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Danno differenziale: cos’è?

4 Settembre 2020 | Autore:
Danno differenziale: cos’è?

Inail: come funziona l’indennizzo per infortunio o per malattia professionale? Quando si ha diritto al danno differenziale? Come ottenere il risarcimento?

Gli infortuni sul lavoro sono purtroppo frequenti, soprattutto in quei contesti in cui i dipendenti sono chiamati a svolgere mansioni pericolose: pensa agli operai nei cantieri, ad esempio. Proprio per questa ragione, la legge fa obbligo ai datori di lavoro di iscriversi all’Inail, l’ente pubblico che gestisce l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Obiettivo principale dell’Inail è quello di tutelare i lavoratori dipendenti, soprattutto coloro che svolgono attività rischiose. Se un dipendente si infortuna sul lavoro, può contare sull’indennizzo che gli verrà versato dall’Inail. Tale forma di risarcimento, però, per le ragioni di cui ti parlerò, potrebbe non essere sufficiente, cioè potrebbe non coprire del tutto il danno patito dal lavoratore. È qui che entra in gioco il danno differenziale.

Come vedremo nel corso di questo articolo, il danno differenziale spetta a tutti i lavoratori dipendenti che dimostrino di aver subito un danno maggiore rispetto a quello risarcito dall’Inail. In questa circostanza, la maggior somma dovrà essere versata direttamente dal datore di lavoro, qualora sia riconosciuta la responsabilità di quest’ultimo. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, allora prenditi qualche minuto di tempo e prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è il danno differenziale e come fare per ottenerlo.

Cos’è il danno differenziale?

Per danno differenziale si intende il danno risarcibile al lavoratore, ottenuto dalla differenza tra quanto versato dall’Inail a titolo di indennizzo per infortunio sul lavoro o malattia professionale, e quanto è possibile richiedere al datore di lavoro a titolo di risarcimento del danno in sede civilistica.

In altre parole, il danno differenziale è quello che si ottiene sottraendo al danno complessivamente patito dal lavoratore (calcolato secondo criteri civilistici) quello già indennizzato dall’Inail: il risultato è costituito, per l’appunto, dal danno differenziale.

L’equazione sarà dunque la seguente:

  • danno differenziale= maggior danno subito dal lavoratore risarcibile in sede civilistica – indennizzo Inail.

Inail: cos’è?

Non si può discutere del danno differenziale senza parlare dell’Inail e della funzione fondamentale che svolge a tutela dei lavoratori dipendenti.

Come anticipato in premessa, l’Inail è l’ente pubblico che gestisce l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

L’iscrizione all’Inail costituisce un vero obbligo per tutti i datori di lavoro che impiegano lavoratori dipendenti e parasubordinati nelle attività che la legge individua come rischiose.

Malattie professionali e infortuni: cosa sono?

Abbiamo detto che l’Inail indennizza sia la malattia professionale che l’infortunio sul lavoro. Qual è la differenza? La malattia professionale è una patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo. Si è soliti dire che la malattia professionale possiede una causa diluita e non una violenta e concentrata nel tempo, come nel caso dell’infortunio.

Dunque, la differenza tra infortunio sul lavoro e malattia professionale è la seguente: nel primo caso, si tratta di un evento traumatico e repentino, che causa un problema di salute ad un lavoratore; nel secondo, invece, le condizioni di lavoro, i rischi di vario tipo ad esso correlati, le sollecitazioni cui si viene sottoposti durante la giornata lavorativa, portano a sviluppare una patologia (un’ernia, una tendinite, problemi respiratori, ecc.).

La legge [1] dice che la causa deve essere diretta ed efficiente, cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente, e deve essere contratta nell’esercizio e a causa delle lavorazioni rischiose. È ammesso, tuttavia, il concorso di cause extraprofessionali, purché queste non interrompano il nesso causale in quanto capaci di produrre da sole l’infermità.

La malattia può derivare direttamente dall’attività che il lavoratore svolge, oppure dall’ambiente in cui la lavorazione stessa si sviluppa (cosiddetto rischio ambientale).

L’indennizzo dell’Inail

Devi sapere che l’Inail ha funzione indennitaria e non risarcitoria. Cosa significa? Vuol dire che l’Inail non liquida al lavoratore una somma necessaria al totale ristoro del danno subito. È proprio qui che si inserisce il danno differenziale.

I danni patrimoniali indennizzati dall’istituto consistono solo in una parte dello stipendio percepito dal lavoratore, nella misura del 60% della retribuzione fino al novantesimo giorno e del 75% dal novantunesimo giorno in poi (la differenza resta a carico del datore di lavoro fino al 100% della retribuzione), mentre tra i danni non patrimoniali risulta indenizzato il solo danno biologico permanente superiore al 6% di invalidità riscontrata.

Non vengono indennizzati quindi tutti i danni patrimoniali diversi dalla normale retribuzione, come ad esempio il lucro cessante derivante dalla eventuale minore capacità futura di produrre reddito da parte del danneggiato.

Per quanto riguarda i danni non patrimoniali, non sono indennizzati dall’Inail, il danno biologico temporaneo, il danno morale e il danno biologico permanente inferiore al 6% di invalidità.

