Libertà di modem: i soldi dei consumatori a rischio

26 Giugno 2020 | Autore:
Libertà di modem: i soldi dei consumatori a rischio

Ricorso di Tim al Consiglio di Stato: in caso di vittoria, tornano le rate per l’uso dell’apparecchio ma vanno pagati anche gli arretrati.

Tornare a pagare le rate mensili del modem e versare quelle arretrate da quando erano state interrotte dall’Agcom. È il rischio che corrono i consumatori se il Consiglio di Stato dovesse accogliere il ricorso presentato da Tim contro la delibera dell’Autorità garante delle comunicazioni sulla libertà di modem. Milioni di euro che potrebbero tornare nelle casse dell’azienda, tra i soldi che dovrebbero essere pagati di nuovo e quelli da restituire.

In pratica, dallo scorso mese di marzo, dopo che il Tar aveva confermato la delibera dell’Agcom, Tim ha permesso ai suoi clienti di passare dall’offerta con cui dovevano pagare una rata mensile per l’utilizzo del modem a un’altra che annullava quell’importo in più. Con il conseguente risparmio per i consumatori.

Nel frattempo, però, la società di telecomunicazioni ha messo le mani avanti ed ha fatto sapere sul proprio sito del ricorso al Consiglio di Stato e dell’eventualità, nel caso in cui ottenessero la ragione, di pretendere dagli utenti non solo il ritorno al pagamento delle rate per l’uso del modem ma anche il versamento di quelle arretrate.

Tim sostiene che l’Agcom non abbia il potere di imporre la nuova normativa sui contratti in essere tra il consumatore e l’operatore. Per questo, ha impugnato la parte della delibera con cui l’Autorità applica la libertà di modem ai contratti pregressi. Una norma che ha consentito alle associazioni dei consumatori di ottenere il rimborso delle rate già pagate dopo l’entrata in vigore della delibera. E di cui Tim chiederebbe la restituzione se il Consiglio di Stato si esprimesse a suo favore.

La società fa presente di avere «deciso comunque di ottemperare a quanto previsto dall’Agcom nella parte in cui prevedeva uno specifico adempimento nei confronti dei clienti che avevano acquistato, in data antecedente al 1° dicembre 2018, un modem abbinato ad un’offerta di accesso ad Internet. Tim – continua la nota dell’operatore –sta comunicando alla propria clientela, avente ancora in corso il piano di pagamento rateale del prezzo di un modem acquistato in vendita abbinata ad un’offerta di rete fissa in data antecedente al 1° dicembre 2018, la facoltà di aderire gratuitamente ad un’offerta commerciale equivalente a quella già attiva, che non vincola l’utilizzo del modem attraverso l’addebito delle rate residue in fattura».

Da precisare che, nel caso in cui il Consiglio di Stato desse ragione a Tim, la decisione non avrebbe alcuna ripercussione sui clienti degli altri operatori, ma nemmeno sulla libertà di modem: sottoscrivendo un nuovo contratto, infatti, l’utente potrà continuare ad utilizzare un apparecchio di propria scelta.



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