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Come chiedere la disoccupazione on line?

30 Agosto 2020
Come chiedere la disoccupazione on line?

L’indennità di disoccupazione è una prestazione sociale molto importante per sostenere il lavoratore e la sua famiglia in un momento particolarmente delicato della sua vita privata e lavorativa.

In periodi di crisi economica, come quello che stiamo vivendo, si addensano fosche nubi sul futuro di molte imprese e, con esse, dei lavoratori che vi operano. Molti lavoratori non hanno delle competenze specifiche e magari sono anche abbastanza in là con gli anni. Per questo, soprattutto questi soggetti sono particolarmente spaventati dalla possibilità di perdere il lavoro e dalle difficoltà che incontrerebbero nella riqualificazione professionale.

Lo Stato è consapevole che, in molti casi, perdere il lavoro significa stare anche per lungo tempo senza uno stipendio. Per questo l’Inps eroga a chi perde involontariamente l’impiego l’indennità di disoccupazione. Tale emolumento può essere richiesto dal lavoratore direttamente sul sito Inps. Come chiedere la disoccupazione on line?

Come vedremo, presentare la domanda di disoccupazione non è difficile. La cosa più importante, tuttavia, è verificare prima ancora di presentare la domanda il possesso di tutti i requisiti necessari ad ottenere la disoccupazione. Infatti, non è automatico avere diritto alla disoccupazione quando si perde il lavoro ma occorre avere determinati requisiti.

Indennità di disoccupazione: cos’è?

Sei stato licenziato? Forse non sai che potresti avere diritto, per un periodo massimo di due anni, ad un assegno mensile a carico dell’Inps detto indennità di disoccupazione, o meglio, dal 2015, detto Naspi, che sta per Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego [1].

Lo Stato, infatti, è consapevole che la perdita involontaria del lavoro priva il lavoratore e la sua famiglia dello stipendio, ossia, in molti casi, dell’unica fonte di guadagno e di sostentamento.

Per evitare che ogni licenziamento si traduca in un’emergenza sociale, la Costituzione [2] prevede che lo Stato debba mettere a disposizione di chi resta vittima di disoccupazione involontaria un sostegno economico. Questo sostegno è l’indennità di disoccupazione, ossia, un assegno mensile erogato dall’Inps a chi perde il lavoro.

Come vedremo, però, non tutti coloro che restano senza lavoro hanno diritto alla Naspi la quale spetta solo quando sussistono una serie di requisiti previsti dalla legge.

Indennità di disoccupazione: a chi spetta e a chi non spetta?

E’ noto che nel nostro sistema di protezione sociale ci sia una netta differenza tra lavoratori subordinati e lavoratori autonomi. La gran parte degli strumenti di tutela sociale, infatti, sono pensati solo per la prima categoria di lavoratori.

Anche l’indennità di disoccupazione obbedisce a questa logica. La Naspi, infatti, spetta solo ai lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro e che erano assunti con contratto di lavoro subordinato.

In questa nozione, rientrano anche:

  • lavoratori assunti con contratto di apprendistato;
  • dipendenti pubblici a termine;
  • lavoratori dipendenti dello spettacolo;
  • soci lavoratori di cooperativa.

Restano, invece, fuori dalla tutela in caso di disoccupazione involontaria:

  • dipendenti pubblici a tempo indeterminato;
  • lavoratori extracomunitari stagionali;
  • lavoratori già in possesso dei requisiti pensionistici;
  • lavoratori che percepiscono l’assegno di inabilità al lavoro;
  • lavoratori autonomi;
  • partite Iva;
  • collaboratori coordinati e continuativi.

Indennità di disoccupazione: la disoccupazione involontaria

Come abbiamo detto, per accedere alla disoccupazione la perdita del lavoro deve essere involontaria. Ma cosa significa? Vuol dire che la legge tutela il lavoratore che perde il lavoro solo se la cessazione del rapporto di lavoro non è stata determinata dalla sua volontà ma è stata subita e non voluta. Ne consegue che la Naspi spetta sempre in caso di licenziamento, anche per giusta causa.

Diversamente, la disoccupazione non spetta se il rapporto di lavoro cessa per effetto delle dimissioni volontarie del lavoratore, né se il rapporto si chiude con una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Fanno eccezione a questa regola quei casi in cui, anche se il rapporto si è chiuso con il consenso del dipendente, di fatto tale decisione è stata imposta, come nelle fattispecie di:

  • dimissioni per giusta causa, determinate da un grave fatto posto in essere dal datore di lavoro che non consente la prosecuzione, nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, determinata dal rifiuto del trasferimento ad oltre 50 km dalla residenza del lavoratore e/o in una sede aziendale mediamente raggiungibile con oltre 80 minuti con i mezzi pubblici;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro innanzi all’Ispettorato territoriale del lavoro, nella procedura di conciliazione prodromica al licenziamento per giustificato motivo oggettivo [3].