Dunque, l’Inail può pagare al lavoratore il periodo di assenza dal lavoro, ma capita che, terminata la così detta invalidità temporanea, consideri il lavoratore guarito senza postumi permanenti di invalidità (che l’Inail assicura solo dal 6% in su), neghi l’infortunio sul lavoro o decida che la malattia non sia professionale (ma comune e quindi di competenza dell’Inps) o riconosca dei postumi di invalidità permanente di misura inferiore a quella ritenuta dal medico del lavoratore; dal 6% al 15% di invalidità permanente l’Inail paga un’indennità, mentre dal 16% in su paga una rendita, sicché la diversa quantificazione della misura dei postumi di invalidità determina un diverso trattamento economico.

Il danno differenziale serve a fare giustizia, consentendo al lavoratore di ottenere l’intero ristoro del danno patito, al di là degli stretti limiti dell’indennizzo riconosciuto dall’Inail.

Danno differenziale: quando spetta?

Il danno differenziale spetta al lavoratore ogni volta che il risarcimento che gli è stato riconosciuto dall’Inail non copra per intero il reale pregiudizio patito.

Ciò avviene perché, come detto, l’Inail riconosce l’indennizzo solamente in una determinata misura e solo in riferimento a determinate patologie (leggi “Malattia professionale: ecco quelle riconosciute dall’Inail“).

Le prestazioni erogate dall’Inail sono dovute in ragione del semplice verificarsi dell’infortunio o della malattia professionale, mentre il risarcimento presuppone non solo il verificarsi dell’evento dannoso, ma anche la sua configurabilità come illecito in quanto prodottosi a seguito di un comportamento colposo del datore di lavoro o di un terzo.

Il danno differenziale dunque spetta a colui il quale, pur percependo già una rendita Inail o avendo beneficiato dell’indennizzo una tantum, dimostri di avere subito un danno ulteriore rispetto a quello riconosciutogli e ristoratogli dall’ente previdenziale.

Detto in altre parole, il danno differenziale nasce dalle divergenze che esistono tra l’indennizzo erogato dall’Inail ed il risarcimento del danno complessivamente patito: mentre quest’ultimo è finalizzato a risarcire il danno nella stessa misura in cui si è verificato, l’indennizzo Inail risponde alla funzione sociale di garantire mezzi adeguati al lavoratore oggetto di infortunio o malattia professionale.

Danno differenziale: quali danni comprende?

Le voci di danno risarcibili che in concreto rientrano nella nozione di danno differenziale possono così riassumersi:

  • danno biologico (anche temporaneo) inferiore al 6%: tale tipologia di risarcimento del danno tutela ogni lesione dell’integrità psicofisica del lavoratore;
  • danno patrimoniale: in tale categoria rientrano non solo le spese sostenute dal lavoratore (si pensi alle spese mediche, ecc.) ma anche il mancato guadagno cagionato dall’infortunio occorso;
  • danno morale: danno non patrimoniale, qualificato come ogni turbamento dello stato d’animo;
  • danno esistenziale: inteso quale pregiudizio che alteri le abitudini e gli assetti relazionali di un persona, inducendolo a concreti cambiamenti in senso peggiorativo nella qualità della vita.

Danno differenziale: come ottenere il risarcimento?

Mentre per ottenere gli indennizzi dell’Inail non è richiesto l’accertamento della responsabilità del datore di lavoro, ma è sufficiente che il sinistro si sia verificato per il lavoro, il danno differenziale è risarcibile solo quando l’infortunio è avvenuto per colpa o responsabilità del datore.

Ne consegue che, se il datore di lavoro ha applicato tutte le norme previste sulla sicurezza, il lavoratore ha diritto ad ottenere il solo indennizzo Inail; al contrario, dimostrata la responsabilità del datore, il danneggiato ha diritto all’interno risarcimento del danno subito come stabilito dal codice civile.

Ai fini del risarcimento, il lavoratore ha l’onere della prova e deve dimostrare: la violazione degli obblighi di sicurezza da parte del datore, l’esistenza di un danno non rientrante nell’indennizzo Inail e il nesso di causalità tra la condotta del datore e il danno subito.

Il datore di lavoro, al contrario, per evitare il risarcimento deve provare di aver rispettato tutti gli obblighi di sicurezza e di aver fatto il possibile per evitare il verificarsi del danno o che questo sia stato provocato da un concorso di colpa da parte del lavoratore.

Qualora sia provata la responsabilità del datore di lavoro ma questi non sia intenzionato a pagare il risarcimento, non resterà che rivolgersi a un avvocato per intentare una causa contro il datore stesso, al fine di ottenere le somme che spettano a titolo di danno differenziale in ragione dell’infortunio o della malattia professionale patita.


Per danno differenziale si intende il danno risarcibile al lavoratore, ottenuto dalla differenza tra quanto versato dall’Inail a titolo di indennizzo per infortunio sul lavoro o malattia professionale, e quanto è possibile richiedere al datore di lavoro a titolo di risarcimento del danno in sede civilistica.

note

[1] D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali).

Autore immagine: Depositphotos.com


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