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Caso Palamara: processo per 10 magistrati coinvolti

25 Giugno 2020
Caso Palamara: processo per 10 magistrati coinvolti

Tra i giudici rinviati a giudizio disciplinare c’è anche il deputato di Italia Viva Cosimo Ferri. Le indagini proseguono su alcuni consiglieri del Csm.

La procura generale della Corte di Cassazione ha concluso l’esame del primo blocco di chat e di conversazioni dal vivo, tutte intercettate all’ex presidente dell’Anm e componente del Csm Luca Palamara: sono risultati 10 magistrati coinvolti nei dialoghi ritenuti rilevanti e per loro è stato chiesto il processo alla sezione disciplinare del Csm.

L’attenzione degli inquirenti si è concentrata soprattutto sull’incontro avvenuto in un albergo di Roma in cui si discuteva di nomine ai vertici delle principali procure italiane. Lo ha annunciato in conferenza stampa il procuratore generale della Cassazione, Giovanni Salvi, per come ci comunica l’Adnkronos. Salvi ha sottolineato che in quelle discussioni, dove si raggiungevano le intese sui personaggi da nominare per incarichi direttivi nella magistratura, l’illecito sta nel fatto che «le scelte venivano esposte per favorire qualcuno o danneggiare qualcun altro».

Il giudizio disciplinare è stato chiesto oltre che per lo stesso Luca Palamara, per tutti e 5 i componenti togati del Csm che si erano dimessi lo scorso anno in occasione delle prime rivelazioni sulla vicenda. Si tratta dei magistrati Antonio Lepre, Luigi Spina, Corrado Cartoni, Gianluigi Morlini e Paolo Criscuoli.

Ma il personaggio più di spicco è Cosimo Ferri, attualmente deputato di Italia Viva. Per esaminare la sua posizione, però, si dovrà attendere l’autorizzazione della Camera ad utilizzare le conversazioni intercettate. Gli altri magistrati sono l’ex pm romano Stefano Fava, l’ex pm della Direzione nazionale antimafia Cesare Sirignano e infine due magistrati segretari del Csm, per uno dei quali la richiesta di giudizio disciplinare era già stata avanzata.

Adesso i magistrati sottoposti a processo disciplinare «rischiano anche le sanzioni più gravi», ha detto il Pg della Cassazione, prefigurando l’ipotesi di sospensione dal servizio o di rimozione dalla magistratura.

La procura generale della Cassazione ha precisato che sta ancora lavorando all‘esame delle chat contenute nel telefono cellulare di Luca Palamara. «Non è possibile parlare di numeri e nomi, neanche nei prossimi giorni, il lavoro deve essere completato – ha chiarito il procuratore generale Giovanni Salvi – e non ci può essere alcuna anticipazione fino a quando le persone coinvolte non avranno avuto la notificazione dei provvedimenti». Salvi ha, però, ammesso che nel materiale in corso di esame «ci sono anche conversazioni che riguardano consiglieri del Csm, ma dobbiamo fare un lavoro completo che consenta di estrapolare le condotte».



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