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Si può avere un’altra relazione se non si convive più?

28 Giugno 2020
Si può avere un’altra relazione se non si convive più?

Infedeltà senza convivenza: è causa di addebito? L’ex moglie che va a stare da un altro uomo ha diritto al mantenimento? 

Una nostra lettrice ci dice di aver iniziato una nuova relazione dopo essersi separata di fatto dal marito. Con quest’ultimo ha interrotto la convivenza ormai da diversi mesi, sicché di recente ha deciso di trasferirsi a casa del nuovo partner. Nel frattempo, ha avviato le pratiche per la separazione giudiziale. Ma proprio a questo punto sono giunti i problemi. L’ex marito, avendo saputo della convivenza, ha detto alla donna che intende chiedere al giudice l’addebito nei suoi confronti. Addebito – chiaramente – per l’infedeltà commessa nel rendere pubblico il suo nuovo rapporto. Può farlo? In altre parole, la lettrice ci chiede se si può avere un’altra relazione se non si convive più. Ecco alcuni chiarimenti che serviranno per risolvere il problema legale. 

Separazione di fatto: cos’è?

La situazione che abbiamo descritto parte da una “separazione di fatto”. Si tratta dell’allontanamento fisico e consensuale di marito e moglie che decidono così di non vivere più insieme. 

Questo passaggio avviene senza alcun intervento del giudice ed è facoltativo. Anzi, di solito, prima di interrompere la convivenza, i coniugi attendono la sentenza del giudice; ma nulla toglie che, concordemente, possano anticipare tale momento (in tal caso, sarà comunque più prudente autorizzarsi reciprocamente per iscritto).

La separazione di fatto – come dice la parola stessa – non ha alcun rilievo giuridico: non implica cioè alcun effetto, non scioglie la comunione e non viene conteggiata ai fini del decorso dei mesi necessari per procedere al divorzio.

Si può iniziare una relazione dopo la separazione di fatto?

In caso di separazione di fatto, poiché il matrimonio non è ancora sciolto, né c’è stata la separazione vera e propria, non è neanche venuto meno il dovere di fedeltà tra coniugi. Quindi, in linea di principio, non è possibile iniziare una nuova relazione prima che ci sia la sentenza di separazione vera e propria. Tuttavia, come avremo modo di spiegare a brevissimo, l’eventuale relazione consumata in questo periodo non produce alcuna conseguenza. Cerchiamo di spiegare le ragioni di ciò.

Come abbiamo detto più volte in queste stesse pagine, l’infedeltà è causa di addebito, ossia comporta una dichiarazione di responsabilità da parte del giudice. 

L’unica conseguenza dell’addebito è la perdita del diritto al mantenimento e dei diritti successori. 

Affinché l’infedeltà sia però causa di addebito è necessario che sia stata essa l’unica ed effettiva causa di rottura del matrimonio. Se pertanto dovesse risultare che il tradimento si è consumato quando già l’unione sentimentale e materiale dei coniugi era venuta meno per altre ragioni, l’infedeltà non determina addebito.

Tanto per fare qualche esempio, se il marito va via di casa lasciando la moglie sola, quest’ultima è autorizzata ad avere l’amante, non potendo perciò subire l’addebito. Lo stesso dicasi per la moglie maltrattata, umiliata e molestata dal marito che, avendo intenzione di chiedere la separazione da lui proprio a causa di tale comportamento, perde ogni attrazione e inizia un rapporto con un’altra persona.

Allo stesso modo, il tradimento per ripicca non comporta l’addebito visto che non è questo la causa dell’intollerabilità della convivenza, bensì il tradimento precedente, quello che ha originato la vendetta.

Tornando al problema di partenza, pur non potendo iniziare una nuova relazione dopo la separazione di fatto, visto che il dovere di fedeltà non è venuto meno, è anche vero che tale relazione non potrebbe far scattare l’addebito, dal momento che non è stata quest’ultima la ragione della rottura del matrimonio (essendo difatti intervenuta in un momento successivo).

Mantenimento all’ex moglie non convivente che inizia una nuova relazione

Il fatto che la nuova relazione iniziata dopo la rottura della convivenza con il marito non faccia scaturire l’addebito, non segna in automatico il diritto del coniuge in questione a chiedere l’assegno di mantenimento. E, difatti, come la Cassazione ha ormai stabilito in modo chiaro e univoco, non appena si intraprende una nuova relazione basata sulla convivenza, il coniuge in questione perde il diritto al mantenimento. Quindi, l’ex moglie che decide di andare a vivere con il nuovo partner, anche se non subirà l’addebito, non potrà tuttavia esigere gli alimenti dall’ex marito



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