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Deposito giudiziario auto

5 Settembre 2020 | Autore:
Deposito giudiziario auto

Sequestro dell’automobile: cos’è e quando avviene? Sequestro amministrativo dell’auto e trasporto presso deposito giudiziario: come funziona?

La legge prevede determinate ipotesi in cui un’auto o qualsiasi altro veicolo a motore che circoli su strada debba essere posto sotto sequestro: ciò può avvenire, ad esempio, perché il mezzo è sfornito di copertura assicurativa oppure per mancanza di rilascio della carta di circolazione. In ipotesi del genere scatta il sequestro amministrativo del veicolo, il quale non può più liberamente circolare sulle strade pubbliche ma deve necessariamente essere custodito in un luogo che non crei intralcio. È qui che entra in gioco il deposito giudiziario auto.

Come ti spiegherò nel corso di questo articolo, il deposito giudiziario è destinato alle vetture poste sotto sequestro per via di qualche trasgressione alla legge per la quale è previsto il blocco del veicolo come sanzione. Il sequestro può essere sia di tipo amministrativo che penale: in quest’ultimo caso, il sequestro viene disposto a seguito di un fatto costituente un reato a tutti gli effetti. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prenditi dieci minuti di tempo e prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è e come funziona il deposito giudiziario dell’automobile.

Deposito giudiziario: cos’è?

Il deposito giudiziario consiste nella custodia di veicoli sottoposti a sequestro o a fermo da parte dell’autorità competente.

Il deposito giudiziario è, dunque, un servizio offerto da determinati soggetti (consorzi, ditte individuali, ecc.) individuati preventivamente dall’autorità pubblica.

Normalmente, chi offre questo servizio ha la disponibilità di spiazzi e parcheggi attrezzati per conservare e custodire automobili, motociclette e autocarri sequestrati al proprietario in seguito di violazione della legge.

Deposito giudiziario auto: quando scatta?

Il deposito giudiziario scatta nel momento in cui l’auto viene posta sotto sequestro. Spesso il veicolo sequestrato è affidato in custodia direttamente al proprietario, al trasgressore oppure ad un’altra persona scelta dal proprietario, a condizione che l’affidatario lo custodisca in un luogo non soggetto a passaggio pubblico.

In alcuni casi, però, l’autorità che ha accertato la violazione di legge decide di affidare il veicolo a un’officina/carrozzeria che offre il servizio di deposito giudiziario, in quanto titolare di un contratto per l’affidamento del servizio di recupero, custodia e acquisto di veicoli oggetto dei provvedimenti di sequestro, fermo o confisca.

In poche parole, dunque, il deposito giudiziario entra in gioco ogni volta che l’auto non può più circolare liberamente per provvedimento dell’autorità.

Il deposito giudiziario può essere disposto anche nell’ipotesi di fermo amministrativo del veicolo. Il fermo amministrativo è un atto formale, previsto per legge, con il quale l’Agenzia delle Entrate (ex Equitalia) o un altro ente dispone il blocco temporaneo di un veicolo in quanto bene di valore, per recuperare i propri crediti.

Deposito giudiziario per sequestro amministrativo

Il deposito giudiziario di un’auto può avvenire a seguito di sequestro amministrativo dello stesso mezzo.

Secondo la legge italiana, il sequestro amministrativo del veicolo può essere disposto dall’autorità nelle seguenti occasioni:

  • circolazione con veicolo privo di documento di circolazione;
  • ciclomotori che sviluppino una velocità superiore a quella prevista;
  • esercitazione di guida senza accompagnatore autorizzato;
  • circolazione con veicolo sprovvisto di copertura assicurativa;
  • circolazione con veicolo già sottoposto a fermo amministrativo;
  • circolazione con patente sospesa o ritirata.

Sequestro penale del veicolo

Il sequestro penale del veicolo si configura invece nelle seguenti ipotesi:

  • gare di velocità con veicoli a motore;
  • guida senza patente o con patente revocata;
  • guida sotto l’effetto di alcol o di sostanze stupefacenti.

Sequestro amministrativo auto: come funziona?

Secondo la legge [1], nei casi in cui bisogna procedere al sequestro del veicolo il pubblico ufficiale redige processo verbale, nel quale è inserito l’elenco delle cose sequestrate.

Una copia del processo verbale, contenente anche l’indicazione dell’autorità alla quale gli interessati possono proporre opposizione, é immediatamente consegnata alla persona presso la quale le cose sono state sequestrate.

Le cose sequestrate sono custodite nell’ufficio cui appartiene il pubblico ufficiale che ha eseguito il sequestro a cura del capo dello stesso, ovvero del diverso ufficio competente secondo le direttive impartite dalle singole amministrazioni.

Limitatamente ai casi di sequestro di veicoli a motore e di natanti, il pubblico ufficiale che ha proceduto al sequestro, se riconosce che non è possibile o non conviene custodire il veicolo presso uno dei propri uffici, può disporre che la custodia avvenga presso soggetti pubblici o privati individuati dai prefetti, ovvero può disporre che la stessa avvenga in luogo diverso nominando il custode.

I soggetti individuati dall’autorità amministrativa (il prefetto) ai quali può essere affidata la custodia dei veicoli a motore e dei natanti sottoposti a sequestro offrono per l’appunto un servizio di deposito giudiziario auto.

