Vietato licenziare anche per inidoneità alla mansione

27 Giugno 2020 | Autore:
Vietato licenziare anche per inidoneità alla mansione

Secondo l’Ispettorato nazionale del lavoro, l’obbligo di repechage rende questa ipotesi assimilabile al giustificato motivo oggettivo.

È assimilabile al giustificato motivo oggettivo la sopravvenuta inidoneità alla mansione e, pertanto, questa è una delle ragioni che fanno scattare il divieto di licenziamento in vigore fino al 17 agosto (per ora) a causa dell’emergenza coronavirus. Lo ha chiarito l’Ispettorato nazionale del lavoro.

Come noto, il decreto Cura Italia prima e il Dl Rilancio poi hanno bloccato i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (cioè per ragioni economiche) dal 17 marzo (cioè dal giorno in cui è entrato in vigore il Cura Italia) fino al 17 agosto. Termine che, però, potrebbe slittare fino a dicembre, secondo quanto proposto da alcuni settori della maggioranza nella fase di conversione in legge del decreto Rilancio, tuttora in atto in Parlamento. La stessa norma impedisce di proseguire eventuali procedure pendenti che siano state avviate dopo il 23 febbraio, ma dà anche la possibilità al datore di lavoro di revocare i licenziamenti a condizione che, nel frattempo, faccia richiesta di cassa integrazione in deroga per i lavoratori interessati a partire dalla data in cui ha avuto efficacia il recesso.

Secondo il parere dell’Ispettorato nazionale del lavoro, che coincide con quello del Ministero, il divieto di licenziamento interessa tutte le ipotesi che possono rientrare nel giustificato motivo oggettivo. La sopravvenuta inidoneità alla mansione impone al datore di lavoro di verificare la possibilità di ricollocare il lavoratore in attività diverse riconducibili a mansioni equivalenti o inferiori. Se necessario, per rispettare questo vincolo, l’azienda è tenuta anche a rivedere la propria organizzazione. È quello che tecnicamente viene definito il repechage, cioè il «ripescaggio» del dipendente. Tale obbligo, dunque, rende il licenziamento per sopravvenuta inidoneità alla mansione del tutto assimilabile alle altre ipotesi di recesso per giustificato motivo oggettivo e, pertanto, rientra nei casi in cui il licenziamento è vietato dalla normativa in vigore.



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