Indennità di disoccupazione: gli altri requisiti

Oltre ai requisiti già indicati, la concessione della Naspi è subordinata anche a due ulteriori condizioni che riguardano la “storia” lavorativa del disoccupato. Innanzitutto, al momento in cui inizia lo stato di disoccupazione, il lavoratore deve aver cumulato nei quattro anni precedenti almeno 13 settimane di contribuzione previdenziale Inps contro la disoccupazione involontaria (requisito contributivo).

In secondo luogo, al momento in cui inizia lo stato di disoccupazione, il lavoratore deve aver cumulato nei dodici mesi precedenti almeno 30 giornate di effettivo lavoro, ossia, giorni in cui è andato a lavorare, a prescindere dal numero di ore lavorate (requisito lavorativo).

L’ulteriore requisito riguarda la disponibilità del lavoratore a partecipare attivamente alle politiche attive del lavoro. In sostanza, il lavoratore deve sottoscrivere la dichiarazione di immediata disponibilità all’impiego (Did) che viene inviata al Centro per l’Impiego.

Con questa dichiarazione, egli si impegna a partecipare attivamente alle iniziative proposte dai servizi per l’impiego per la sua riqualificazione professionale nonché ad accettare eventuali offerte di lavoro congrue che dovessero essergli prospettate.

Come chiedere la disoccupazione on line?

Una volta verificato il possesso di tutti i requisiti descritti il lavoratore può presentare all’Inps la domanda di disoccupazione.

Per procedere ci sono tre modalità alternative:

  1. se sei in possesso del Pin dispositivo Inps puoi fare domanda di Naspi on line direttamente dal sito www.inps.it;
  2. tramite l’ausilio di un patronato;
  3. tramite il Contact Center Multicanale Inps, chiamando da rete fissa il numero gratuito 803164 oppure da cellulare il numero 06164164.

Per chiedere la disoccupazione on line occorre, innanzitutto, se non lo si possiede, richiedere all’Inps il Pin dispositivo, utilizzando l’apposita procedura disponibile direttamente sul sito.

In ogni caso, si potrà comunque accedere all’area riservata alla domanda Naspi anche attraverso il sistema Spid oppure per il tramite della Carta Nazionale dei Servizi (Cns).

A questo punto, si accede al sito Inps www.inps.it e si effettua il login nell’area dei servizi online tramite il seguente percorso:

  1. servizi per il cittadino;
  2. digitare l’opzione “invio domande di prestazioni a sostegno del reddito”;
  3. fare click sulla scritta Naspi che compare sulla barra di sinistra, dunque nella sezione “Indennità di Naspi” e procedere alla compilazione della domanda.

La domanda on line Naspi è strutturata in sei sezioni e i dati che devono essere inseriti sono sia anagrafici che lavorativi. La posizione contributiva del soggetto che sta facendo domanda di Naspi viene caricata in automatico.

Nelle schermate successive che compaiono il disoccupato deve indicare informazioni specifiche riguardanti il rapporto di lavoro, la sua cessazione, il periodo di preavviso, eventuali periodi di lavoro svolti all’estero, etc.

Inoltre, il lavoratore dovrà dichiarare il possesso del requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro nei 12 mesi che precedono l’inizio dello stato di disoccupazione. Il lavoratore dovrà anche dichiarare se svolge, mentre percepirà la Naspi, un’attività lavorativa di natura autonoma dalla quale ricava un reddito inferiore a 4.800 euro annui, ossia il limite che non fa perdere lo stato di disoccupazione.

Nelle ultime schermate, il disoccupato dovrà specificare se intende applicare delle detrazioni familiari sulle somme che andrà a ricevere a titolo di disoccupazione e se si vogliono percepire gli assegni per il nucleo familiare (Anf).

Chiedere la disoccupazione on line: i termini

La domanda on line di Naspi deve essere inoltrata all’Inps, esclusivamente in via telematica, entro un termine perentorio, a pena di decadenza, di 68 giorni, che decorrono dalla:

  • data di cessazione del rapporto di lavoro;
  • cessazione del periodo di maternità indennizzato ;
  • cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale;
  • definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • cessazione del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • dal trentottesimo giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.

Il termine di sessantotto giorni per la presentazione della domanda di Naspi viene sospeso nei seguenti casi:

  • maternità indennizzabile che insorge entro i 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro: in questo caso il termine resta sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di maternità indennizzato e ricomincia a decorrere, per la parte residua, al termine del predetto evento;
  • malattia comune indennizzabile da parte dell’Inps o infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile da parte dell’Inail, se insorgono entro i 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato: in questo caso il termine resta sospeso per tutta la durata della malattia o dell’infortunio e ricomincia a decorrere, per la parte residua, al termine della malattia o dell’infortunio.

I termini sono perentori e se non rispettati il disoccupato perde il diritto alla Naspi.


note

[1] D. Lgs. 22/2015.

[2] Art. 38 Cost.

[3] Art. 7 L. 604/1966.


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