Aids, la novità che migliorerà la terapia

25 Giugno 2020
Aids, la novità che migliorerà la terapia

L’ok anche in Italia. Finora, è stata curata con una terapia a tre farmaci che ha permesso di migliorare l’aspettativa di vita dei malati. 

Scoperta nel 1981, ci sono voluti due anni per capire da che cosa era causata. La sindrome da immunodeficienza acquisita, meglio nota come Aids, malattia provocata dal virus Hiv, che abbassa le difese al punto da esporre chi si ammala a grossi rischi anche per le infezioni più banali, è una delle ultime pandemie che abbiamo conosciuto prima del Coronavirus. In trent’anni, ha colpito sessanta milioni di persone e fatto 25 milioni di vittime. Una malattia ancora mortale ma le aspettative di vita sono nettamente migliorate, trasformando un male incurabile in patologia cronica.

La ricerca continua a fare progressi, su questo terreno. È di oggi la notizia del via libera alla vendita anche in Italia della compressa per tenere sotto controllo l’infezione, un passo avanti rispetto alla tradizionale terapia a tre farmaci. Una pasticca che è due medicinali in uno: il dolutegravir e la lamivudina. Ce ne parla l’agenzia di stampa Adnkronos, dopo la conferenza stampa di oggi del produttore ViiV Healthcare, azienda globale specializzata nell’Hiv a maggioranza GlaxoSmithKline, in partecipazione con Pfizer Inc. e Shionogi Limited, che ha annunciato che il farmaco è stato autorizzato per la vendita in Italia da maggio.

Come migliora il trattamento per i pazienti

La terapia a due farmaci è quindi disponibile nel nostro Paese per il trattamento dell’infezione Hiv-1 in adulti e adolescenti sopra ai 12 anni (che pesino almeno 40 chili) e con nessuna resistenza nota o sospetta alla classe degli inibitori dell’integrasi, o a lamivudina.

«Gli antiretrovirali – ha spiegato Andrea Antinori, direttore dell’unità operativa complessa Immunodeficienze virali dell’Istituto Spallanzani Irccs di Roma, durante la conferenza stampa – hanno cambiato la storia di questa malattia. Si è arrivati alla cronicizzazione. Ma non dobbiamo dimenticare che, secondo gli studi, l’attesa di vita dei pazienti non è la stessa della popolazione generale, ci sono ancora dai 9 ai 6 anni di differenza. Il gap, rispetto a trent’anni fa, si è largamente colmato, ma non del tutto». In questo quadro «diventa fondamentale l’impatto delle terapie a lungo termine», ha ricordato l’esperto.

Passare da tre medicinali a due «consente meno esposizione al farmaco stesso, più qualità di vita», ha continuato Antinori. Ovviamente a parità di efficacia: «Questa terapia, come hanno accertato gli studi, ha risultati inequivocabili», ha aggiunto. Ed è indicata «per una larga parte dei pazienti, seppure non tutti». In particolare potrà beneficiarne «chi inizia la terapia. Rimangono fuori, però, quelli che hanno una resistenza».

Degli oltre 100mila pazienti che sono in terapia antiretrovirale in Italia saranno molti a poterne usufruire nel tempo, secondo l’esperto. «Difficile dire quanti al momento, considerato che la terapia è disponibile da pochissimo. È un bilancio che potremmo fare nei prossimi mesi», ha precisato Antinori.

Effetti collaterali rari

L’autorizzazione all’immissione in commercio per la combinazione dolutegravir/lamivudina è sostenuta dai dati degli studi globali Gemini 1 e 2, che hanno coinvolto oltre 1.400 adulti con infezione da Hiv-1. Nessun paziente è andato incontro a fallimento virologico in entrambi i bracci di trattamento né ha sviluppato resistenza al trattamento. E gli effetti collaterali (cefalea, diarrea, nausea, insonnia, astenia) sono stati rari.

«Nell’area dell’Hiv, nonostante i grandi progressi della terapia degli ultimi anni, continuano a esserci bisogni insoddisfatti. Ne deriva l’esigenza di continuare a investire in R&D anche in quest’area terapeutica. ViiV Healthcare fin dalla sua nascita nel 2009 è dedicata all’obiettivo di creare un futuro migliore per le persone che vivono con l’Hiv. Lo fa insieme ad associazioni, medici e istituzioni, concentrandosi sulla ricerca di soluzioni terapeutiche innovative che uniscono efficacia ad attenzione alla qualità della vita e senza paura di sfidare lo status quo», ha concluso Maurizio Amato, presidente e amministratore delegato di ViiV Hc Italia, annunciando prossime novità anche per il trattamento di pazienti con resistenza ai farmaci.



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