Coronavirus: può riprendere a settembre come la Spagnola

26 Giugno 2020
Coronavirus: può riprendere a settembre come la Spagnola

Il paragone del vicedirettore Oms, Ranieri Guerra, con l’influenza che uccise 50 milioni di persone nella seconda ondata autunnale: l’andamento del Covid è simile.

Il numero dei nuovi casi di Coronavirus registra in questi giorni una progressiva diminuzione, nonostante i nuovi focolai che emergono. I positivi in Italia sono ancora più di 18mila ma l’incremento si attesta su meno di 300 al giorno e i ricoveri in terapia intensiva non superano le 100 unità (consulta la nostra mappa del Coronavirus aggiornata in tempo reale per conoscere le novità in qualsiasi zona del mondo).

Non sono confortanti, invece, le parole che giungono oggi dal vicedirettore generale dell’Oms, Ranieri Guerra. «Sembra che tutto sia finito ma non è così. Bisogna evitare la seconda ondata come quella della Spagnola», ha detto durante la trasmissione televisiva Agorà su Rai 3.

«Il paragone purtroppo va fatto con la Spagnola, che ebbe lo stesso andamento del Covid», ha spiegato l’esperto riferendosi alla pandemia di influenza che nel 1918 provocò decine di milioni di morti nel mondo ed è stata annoverata tra i virus più letali di sempre. Guerra ricorda che l’influenza Spagnola «andò giù d’estate per riprendere ferocemente a settembre-ottobre e uccise 50 milioni di persone nella seconda ondata».

«Questo è ciò che non vogliamo vedere – prosegue Guerra -. Le terapie intensive si sono svuotate come era previsto che accadesse. Ora non vogliamo che si riempiano di nuovo con la stagione invernale», auspica. Ma perché il noto esperto fa un simile paragone? «Io guardo i fatti e i fatti mi dicono che il genoma virale è ancora lo stesso. I fatti mi dicono che l’andamento di un’epidemia come questa è ampiamente previsto: si sta comportando come avevamo ipotizzato. C’è una discesa che coincide con l’estate», risponde.

E precisa all’Adnkronos Salute che «il virus si trasmette attraverso un contatto interpersonale che ha due dimensioni: la vicinanza fisica e la durata della vicinanza. Non ci si infetta passando vicino ad una persona positiva, ci si infetta se si interagisce con la persona positiva a distanza ravvicinata per 20-30 secondi continui, se questa persona tossisce o starnutisce».

Guerra, invece, ritiene «inevitabili i nuovi focolai che ci sono in giro per l’Italia», come quello di Mondragone e quello a Bologna che ha colpito un gruppo di dipendenti dell’azienda di corrieri di consegne Bartolini. «Non c’è preoccupazione perché è tutto ampiamente atteso. Entrambi i focolai sono stati identificati immediatamente e circoscritti, quindi il sistema messo in atto tiene».



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