Diritto e Fisco | Articoli

L’amministratore di condominio può proporre querela?

25 Giugno 2020
L’amministratore di condominio può proporre querela?

Rappresentanza nel processo penale: che succede se l’amministratore deposita una querela senza farsi prima autorizzare dall’assemblea di condominio? 

Se c’è da proporre una querela per conto degli interessi condominiali non c’è dubbio che tale facoltà spetti all’amministratore. Egli, infatti, è tutore e garante degli interessi comuni nonché rappresentante dei vari proprietari degli appartamenti. Ma la questione su cui spesso si dibatte è se, prima di tale deposito, egli debba richiedere l’autorizzazione all’assemblea o se invece possa agire in via autonoma, in attuazione dei poteri e doveri che la legge gli conferisce. 

A stabilire se l’amministratore di condomino può proporre querela (ma lo stesso discorso vale anche in caso di denuncia) è stata una recente ordinanza della Cassazione [1]. Ecco cosa ha detto la Suprema Corte in merito alla legittimazione attiva (questo il termine tecnico) nell’ambito dei procedimenti penali di repressione dei reati.

I poteri dell’amministratore

L’articolo 1129 del Codice civile e il successivo articolo 1130 stabiliscono le attribuzioni dell’amministratore di condominio. Senza entrare qui nel dettaglio, la legge gli conferisce il potere-dovere di tutelare le parti comuni dell’edificio e garantirne i servizi essenziali (ad esempio, il funzionamento dell’ascensore, le utenze della luce e dell’acqua, il pagamento dei fornitori, ecc.). Egli, inoltre, è garante del rispetto del regolamento condominiale e deve attuare le decisioni dell’assemblea. Solo nell’ambito di tali compiti, egli può agire in via autonoma, senza dover chiedere, ogni volta, l’autorizzazione preventiva all’assemblea. In tutti gli altri casi, invece, ha bisogno del mandato preventivo. 

Tanto per fare un esempio, l’amministratore può agire per il recupero dei contributi condominiali non riscossi nominando un avvocato di propria fiducia senza dover prima sottoporre la questione al vaglio dei condomini. Al pari, può siglare un contratto con una società per la manutenzione ordinaria dell’ascensore o con un giardiniere per la tenuta delle aiuole. Ma prima di deliberare interventi straordinari alle parti comuni o di acquistare una nuova cisterna dell’acqua deve indire un’assemblea straordinaria.

Per presentare querela l’amministratore deve essere autorizzato?

Ora si tratta di verificare se, tra le attribuzioni “ordinarie” dell’amministratore, che non richiedono l’autorizzazione dell’assemblea, vi sia anche il potere di presentare una denuncia o una querela di carattere penale. 

L’assemblea revoca il precedente amministratore sospettato di ammanchi e ne nomina uno nuovo. Quest’ultimo, ricostruita la contabilità, si accorge che in cassa mancano oltre 5mila euro. Così decide di querelare il precedente amministratore per appropriazione indebita. A questo punto, si chiede se, prima di recarsi dai carabinieri o in polizia, debba indire una riunione di condominio e farsi autorizzare. 

Secondo la Cassazione, il capo condomino, nell’amministrare il denaro altrui, non ne può disporre nel processo penale a suo piacimento, neppure per ottenere una condanna, nell’interesse del condominio, del suo predecessore per appropriazione indebita. L’articolo 1130 Codice civile prevede che l’amministratore debba eseguire le deliberazioni dell’assemblea condominiale, comprese quelle che prevedono la presentazione di una querela per denunciare reati commessi in danno del condominio.

Il condominio è uno strumento di gestione degli interessi comuni e l’espressione della volontà di presentare una querela è rappresentato dall’assemblea.

Risultato: se prima l’assemblea non approva la presentazione della querela, l’amministratore non può presentarla ugualmente. La legge cioè non gli conferisce il potere di agire in via autonoma, così come invece può fare contro i morosi per il recupero dei crediti condominiali.  

In assenza dello specifico mandato, il diritto di proporre la querela spetta solo al titolare del diritto leso (ossia la persona offesa dal reato) che, nel caso del condominio, è l’assemblea ossia l’insieme dei condomini. 

L’amministratore esplica, come mandatario dei condomini, solo funzioni esecutive, amministrative, di gestione e di tutela dei beni e servizi attribuitigli dalla legge, dal Codice civile, dal regolamento condominiale. Al di là di tali competenze, l’esercizio di ulteriori poteri deve avvenire previa deliberazione assembleare.

Anche quando riguarda un fatto lesivo del patrimonio condominiale, la querela non rientra tra gli atti ordinari di gestione dei beni e di conservazione dei diritti inerenti alle parti comuni dell’edificio. 

Che succede se viene depositata una querela senza autorizzazione dell’assemblea?

La querela depositata senza l’autorizzazione preventiva dell’assemblea di condominio è nulla e non produce effetti. Il giudice, quindi, dovrà assolvere l’imputato.


note

[1] Cass. ord. n. 18760/2020.

Autore immagine: it.depositphotos.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube