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Coronavirus, nuovo focolaio: paura a Mondragone

26 Giugno 2020
Coronavirus, nuovo focolaio: paura a Mondragone

Tensioni tra i residenti e la comunità bulgara. Disdette molte prenotazioni per il periodo estivo. Ma con gli screening si potrebbe tornare alla normalità.

La popolazione di Mondragone è spaventata per l’emersione di un nuovo focolaio di Covid-19. Riguarda la comunità bulgara che occupa i palazzi Cirio, con 43 casi di positività accertata e sono già scoppiate tensioni con i residenti italiani che ieri sera hanno protestato e bloccato le strade. Ora, l’Adnkronos ci informa che la paura si sta estendendo anche ai vacanzieri e alle attività commerciali e turistiche: «Piovono disdette, c’è il rischio che la stagione estiva sia compromessa», dice Salvatore Brodella, delegato del Sib (Sindacato italiano balneari) ed egli stesso titolare di un noto lido.

«Lo scorso fine settimana non è stato sold out, ma si intravedeva un’inversione di tendenza su tutto il territorio. Adesso, invece «c’è chi ha disdetto l’affitto della casa per le vacanze a luglio e ad agosto, con ripercussioni su tutte le attività collaterali di ristorazione e i pubblici esercizi», spiega l’esercente, e sottolinea che  la situazione «sta avendo fortissime ripercussioni su tutto il tessuto economico cittadino».

Nelle spiagge di Mondragone, una delle località simbolo del litorale Domizio, «le presenze al momento sono azzerate. Un peccato se consideriamo il miglioramento del clima rispetto alle scorse settimane. Il dato è preoccupante».

Dopo la riapertura a maggio, spiega Brodella, «abbiamo puntato tutti all’estate per riprenderci, pur sapendo che non sarebbe stata un’estate normale come gli altri anni. Speravamo di avvicinarci il più possibile alla normalità, ma il risultato ora è ampiamente compromesso».

Un filo di speranza è affidato allo screening avviato oggi sulla popolazione mondragonese: «Se darà buoni risultati si potrà tornare a una discreta normalità almeno dal punto di vista sanitario. L’augurio è che non si verifichino più gli episodi visti nelle ultime ore e che si possa così tornare in modo graduale alla normalità anche dal punto di vista delle presenze turistiche. Ma sarà un discorso da fare più avanti – conclude – perché ormai fare previsioni è davvero impossibile, si naviga a vista».

L’associazione Cittadinanza Attiva Mondragone parla di «una bomba sociale che da tempo rischiava di scoppiare e che ieri è scoppiata», riferendosi a quanto accaduto ieri in città, con gli scontri esplosi tra i residenti italiani ed i membri della comunità bulgara accusati di non rispettare le misure di contenimento. È stato necessario far intervenire l’esercito.

Anche il microbiologo dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, si dichiara preoccupato per Mondragone: «I focolai erano attesi e il rischio di dover chiudere di nuovo, almeno certe zone, c’è», dice in un’intervista a La Repubblica riportata dall’Adnkronos Salute. Adesso sono fondamentali le Asl, che devono trovare i casi e isolarli. «Non stanno andando male. Ad esempio a Roma si è lavorato bene sul focolaio al San Raffaele. Vediamo cosa succede a Bologna, mentre Mondragone mi preoccupa di più. A parte queste situazioni, la gran parte dei casi sono intercettati presto e si fanno i tamponi. È confortante». «La verità è che il virus circola ancora ed esiste un certo livello di rischio, come i casi di questi giorni stanno a dimostrare», conclude l’esperto.



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