Contratti saltati per lockdown, come si procede

25 Giugno 2020
Contratti saltati per lockdown, come si procede

I contenuti del nuovo decreto legge Giustizia, approvato oggi in via definitiva alla Camera.

Una novità che interesserà i tanti che hanno visto saltare i propri appuntamenti importanti (viaggi, spettacoli, ecc.) causa Coronavirus: su tutti i contratti non rispettati per via del lockdown diventa obbligatoria la mediazione. Ciò vuol dire che anziché trascinare subito davanti al giudice chi non ci ha ancora risarciti, che sia una compagnia aerea o un’agenzia che organizza eventi, bisogna passare per il tentativo di conciliazione. Varrà per biglietti d’ingresso a spettacoli, merce non consegnata, caparre per viaggi e, in generale, per tutte le controversie contrattuali nate dall’impossibilità di adempierle per colpa della pandemia. È solo una delle novità contenute nel decreto legge Giustizia, approvato dalla Camera in via definitiva con 256 voti favorevoli e 159 contrari, dopo il voto di fiducia di ieri. Vediamo i contenuti.

La giustizia dal primo luglio 

Il 30 giugno cessa il periodo di emergenza: questo significa che scade il pacchetto di misure approntate causa Covid, per gestire la Fase 2, in conformità al decreto Cura Italia [1]. Dal primo luglio, giustizia in modalità «mista», in presenza e da remoto. Tenendo presente che sono giorni decisivi: all’esame del Parlamento, anche un emendamento al dl Rilancio che prevede di portare avanti il processo da remoto a titolo di sperimentazione fino al 31 dicembre 2021.

Sul terreno della giustizia civile, il deposito degli atti da parte dei magistrati di tribunali e Corti d’appello potrà avvenire solo telematicamente fino al 31 luglio; unica eccezione: malfunzionamenti dei sistemi informatici del ministero della Giustizia. Il giudice dovrà stare in ufficio quando si collega per il processo da remoto e la stanza da cui si collega sarà considerabile a tutti gli effetti come l’aula di udienza. No al rinvio di udienze e sospensione termini anche per le cause che riguardano assegni di mantenimento e divorzili. Gli incontri tra genitori separati e figli tornano a essere dal vivo e in un ambiente neutro.

Quanto al penale, la videoconferenza è limitata a pochi casi, dal momento che non è possibile utilizzarla nelle udienze in cui si ascoltano testimoni, consulenti e periti e nemmeno in quelle di discussione che chiudono il processo con requisitoria e arringhe. Oltre alle parti, anche il procuratore generale, in Cassazione, può chiedere che l’udienza si svolga in presenza. Nei procedimenti amministrativi si andrà avanti online fino al 31 luglio, se saranno le parti a richiederlo o il giudice a disporlo; si attende un decreto del presidente del Consiglio di Stato con tutte le indicazioni al riguardo.

Per la mediazione si procede in questo modo: una volta raggiunto l’accordo, lo si deve inviare ai legali e all’ufficiale giudiziario via posta elettronica certificata. Per le notifiche, l’ufficiale giudiziario estrae copie analogiche che dichiara conformi all’originale. Anche le notifiche agli avvocati su procedimenti davanti al Consiglio nazionale forense saranno solo online, via pec.

Droni sulle carceri, intercettazioni, 41-bis

La polizia penitenziaria potrà usare droni per monitorare gli istituti penitenziari. La misura, introdotta durante l’esame del dl al Senato, è volta a garantire una maggiore sorveglianza all’interno delle carceri, dopo le rivolte che, durante il lockdown, hanno interessato numerosi istituti di pena in tutta Italia, causando morti e feriti.

Stretta su permessi e detenzione domiciliare in deroga. Dovranno essere periodicamente valutati i presupposti che hanno giustificato il ricorso alla detenzione domiciliare a causa dell’emergenza Covid. I magistrati di sorveglianza, inoltre, prima di disporre permessi e detenzioni domiciliari per i capimafia, dovranno chiedere un parere sulla pericolosità del soggetto e a suoi eventuali legami ancora attuali con l’organizzazione criminale di riferimento. Il parere andrà chiesto solo al procuratore distrettuale laddove il soggetto sia stato condannato per gravi reati come l’associazione a delinquere di stampo mafioso; anche al procuratore nazionale quando parliamo di soggetti sottoposti al regime del 41-bis. I detenuti, una volta al giorno (anziché una a settimana) potranno telefonare a partner e parenti; quelli accusati/condannati per reati gravi ne hanno invece diritto una volta a settimana (anziché due volte al mese). Nessun aumento delle telefonate per chi è detenuto al 41-bis. Solo il garante nazionale dei detenuti potrà avere incontri riservati con loro.

La riforma Orlando sulle intercettazioni troverà applicazione a partire dal primo settembre. Riguarda l’introduzione del captatore trojan, che potrà essere utilizzato solo per alcuni reati, e la responsabilità del pubblico ministero sulla riservatezza degli atti che contengono le trascrizioni delle intercettazioni.

L’app Immuni 

E’ stata istituita presso il ministero della Salute la piattaforma per il tracciamento dei contatti di chi risulta positivo al Coronavirus, tramite l’app Immuni. L’applicazione permette di avvertire chi sia entrato in contatto con una persona che ha contratto l’infezione.

I dati raccolti dall’app non possono essere trattati per scopi diversi da quelli specificati, eccetto un eventuale uso in forma aggregata o comunque anonima per motivi di sanità pubblica, statistiche, profilassi, ricerca scientifica; saranno cancellati alla fine dello stato di emergenza. Il mancato uso dell’app non comporterà alcuna conseguenza. Si prevede che la piattaforma venga realizzata solo con infrastrutture sul territorio nazionale e gestite dalla Sogei (società a totale partecipazione pubblica).


note

[1] art. 83 del decreto-legge n. 18/2020;


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