Filtro siti porno: retromarcia in Parlamento

25 Giugno 2020 | Autore:
Filtro siti porno: retromarcia in Parlamento

Situazione ribaltata: ora, il blocco non sarà automatico ma su richiesta e per renderlo effettivo occorrerà un regolamento Agcom con le specifiche tecniche.

Era a un passo dall’approvazione definitiva oggi alla Camera la nuova legge che blocca i siti porno su internet, quando a sorpresa l’assemblea di Montecitorio ha approvato un ordine del giorno con l’impegno del Governo a prevedere che i sistemi di controllo parentale ed i filtri dei contenuti inappropriati ai minori non siano preattivati, come prevedeva il testo originario, ma siano attivati solo su richiesta del titolare del contratto.

Inoltre, adesso, si stabilisce anche che dovrà essere l’Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni) a emanare un apposito regolamento per disporre le procedure e le specifiche tecniche che gli operatori di comunicazione elettronica dovranno realizzare per applicare il blocco ai siti pornografici.

Tutto il contrario di quanto stabiliva il provvedimento promosso dal senatore Simone Pillon, dove il blocco avveniva subito e in automatico, con l’obbligo per gli operatori di preinstallare su tutti i dispositivi di connessione ad internet (computer, tablet e smartphone)  il filtro ai siti porno e agli altri contenuti inadeguati ai minori, come quelli di violenza, con possibilità di disattivarlo in seguito e solo su esplicita richiesta dell’interessato.

Inoltre, ora occorrerà molto più tempo per apportare le modifiche che il Parlamento ritiene necessarie, considerando che il regolamento Agcom non potrà essere emanato in tempi brevi, da un giorno all’altro. È sfumata, quindi, la possibilità di vedere realizzato quello che alcuni esperti, come l’avvocato Fulvio Sarzana, avevano visto come un sistema di «censura di internet» e a pesante rischio di incostituzionalità.

La notizia è riportata da La Repubblica, che ha intervistato la prima firmataria dell’ordine del giorno, la deputata del Partito Democratico Enza Bruno Bossio: «una norma così scritta è controproducente; non aiuta i minori a difendersi, ma genera solo confusione. Limita la libertà di accesso alle informazioni e minaccia il principio della neutralità della rete, tutelato dalle norme comunitarie», spiega l’esponente dem, che è segretario della Commissione Trasporti alla Camera e già in precedenza aveva manifestato le sue perplessità sul provvedimento.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube