Chikungunya, zanzara tigre e circolazione del virus

26 Giugno 2020
Chikungunya, zanzara tigre e circolazione del virus

Uno studio spiega come questo insetto è in grado di condizionare la diffusione delle particelle infettive. Ma è così anche per il Covid?

Ricordate la Chikungunya? Al netto del nome bizzarro, fa tutt’altro che sorridere: è una malattia virale, anche potenzialmente mortale, scoperta per la prima volta nel 1952, durante un’epidemia in Tanzania. Così la descrive il ministero della Salute, spiegando che «il nome significa “diventare contorto” e descrive l’aspetto curvo che assumono le persone infette a causa dei dolori articolari». Le ultime epidemie di Chikungunya in Italia risalgono al 2017 (Lazio e Calabria) e 2007 (Emilia Romagna). Oggi, l’Adnkronos ci spiega che la sua diffusione è legata alla zanzara tigre Aedes albopictus, il cui insediamento è stato favorito dai cambiamenti climatici. L’agenzia di stampa ci aggiorna sull’ultima ricerca in materia.

Come la zanzara tigre influenza la diffusione del virus 

Uno studio su Nature Comunications Biology dimostra come la dinamica e il miscelamento di genomi differenti di questa zanzara abbiano un’influenza sulla diffusione del virus e dei suoi diversi genotipi. Secondo i ricercatori, in sintesi, la conoscenza della storia demografica e della competenza delle popolazioni di questo insetto è fondamentale per evitare il rischio di epidemie in aree recentemente invase dalla Aedes albopictus.

A firmare lo studio sono gli scienziati italiani del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’università di Pavia, Anna MalacridaGiuliano Gasperi e colleghi, assieme ad Anna-Bella Failloux e Anubis Vega-Rùa del Department of Virology, Arbovirus and Insect Vector Unit dell’Institut Pasteur di Parigi/Guadalupe. I ricercatori hanno indagato, in particolare, se e come la storia demografica delle diverse popolazioni invasive della zanzara tigre, stabilizzate in differenti aree geografiche, possa avere influenzato la loro capacità di disseminare e trasmettere i diversi genotipi del virus.

È risultato che la demografia della popolazione di queste zanzare è legata ai diversi genotipi del virus, dovuta a un adattamento e alle interazioni tra genotipo della zanzara e genotipo Chikungunya che hanno influenzato la capacità delle popolazioni di trasmettere l’infezione. Ne consegue che popolazioni presenti in aree geografiche diverse, ma con storie demografiche connesse, presentano simile competenza per lo stesso genotipo di virus Chikungunya. Ma se in una stessa area coesistono popolazioni con origini differenti o miste, avranno gradi diversi di competenza per i diversi genotipi virali. Questo è il caso dell’area del Mediterraneo e in particolare del nord Italia.

Il legame tra le zanzare e il Coronavirus

Può venire da chiedersi, a questo punto, se un legame del genere esista anche tra la zanzara tigre e il Coronavirus, o tra il Covid e le zanzare in genere. Non esiste, secondo l’Istituto superiore di sanità (Iss).

Gli esperti sono usciti ieri con un approfondimento sul proprio portale in cui spiegano che «sia la zanzara tigre (Aedes albopictus) che la zanzara comune (Culex pipiens) non sono in grado di trasmettere il virus Sars-Cov-2». Questo in base alle risultanze di uno studio portato avanti da un team di entomologi e virologi Iss, in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, «proprio per valutare, attraverso prove di infezione sperimentale, la competenza vettoriale delle due specie di zanzare.  La ricerca – si legge sul portale Iss – ha mostrato che il virus, una volta penetrato all’interno della zanzara mediante un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi di essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura».

I risultati definitivi saranno pubblicati a breve e, secondo gli esperti dell’Istituto, saranno in grado di fornire «quell’evidenza sperimentale, finora teoricamente ipotizzata, che permetterà di escludere in modo scientifico il coinvolgimento delle zanzare nella possibile trasmissione del Covid-19, rispondendo in modo chiaro e definitivo alle legittime preoccupazioni legate al ruolo delle zanzare nella trasmissione di numerose malattie. Preoccupazioni rese ancora più attuali dall’emergenza Covid-19 e dall’inizio della stagione calda».



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