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Cassa integrazione: Conte interviene su Inps per i ritardi

25 Giugno 2020
Cassa integrazione: Conte interviene su Inps per i ritardi

Il premier ammonisce Tridico: «Situazione inaccettabile, troppi italiani ancora in attesa». Ancora fuori 150mila persone. Spunta la proposta di scoraggiare il ricorso alla Cig.

Basta ritardi nei pagamenti della cassa integrazione, con 150mila lavoratori che ancora attendono: ieri sera, il premier Giuseppe Conte ha convocato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, per esprimergli tutta l’insoddisfazione per i «troppi italiani ancora in attesa». Il premier l’ha definita «una situazione inaccettabile» e ha deciso di intervenire personalmente sul numero uno dell’Istituto incaricato dei pagamenti.

Conte si è detto consapevole «del lavoro straordinario» svolto dall’Inps, ma il sistema organizzativo non era pronto a fronteggiare l’enorme onda d’urto delle richieste presentate a causa dell’emergenza Covid e si è inceppato, come lo stesso presidente Tridico ammette: «Al 22 giugno sono stati pagati 5,8 milioni di prestazioni di cassa integrazione. Restano fuori 150mila persone a giugno», ha detto all’uscita da Palazzo Chigi dopo l’incontro.

Conte ha ancora una volta confermato la fiducia a Tridico, ma con una condizione: bisogna «monitorare e vigilare» che venga applicato il nuovo meccanismo introdotto col Dl Rilancio, che ha eliminato il controllo regionale, prevedendo l’anticipo del 40% da parte dello Stato e poi il saldo sulle ore effettive (lo abbiamo illustrato nell’articolo Cassa integrazione più veloce: le nuove procedure).

Secondo quanto riporta l’agenzia stampa Adnkronos, durante il colloquio, durato ben due ore, Conte ha ammonito Tridico a «stare in guardia sui numeri», perché nuovi ritardi non sarebbero concepibili. Insomma, il presidente del Consiglio sta perdendo la pazienza e ha avvertito il presidente dell’Inps che d’ora in poi non saranno più ammessi sbagli.

«Il presidente Conte ha voluto sapere tutto sulla cassa integrazione, abbiamo fatto una analisi dettagliata sui numeri e sulle articolazioni della Cig, ha voluto sapere i diversi step e le criticità che condividiamo tutti, che l’Istituto ha affrontato e che sono attenzionate», ha dichiarato Tridico, precisando che «Conte ha voluto sapere come eliminare le criticità».

Ma l’Adnkronos apprende anche che il premier avrebbe chiesto al numero uno dell’Inps di formulare un parere su questa proposta: incentivare le aziende a non utilizzare la cassa integrazione in cambio di una robusta defiscalizzazione del costo dei lavoratori. Su questo tema, il Governo starebbe già lavorando con la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. Si tratterebbe di un modo per ‘scoraggiare‘ il ricorso alla cassa integrazione, consentendo ai lavoratori di rimanere in attività a retribuzione piena, mentre dal lato delle imprese verrebbe favorita allo stesso tempo la ripresa delle attività produttive. E lo Stato realizzerebbe un sostanzioso risparmio delle risorse stanziate per il pagamento degli ammortizzatori sociali.



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