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Prescrizione sentenza: dopo quanto tempo scatta?

27 Giugno 2020
Prescrizione sentenza: dopo quanto tempo scatta?

A seguito di una sentenza emessa circa 5 anni orsono, ho ricevuto un pignoramento. Ho voluto concordare la rinuncia all’esecuzione con la controparte, versando circa mille euro in più. Volevo sapere se la sentenza era prescritta e se era giusto che mi venisse imposta questa maggiorazione.

Gentile cliente, innanzitutto devo informarla che la prescrizione dei diritti riconosciuti da una sentenza divenuta definitiva, cioè non più impugnabile, avviene solo dopo che sono trascorsi dieci anni.

Si tratta di una regola sancita dalla legge [1] la quale chiarisce che, anche nel caso in cui si tratti di un diritto per il quale è prevista una prescrizione più breve, si considera, ugualmente, il termine decennale. Pertanto, l’accertamento giudiziale e la definitività dello stesso non consentono alcun equivoco su tale conclusione.

Viceversa, per valutare, con maggiore chiarezza, quanto è stato pattuito, occorrerebbe esaminare il documento che ha firmato. A questo proposito, sarebbe stato preferibile farsi assistere da un legale prima della firma, anche allo scopo di non avere alcun dubbio successivo. In questo momento, infatti, c’è una sentenza e un documento firmato che legittimano, formalmente e sostanzialmente, le pretese di parte avversa. Perciò, a questo punto, sarebbe, quanto meno, complicato impugnare l’atto per presunti vizi della volontà nella formazione dello stesso.

Ad ogni modo, per quanto riguarda ciò che ha sottoscritto e concordato per ottenere in cambio la rinuncia al pignoramento [2], la quantificata differenza di circa 1000,00 euro, rispetto alla cifra originaria, potrebbe giustificarsi, ad esempio, tenuto conto degli obblighi fiscali (iva al 22%) e previdenziali (Cpa al 4%) sull’onorario liquidato dal giudice nonché considerando altre spese, quali, per ipotesi, quella rappresentata dal cosiddetto rimborso delle spese generali (15%). Se così fosse, si sarebbe trattato di oneri che seguono la soccombenza, che vanno pagati in aggiunta alle altre voci e che le sarebbero stati proposti legittimamente.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Marco Borriello


note

[1] Art. 2953 cod. civ.

[2] Art. 629 cod. proc. civ.


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