103.055 euro per il 2020);
  • l’attività lavorativa risulta in corso al momento del verificarsi del ricovero;
  • sussiste un’effettiva astensione dal lavoro durante il periodo indennizzato.

Durata indennità di degenza ospedaliera

L’indennità per degenza ospedaliera spetta agli iscritti in via esclusiva alla gestione Separata per tutte le giornate di ricovero (compresi i giorni di day hospital) fino a un massimo di 180 giorni nell’anno solare.

Sono equiparati alla degenza ospedaliera, per quanto riguarda durata e ammontare dell’inennità, i periodi di malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici:

  • di malattie oncologiche;
  • di gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti;
  • di patologie che comunque comportino una inabilità lavorativa temporanea del 100%

Ammontare indennità di degenza ospedaliera

La misura dell’indennità di degenza ospedaliera deve essere determinata sulla base di un massimale giornaliero, che si determina in questo modo:

  • si prende quale riferimento il massimale contributivo annuo, 103.055 euro per il 2020;
  • lo si divide per 365;
  • si moltiplica il massimale giornaliero così ottenuto (282,34 euro per il 2020) per diverse misure percentuali, a seconda del numero di mensilità di contribuzione accreditate nei 12 mesi precedenti la data del ricovero.

Per gli eventi di ricovero ospedaliero precedenti al 5 settembre 2019, o in corso alla data stessa, l’ammontare delle percentuali per le quali deve essere moltiplicato il massimale giornaliero è pari al:

  • 8%, se risultano accreditate da 3 a 4 mensilità nei 12 mesi precedenti la degenza;
  • 12% se risultano accreditate da 5 a 8 mensilità;
  • 16% se risultano accreditate da 9 a 12 mensilità.

Per gli eventi insorti a decorrere dal 5 settembre 2019, a seguito dell’entrata in vigore del decreto Crisi, le misure delle indennità per malattia e per degenza ospedaliera sono state riviste in aumento e il requisito contributivo minimo richiesto è stato ridotto a una mensilità nei 12 mesi precedenti la data di inizio del ricovero.

A seguito delle modifiche, l’indennità per degenza ospedaliera è corrisposta nella misura del 16%, 24% o 32% del massimale giornaliero previsto nell’anno di inizio del ricovero, sulla base della contribuzione accreditata presso la gestione Separata nei 12 mesi precedenti il ricovero (da 1 a 4 mesi il 16%, da 5 a 8 mesi il 24% e da 9 a 12 mesi il 32%).

Conseguentemente, per le degenze iniziate nel 2020, l’indennità viene calcolata su 282,34 euro (massimale giornaliero 2020) e corrisponde, per ogni giornata indennizzabile, a:

  • 45,17 euro (16%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 1 a 4 mensilità di contribuzione;
  • 67,76 euro (24%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 5 a 8 mensilità di contribuzione;
  • 90,35 euro (32%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 9 a 12 mensilità di contribuzione.

note

[1] Art. 5, Co. 3, D. L. 463/1983.

[2] Art.16 D.L. 101/2019.


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