Pertanto il veicolo sottoposto a sequestro amministrativo può essere affidato, per la custodia, ad uno dei soggetti pubblici o privati indicati in un elenco annualmente predisposte dal Prefetto.

L’iscrizione nell’elenco è subordinata alla disponibilità, manifestata dai soggetti pubblici e privati, di svolgere l’attività di custodia e può essere svolta da qualsiasi soggetto pubblico o privato in possesso dei requisiti soggettivi (morali) e oggettivi (idoneità delle strutture utilizzate per l’espletamento del mandato) richiesti per poter espletare l’incarico.

Il trasporto del veicolo a motore presso il deposito giudiziario deve essere eseguito secondo le prescrizioni del funzionario o agente che, in relazione alla natura della violazione, alle circostanze di tempo e di luogo, nonché alle esigenze di sicurezza della circolazione, può disporre anche la rimozione del mezzo sequestrato o l’accompagnamento con scorta, o l’obbligo di osservare itinerari prestabiliti.

Nel processo verbale di consegna al custode, deve essere fatta descrizione del veicolo o del natante sequestrato, con indicazione dello stato d’uso. Il verbale deve, altresì, contenere menzione espressa degli avvertimenti rivolti al custode circa l’obbligo di conservare e di presentare il mezzo sequestrato ad ogni richiesta dell’autorità competente, nonché sulle sanzioni penali per chi trasgredisce ai doveri della custodia.

Deposito giudiziario: quanto costa?

Se l’auto sequestrata viene affidata a un deposito giudiziario occorrerà pagare un costo che grava sulle tasche del titolare del veicolo sequestrato.

Per quanto riguarda i prezzi del deposito giudiziario, oltre a quelli a cui si va incontro con il sequestro amministrativo (i quali sono molto cospicui, potendo arrivare perfino a tremila euro circa), essi sono solitamente su base giornaliera, con differenze tra tariffe diurne e notturne.

Oltre ai costi del diritto di chiamata, delle operazioni connesse al carico e scarico del veicolo e all’indennità chilometrica (ovvero dal luogo di stazionamento del veicolo adibito alla rimozione al luogo dell’intervento e, quindi, del deposito giudiziario), le tariffe giornaliere arrivano fino a circa dieci euro al giorno per le comuni autovetture.

Come togliere l’auto dal deposito giudiziario?

Per togliere dal deposito giudiziario la propria automobile è necessario fare richiesta all’organo di competenza (Autorità amministrativa o giudiziaria) per il dissequestro del proprio veicolo.

Se il sequestro è di natura penale, occorrerà avanzare l’istanza all’autorità giudiziaria procedente; se, invece, il sequestro è di tipo amministrativo bisognerà rivolgersi all’autorità amministrativa competente (ad esempio, al prefetto), corrispondendo il premio assicurativo per almeno sei mesi e la sanzione pecuniaria indicata sul verbale.

Per la precisione, secondo la legge [2], quando si tratta di sequestro amministrativo, gli interessati possono, anche immediatamente, proporre opposizione all’autorità amministrativa territorialmente competente con atto esente da bollo, cioè in carta semplice.

Sull’opposizione la decisione è adottata con ordinanza motivata emessa entro il decimo giorno successivo alla sua proposizione. Se non è rigettata entro questo termine, l’opposizione si intende accolta.

Anche prima che sia concluso il procedimento amministrativo, l’autorità competente può disporre la restituzione della cosa sequestrata, previo pagamento delle spese di custodia, a chi prova di averne diritto e ne fa istanza, salvo che si tratti di cose soggette a confisca obbligatoria.

La confisca del veicolo è disposta obbligatoriamente nell’ipotesi di:

  • circolazione con veicolo non immatricolato;
  • circolazione con ciclomotore alterato;
  • reiterazione/recidiva delle violazioni a cui consegue il fermo amministrativo (ad esempio, circolazione con targa non propria o contraffatta; guida senza patente; guida con carta di circolazione o patente ritirata; guida con patente sospesa);
  • circolazione senza copertura assicurativa, quando il veicolo sia fatto circolare con documenti assicurativi falsi o contraffatti.

Quando l’opposizione al sequestro è stata rigettata, il sequestro cessa di avere efficacia se non è emessa ordinanza-ingiunzione di pagamento o se non è disposta la confisca entro due mesi dal giorno in cui è pervenuto il rapporto e, comunque, entro sei mesi dal giorno in cui è avvenuto il sequestro.

Come anticipato, all’istanza del dissequestro occorre allegare la seguente documentazione:

  • la ricevuta di pagamento della sanzione pecuniaria, che ricordiamo va effettuata entro 60 giorni dalla notifica;
  • certificato assicurativo del veicolo per almeno 6 mesi dal giorno della richiesta.

Finché il debito non sarà estinto, non si potrà prelevare il proprio veicolo dal deposito giudiziario e, di conseguenza, c’è il divieto assoluto di circolazione, di esportazione, demolizione o radiazione dal Pra.


note

[1] D.P.R. n. 571/1982.

[2] Art. 19 legge n. 689/81.

Autore immagine: Depositphotos.com


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