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Coronavirus: nuova autodichiarazione per chi vola

26 Giugno 2020 | Autore:
Coronavirus: nuova autodichiarazione per chi vola

Il modulo da consegnare al vettore aereo prima della partenza. 

A volte, ritornano. Nella fase 3, pensavamo di essercene sbarazzati, invece, si aggiunge un nuovo modulo alla collezione delle autodichiarazioni relative al Covid-19. Stavolta, però, il modello è indirizzato a chi desidera prendere il volo e spostarsi da un luogo all’altro tramite il vettore aereo.

Il Coronavirus ha portato la società a ridisegnare alcune regole per tutelare la nostra salute e garantire il contenimento della diffusione dei contagi. Iniziative di carattere straordinario ed urgente finalizzate ad assicurare per il settore dell’aviazione civile le misure necessarie di flessibilità per mantenere il livello adeguato di sicurezza.

Il ministero della Salute ha previsto precise regole per le compagnie aeree a cui devono attenersi tutti i vettori (per conoscere maggiori dettagli sulla misurazione della temperatura, sul distanziamento sociale e sulla possibilità di portare i bagagli in viaggio, leggi il mio articolo “Voli: scatta il divieto dei trolley a bordo“).

Tra le nuove linee guida per i voli aerei, spunta fuori l’autocertificazione da parte del passeggero. Nella prima parte, bisogna inserire le proprie generalità: nome; cognome; nazionalità; data di nascita; informazioni relative al passaporto o ad altro documento di identità.

Vediamo cosa bisogna dichiarare nel nuovo modulo:

  • di non essere affetto da Covid-19 o di non essere sottoposto a periodo di quarantena obbligatoria di almeno 14 gg;
  • di non essere affetto attualmente da patologia febbrile con temperatura superiore a 37,5°C;
  • di non accusare al momento tosse insistente, difficoltà respiratoria, raffreddore, mal di gola, cefalea, forte astenia (stanchezza), diminuzione o perdita di olfatto/gusto, diarrea;
  • di non aver avuto contatti stretti persona affetta da COVID-19 sin da due giorni prima l’insorgenza dei sintomi e fino a 14 giorni dopo l’insorgenza dei medesimi.

Il passeggero inoltre si impegna di comunicare l’eventuale comparsa dei sintomi sopra riportati che si presentino nei successivi 8 giorni dallo sbarco dall’aeromobile, al vettore e all’Autorità sanitaria locale. Ai fini della tracciabilità nei successivi 14 giorni dall’arrivo in Italia, bisogna riportare l’indirizzo di domicilio/recapito telefonico/e-mail.

Clicca qui per scaricare il nuovo modulo di autodichiarazione.



8 Commenti

  1. ahhahah io ormai ho finito con questa la mia collezione di autodichiarazioni. Le ho stampate tutte. Scherzi a parte, credo che siano utili da mostrare al momento giusto e penso che questa estate ci facciamo un bel falò sulla spiaggia

  2. Benissimo, ho trovato informazioni complete. credo che sia molto utile non solo la spiegazione ma anche la presenza del modulo nell’articolo in modo che posso scaricarla e stamparla direttamente questa autodichiarazione, anziché mettermi a cercarla su internet e dover verificare se effettvamente è quella corretta oppure no. vi ringrazio per il servizio di informazione che fornite ogni giorno

  3. Io sono sicuramente daccordo con queste misure, ma per quanto riguarda una febbriciattola, ricordiamo che nel periodo estivi possono esserci delle insolazioni e uno può avere sintomi come brividi di freddo, febbre, malessere generale. E mica possono additarti come malato di coronavirus e non farti imbarcare in volo, cioè non sarebbe giusto devono individuare anche altre cose

  4. Penso che per questa estate eviterò gli aeroporti. Nonostante siano prese tutte queste misure, sinceramente non mi sento al sicuro anche perché nei bagni e nei servizi comuni puoi incontrare tanta gente e chi me lo dice che non si tratti di asintomatici e posso comunque ammalarmi di coronavirus. e così, magari al rientro mi dicono che devo farmi quarantena e non sia mai mi prende il Covid, sono rovinato anche perché riescherei di trasmetterlo ai miei cari. In più, soffro di una malattia cardiovascolare. Quindi, me ne sto a casa per evitare brutte sorprese questa estate.

  5. Sicuramente, il Paese deve ripartire e il fatto di riattivare i vari voli e consentire nuove partenze è un segnale positivo, ma bisogna anche fare attenzione a come sia la situazione pandemica nei paesi di destinazione. Io, ad esempio, sarei tanto voluta andare in America, ma al momento è impossibile. Gli Stati Uniti sono il Paese che ad oggi conta il maggior numero di morti e contagi. La situazione è davvero preoccupante e ovviamente prima di ritornare in viaggio in un Paese tanto a rischio aspetterò che ci siano contagi zero, anche perché come fai a non infettarti nelle metropolitane o in altri luoghi sempre affollati come le grandi città degli states.

  6. E dire che quest’anno avrei voluto girare lo Stivale a piccoli passi, tra un weekend e l’altro. Da sempre,ho voluto visitare la nostra bella Italia, perché abbiamo talmente tanti posti meravigliosi e mai scoperti che penso sia inutile volare oltreoceano quando qui abbiamo tanta bellezza. Ma nonostante ad oggi vogliano incentivare il turismo con bonus vacanze ecc, io sinceramente ci andrei ancora con i piedi di piombo perché non tutti sono così precisi e puntuali nella sanificazione dei locali, come non tutti i ristoranti o rosticcerie e poi non è proprio il massimo farti una vacanza in mascherina. Quindi, per quest’anno, mi godo qualche giornata al mare nella mia regione che per fortuna ha spiagge bellissime, che non invidiano proprio quelle di Miami.

  7. Credo che questa modulo sia utile anche per tenere sotto controllo chi va e chi viene dai diversi luoghi e monitorarlo per evitare che in caso di contagi possa diffondere il virus tra i suoi conoscenti o anche in altri ambiti. Certo, chi vuole prendere un volo, a mio parere, dovrà anche fare attenzione all’uso dei servizi igienici. Ovviamente, soprattutto lì, c’è il rischio di contrarre il virus. Metti uno starnuto in bagno o un colpo di tosse che nessuno ascolta per via del rumore dell’aereo. Chi se ne accorge? Oppure anche se sanificano, anche gli accompagnatori di volo potrebbero essere infetti e non lo sanno.

  8. Ma che ne sarà di tutti i dati sensibili riportati nell’autodichiarazione di cui trattasi ( persino il domicilio)?
    Nel modello non viene chiesto nessun consenso al trattamento degli stessi e non viene indicato chi si occuperà di conservare le informazioni (come previsto dalla legge)

    Si dovrà necessariamente compilare la parte finale relativa al proprio domicilio o è riservata solo a chi rientra dall’estero in Italia?

    Se ci si muove all’interno dell’Italia e non si arriva dall’estero perché dovrei essere “tracciabile” per 14 giorni?

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