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Assegno di invalidità civile totale: come funziona?

31 Agosto 2020 | Autore:
Assegno di invalidità civile totale: come funziona?

Chi ha diritto alla pensione di inabilità e a quanto ammonta dopo l’intervento della Corte costituzionale. Come presentare la domanda all’Inps.

«Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L’assistenza privata è libera». Così recita l’articolo 38 della Costituzione italiana. Questo significa, tra le altre cose, che chi non è in grado di mantenersi autonomamente attraverso il lavoro perché affetto da completa inabilità deve avere una particolare tutela. Questo è lo scopo dell’assegno invalidità civile totale. Come funziona?

Recentemente ci sono state delle importanti novità su questa prestazione, soprattutto per quanto riguarda l’importo dell’assegno. Una sentenza della Corte costituzionale ha praticamente triplicato l’ammontare dell’assegno di invalidità civile totale, perché ritenuto insufficiente a garantire un tenore di vita dignitoso e perché non congruo rispetto a ciò che offrono il reddito di cittadinanza e perfino l’assegno sociale. Insomma, più che un sostegno ad un reddito già basso, sembrava un’elemosina. E, vedendo più avanti i numeri, si capirà meglio il perché.

Vediamo, a questo punto, come funziona l’assegno di invalidità civile dopo l’intervento della Consulta, a chi spetta e come presentare domanda per ottenerlo.

Invalidi civili totali: chi sono?

L’Inps considera «mutilati e invalidi civili» i cittadini «affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo» che abbiano subìto una riduzione permanente della capacità lavorativa del 100%.

Non vengono considerati invalidi civili:

  • gli invalidi di guerra;
  • gli invalidi del lavoro;
  • gli invalidi per servizio;
  • i ciechi e i sordomuti, per i quali provvedono altre leggi.

Assegno di invalidità civile totale: a chi spetta?

La pensione mensile di inabilità civile o assegno di invalidità per gli invalidi civili totali è un trattamento riservato alle persone dai 18 anni in su a cui viene riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa del 100%.

Altro requisito fondamentale è quello che riguarda il reddito personale: non può essere superiore a 16.982,49 euro annui per il 2020.

Assegno di invalidità civile totale: a quanto ammonta?

Una recente sentenza della Corte costituzionale ha modificato l’importo dell’assegno di invalidità civile totale. Fino al pronunciamento della Consulta, gli inabili al lavoro di età compresa tra i 18 anni e i 65 anni avevano diritto a percepire 286,81 euro lordi mensili.

Tuttavia, la Corte ha ritenuto che questa cifra violasse un paio di articoli della Costituzione. Uno, quello che abbiamo citato all’inizio, cioè l’articolo 38: non viene garantito il diritto alla sopravvivenza. Il secondo, l’articolo 3, che garantisce il principio di uguaglianza. A questo punto, la Consulta ha portato l’importo dell’assegno a 651,51 euro lordi mensili.

In pratica, i giudici hanno usato come termine di paragone l’assegno sociale, attualmente fissato in 459,83 euro lordi mensili e che viene erogato a chi ha più di 67 anni e possiede determinati requisiti di reddito. Agli inabili al lavoro tra i 18 ed i 65 anni, invece, vengono pagati, appunto, 286,81 euro al mese. In altre parole: di fronte a due prestazioni sostanzialmente assimilabili, c’era un divario inspiegabile tra l’una e l’altra e risultava paradossale riconoscere ad un soggetto inabile al lavoro con meno di 65 anni un trattamento così inferiore rispetto all’assegno sociale.

L’importo scende a seconda del reddito del beneficiario, ma vengono ad ogni modo garantiti 286,81 euro per redditi compresi tra 8.469,63 e 16.982,49 euro annui.

Per gli invalidi civili, l’aumento fino a 651,51 euro scattava solo al raggiungimento del 60esimo anno di età, in relazione ai redditi del pensionato e, eventualmente, anche del coniuge. Oggi, invece, la Corte costituzionale ha stabilito che ne hanno diritto anche gli invalidi civili totali a partire dai 18 anni di età, con una completa inabilità lavorativa e che non abbiano un reddito oppure che non sia superiore a 8.469,63 euro annui.

Assegno invalidità civile totale: l’incremento al milione

La cifra di 651,51 euro non è frutto del caso o dell’immaginazione della Consulta. Risponde al cosiddetto «incremento al milione di lire» riconosciuto dal 2001 per diversi trattamenti pensionistici dal 2001. Inizialmente, questa sorta di «traduzione all’euro» del milione di lire era stata fisata in 516,46 euro. Oggi, per effetto dell’inflazione, si è arrivati, appunto, a 651,51 euro.

Assegno invalidità civile totale: come fare domanda?

Come spiega l’Inps, per ottenere l’assegno di invalidità civile totale, o pensione di inabilità, è necessario il riconoscimento della minorazione, previo accertamento medico legale e rilascio del verbale sanitario. A tal fine, è necessario acquisire dal medico di base il certificato medico introduttivo con il codice allegato, da inserire nella domanda di accertamento sanitario che deve essere inoltrata all’Inps attraverso il servizio «Invalidità civile – Procedure per l’accertamento del requisito sanitario (InvCiv2010)» presente sul sito dell’Istituto.

La procedura di riconoscimento termina con l’invio da parte dell’Inps del verbale di invalidità civile tramite raccomandata A/R o all’indirizzo Pec, se fornito dall’utente, e resta disponibile nel servizio Cassetta postale online.

Il cittadino, dopo che ha ricevuto il verbale di riconoscimento, deve presentare il modulo AP70, sempre attraverso il sito dell’Inps, utilizzando il servizio «Invalidità civile – Invio dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche».

Ottenuto il certificato medico ed il codice allegato, occorre presentare la domanda sul sito dell’Inps, oppure ci si può rivolgere a tale scopo ad un intermediario, come un ente di patronato o un’associazione di categoria.



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