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Così Amazon colpisce chi vende prodotti contraffatti

24 Giugno 2020
Così Amazon colpisce chi vende prodotti contraffatti

Nasce la nuova task force investigativa di esperti multidisciplinari per scoprire e denunciare i responsabili delle frodi in tutto il mondo.

Tempi duri per chi intende realizzare frodi commerciali su internet: nasce una task force di specialisti reclutati da Amazon per contrastare la vendita di prodotti contraffatti. Si chiamerà Counterfeit Crimes Unit (unità contro i crimini di contraffazione) e sarà globale e multidisciplinare, con un team composto da ex procuratori federali, esperti investigatori e data analyst, una sorta di ispettori dei dati che circolano in rete. Tutti impegnati nell’assicurare alla giustizia coloro che metteranno in vendita sulla piattaforma di e-commerce prodotti contraffatti o altrimenti illeciti e che violano la legge o le regole fissate da Amazon per i propri inserzionisti.

L’obiettivo primario, spiega Amazon nell’annunciare l’unità, «è di impedire che un prodotto contraffatto compaia tra le offerte nel suo store». Come ricorda il colosso delle vendite online, «gli estesi programmi anti-contraffazione posti in essere hanno assicurato che oltre il 99,9% di tutti i prodotti visualizzati dai clienti su Amazon non abbiano ricevuto un valido reclamo per contraffazione».

Nel 2019, Amazon ha investito oltre 500 milioni di dollari e impiegato oltre 8.000 dipendenti per combattere le frodi, inclusa la contraffazione. Sono venute a galla più di 6 miliardi di inserzioni sospette e questo ha portato «alla sospensione di più di 2,5 milioni di account di sospetti venditori malintenzionati ancora prima che fossero in grado di mettere in vendita un solo prodotto», spiega la società nel comunicato diffuso dall’agenzia stampa Adnkronos.

Ora, la nuova task force indagherà in modo ancor più approfondito sui casi in cui un aspirante venditore ha tentato di eludere i sistemi di controllo preventivo di Amazon cercando di mettere in vendita prodotti contraffatti che violano le sue politiche commerciali. Questa unità specializzata estrarrà i dati inseriti in Amazon, ma raccoglierà informazioni anche da fonti esterne, come quelle dei fornitori di servizi di pagamento e più in generale di tutte le informazioni utili presenti sulla rete internet pubblica (intelligence open source): proprio a questo servono i nuovi specialisti.

Amazon ha già intrapreso una collaborazione con i brand e con le forze dell’ordine per identificare i venditori di prodotti contraffatti e far applicare nei loro confronti le sanzioni civili e penali previste dai vari ordinamenti nei rispettivi Stati; si coordina in particolare, con l’Europol in Europa e con il National Intellectual Property Right Center negli Stati Uniti, oltre che con altre importanti agenzie investigative in Cina e in tutto il mondo. Alcuni venditori di prodotti contraffatti sono già stati individuati anche in Italia e sono stati deferiti alle autorità competenti, spiega la società.

Che Amazon adesso faccia sul serio lo dimostrano le dichiarazioni del manager Dharmesh Mehta, vicepresidente Customer Trust: «Ogni contraffattore è avvisato che sarà ritenuto responsabile nella massima misura consentita dalla legge, indipendentemente da dove tenti di vendere i propri prodotti contraffatti o da dove si trovi».

Insomma, Amazon sta diventando quasi un poliziotto digitale: «Stiamo lavorando assiduamente per interrompere e smantellare queste reti criminali e ci congratuliamo con le autorità che fanno già parte di questa lotta – continua Mehta -. Sollecitiamo i governi a fornire a queste autorità gli strumenti investigativi, i finanziamenti e le risorse di cui hanno bisogno per consegnare alla giustizia i criminali della contraffazione perché la tutela penale, attraverso l’esercizio dell’azione penale e delle altre azioni restrittive, come il sequestro dei beni, è uno dei modi più efficaci per fermarli».



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