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Senato: la Casta si riprende i vitalizi

26 Giugno 2020 | Autore:
Senato: la Casta si riprende i vitalizi

La Commissione Contenziosa annulla la delibera sul taglio del privilegio agli ex parlamentari. Valanga di critiche. Gentiloni: «A volte ritornano».

Come non detto. Nel 2018, fu approvato il taglio dei vitalizi al Senato. E ora, la Commissione Contenziosa di Palazzo Madama annulla quella delibera e stabilisce che il privilegio resta intatto. Non solo: dovrà essere restituito ai senatori tutto quello che è stato decurtato dal mese di ottobre 2018, cioè da quando il taglio fu approvato. In sostanza: ai membri del Senato torna il vitalizio al 100% e con gli arretrati.

Su una scelta decisamente impopolare, che piomba in un momento di profonda crisi per milioni di lavoratori e di famiglie alle prese con la crisi generata dal coronavirus, vanno fatti nomi e cognomi. Allora va detto che lo stop al taglio dei vitalizi al Senato è stato deciso dal presidente della Commissione, Giacomo Caliendo (Forza Italia) e da due membri tecnici: i professori Gianni Ballarini e Giuseppe Della Torre. Loro tre hanno votato a favore del ripristino dei vitalizi. A nulla è servito il «no» degli altri due membri della Commissione, i leghisti Simone Pillon e Alessandra Ricciardi, appena giunta tra le fila del Carroccio proveniente dal Movimento 5 Stelle.

La maggioranza è furibonda. I commenti sono arrivati a raffica, soprattutto da esponenti del M5S, cioè dalla forza di governo che più aveva spinto nel 2018 per tagliare i vitalizi agli ex parlamentari. A cominciare dall’allora capo politico del Movimento e attuale ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: «Chi pensa di gioire allora non ha capito nulla», scrive su Facebook. «Se ci sono interessi da tutelare sono solo quelli dei cittadini italiani che hanno sofferto per mesi gli effetti di questa pandemia. Abbiamo già abolito i vitalizi e non abbiamo alcuna intenzione di ripristinarli».

Gli fa eco il suo successore al vertice dei pentastellati, Vito Crimi: «La Commissione Contenziosa del Senato ha appena annullato la delibera sul taglio dei vitalizi agli ex parlamentari. Ci provavano da mesi: lo hanno fatto di notte, di nascosto. È uno schiaffo a un Paese che soffre. La Casta si tiene il malloppo, noi non molleremo mai per ripristinare lo stato di diritto e il principio di uguaglianza. Chi dobbiamo ringraziare per questa operazione – si domanda Crimi –, la presidenza del Senato?».

Aspre critiche anche dal Partito Democratico. Il segretario, Nicola Zingaretti, ritiene che sui vitalizi sia stata fatta «una scelta insostenibile e sbagliata. La cassa integrazione è in ritardo e si rimettono i vitalizi. Non è la nostra Italia», commenta il governatore del Lazio. Mentre da Bruxelles si fa sentire il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni: «A volte ritornano», ironizza l’ex premier su Twitter. «Il mondo aspettava che l’Italia tornasse ad accapigliarsi sui vitalizi».

Dall’opposizione, arriva il commento di Matteo Salvini: «Noi abbiamo votato contro, ma non siamo stati sufficienti», lamenta il leader della Lega. «Faremo tutto il possibile, in questo momento, ci sono famiglie che non hanno visto la cassa integrazione, è un segnale disgustoso e vergognoso, ma non di tutta la politica. Spero – conclude Salvini – si trovi il modo per tornare indietro, noi siamo contro i vitalizi e per il taglio dei parlamentari».

Di tutt’altro avviso l’ex deputato di Forza Italia Maurizio Paniz, molto soddisfatto per la decisione della Commissione Contenziosa del Senato: «È stato ripristinato lo Stato di diritto. La delibera – spiega l’avvocato Paniz, che ha condotto questa battaglia a nome di 300 ex senatori e 700 ex deputati – è stata annullata perché ritenuta ingiustificata a fronte della giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale e del diritto dell’Unione europea, in base alla quale di fronte a una situazione consolidata gli interventi di riduzione degli importi devono rispondere a cinque requisiti, nessuno dei quali era stato rispettato dalla delibera. In primo luogo – continua l’ex parlamentare – non deve essere retroattivo, mentre questo taglio lo era; in secondo luogo non deve avere effetti perenni, come invece li aveva la delibera; in terzo luogo non deve riguardare una sola categoria ma deve essere erga omnes, mentre qui si colpivano solo gli ex parlamentari; in quarto luogo deve essere ragionevole, mentre questo taglio raggiungeva l’86% degli importi; infine deve indicare dove vanno a finire i risparmi che non possono finire nel grande calderone del risparmio, e anche su questo punto la delibera era carente».



1 Commento

  1. Nessun commento, strano forse va BENE a tanti questo ripristino della casta del diritto carpito x legge ma da fannulloni che non si rendono conto della situazione italiano in cui siamo. boh vai a capire cosa credono questi 1000 ex non lavoratori ma con un diritto acquisito

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