Tabacco riscaldato: fa meno male delle sigarette?

24 Giugno 2020
Tabacco riscaldato: fa meno male delle sigarette?

Secondo alcuni studi scientifici, la tossicità è inferiore rispetto al fumo tradizionale: a parte la nicotina, le sostanze cancerogene sono fra 10 e 15 volte meno.

I prodotti a tabacco riscaldato e non bruciato, come il tipo IQOS, la “sigaretta che non brucia” lanciata dalla Philip Morris, fanno meno male delle sigarette tradizionali? La questione è tuttora molto dibattuta (ne abbiamo parlato di recente in come smettere di fumare con la sigaretta elettronica) ma oggi due esperti intervenuti al webinar ‘Tobacco Harm Reduction‘ organizzato a valle del convegno Global Forum on Nicotine 2020 sostengono di sì: sono Peter Harper, ex direttore del dipartimento di Oncologia del Guy’s and St Thomas Hospital di Londra, e Reuven Zimlichman, direttore del The Brunner Cardiovascular Research Institute dell’Università di Tel-Aviv (Israele).

L’agenzia stampa Adnkronos Salute ha pubblicato il resoconto dei loro interventi. Harper ha illustrato i dati dei più recenti studi scientifici svolti in materia, concludendo che li ritiene «prodotti che assicurano una riduzione del danno».

L’esperto sottolinea che il fumo di sigaretta contiene 6.000 diverse sostanze chimiche nocive, che causano 100 malattie e provocano 8 milioni di morti ogni anno nel mondo. «Ma nonostante ci siano già prove scientifiche in vitro e in vivo sul fatto che i prodotti ‘smoke free‘ siano in grado di ridurre la tossicità, alcuni Governi sembrano ignorare questa evidenza, mostrando di avere un atteggiamento simile nei confronti delle sigarette e dei prodotti come e-cigarette o a tabacco riscaldato, oggi vietati rispettivamente in 33 e in 14 Paesi», ha detto.

Le critiche di Harper si concentrano, in particolare, sull’Australia che li vieta «sull’assunto che la nicotina (la componente che dà dipendenza) nelle sigarette è presente nel tabacco preparato e confezionato specificatamente per essere fumato, mentre sembra che la nicotina presente nei prodotti a tabacco riscaldato sia ‘veleno’». Il Belgio, invece – sottolinea Harper – «ha proceduto con un’eccellente review dei dati disponibili stabilendo che l’esposizione alle sostanze tossiche è significativamente inferiore nel caso dei prodotti a tabacco riscaldato, a confronto con le sigarette».

L’altro esperto, Zimlichman, sottolinea che «si continua a fumare pur conoscendone i rischi, così come si continua a essere sedentari, a prendere troppo sole o a mangiare male. Quindi ci vuole un nuovo approccio, un approccio di rottura, e questo può essere rappresentato dall’applicazione del concetto di riduzione del danno». Per arrivare a questo obiettivo, l’esperto ha citato alcuni studi «secondo cui i livelli delle principali sostanze cancerogene nei prodotti a tabacco riscaldato sono sostanzialmente inferiori rispetto alle sigarette, per la precisione fra le 10 e le 25 volte inferiori, come dimostra una ricerca del Federal Institut for Risk Assessment tedesco».

Ancora, menziona «uno studio del Public Health England, dove si stima invece che l’uso di e-cigarette sia il 95% più sicuro rispetto al fumo di sigaretta. Certo, smettere è sempre l’opzione migliore – ribadisce –  ma i medici dovrebbero essere informati sulle alternative alle sigarette: è nostra responsabilità trasferire queste informazioni ai pazienti».

Così – ha concluso – «l’evidenza scientifica fino a ora disponibile mostra che alcuni prodotti sono meno nocivi delle sigarette e anche le società scientifiche internazionali hanno iniziato a considerare il potenziale dei prodotti elettronici come strumento per smettere di fumare». A tal proposito, l’esperto avverte che «certamente devono esserci regole per chi non deve iniziare a fumare, ma per chi deve smettere l’uso di questi prodotti possono essere una valida opzione».



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