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Salvini contro Azzolina: il blitz davanti al ministero

25 Giugno 2020 | Autore:
Salvini contro Azzolina: il blitz davanti al ministero

Riapertura delle scuole a settembre: l’attacco al ministro dell’Istruzione.

Blitz della Lega davanti al ministero della Pubblica Istruzione in viale Trastevere a Roma, durante una manifestazione di protesta in atto dalle 11.00 di questa mattina. Matteo Salvini, con altri deputati e senatori leghisti, si scaglia contro il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina: «Sono qui da genitore e non da senatore. C’è un ministro non in grado di gestire la situazione, non c’è certezza per i presidi, i genitori, i sindaci e i nostri figli: non si sa quando si riparte, dove e come si riparte, chi mette la mascherina, chi mette il plexiglass. Chi paga non si sa, chi sanifica nemmeno. Un governo che mette la scuola in fondo a tutto non fa il bene del Paese». Davanti al ministero, viene srotolato un enorme striscione che presenta la scritta ‘Azzolina bocciata‘.

A proposito delle indiscrezioni che circolavano fino a poco tempo fa sulle eventuali misure da adottare per il rientro tra i banchi di scuola, Salvini aggiunge «Cosa faremmo noi? Copieremmo dall’Europa. In tutta Europa al momento i bambini sono in classe con le maestre e senza plexiglass. Mi rifiuto di mettere mia figlia a settembre in una classe buia, isolata, senza insegnanti né tutele. Questo ministro è inviso a buona parte della maggioranza: lo cambiassero perché è una sciagura», ha detto Salvini. «La scuola non è un carcere».

Riguardo la riapertura degli istituti scolastici, il leader della Lega passa all’attacco evidenziando come una questione di prioritaria importanza come il diritto allo studio possa passare in secondo piano rispetto ad altre attività: «Non è possibile che il governo si sia impegnato a far ripartire il campionato di calcio, e apro una parentesi per dire che a questo punto si potrebbe anche riportare le persone negli stadi in misura minore e a distanza, e la scuola no. Il campionato di Serie A sì e le scuole materne ed elementari no: è una follia».

Poi, come riporta una nota stampa dell’agenzia Adnkronos, prosegue così: «In tutta Europa i bambini sono a scuola adesso. È una follia che in Italia non si sappia se a settembre i nostri figli vanno a scuola, per quanti giorni e per quante ore. Aggiungo i 50mila insegnanti di sostegno precari per gli studenti disabili e i 30mila insegnanti che andranno in pensione: nel decreto rilancio non c’è una lira per le assunzioni. Peggio di così non si poteva fare: se non vogliono ascoltare noi, ascoltino gli insegnanti e i presidi, i sindaci e gli studenti».

Infine, la soluzione definitiva secondo Salvini «Mi risulta che questo ministro sia invisa anche a una parte della maggioranza, quindi cambiassero questo ministro».



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