Coronavirus: novità su matrimoni in chiesa e con rito civile

27 Giugno 2020
Coronavirus: novità su matrimoni in chiesa e con rito civile

Cade l’obbligo per gli sposi di indossare la mascherina durante la celebrazione liturgica o in Comune. Nelle Messe, la Comunione sarà distribuita dal sacerdote senza guanti.

Niente più mascherina per gli sposi durante la celebrazione del loro matrimonio in chiesa: cade una delle restrizioni più evidenti delle funzioni religiose, che praticamente impediva loro di baciarsi appena il sacerdote li aveva dichiarati solennemente uniti ed alla fine della cerimonia.

Lo ha stabilito il ministero dell’Interno, con una nota di risposta ai quesiti posti dalla Cei (Conferenza episcopale italiana) che aveva richiesto di poter derogare a questo obbligo imposto dal 4 maggio per la ripresa delle funzioni religiose nuziali durante la fase 2 dell’emergenza Coronavirus.

Il Cts (Comitato tecnico scientifico), che con il suo parere ha supportato il Viminale nella decisione, spiega che «non potendo certamente essere considerati estranei tra loro, i coniugi possano evitare di indossare le mascherine». Questa deroga può essere estesa anche alle celebrazioni «del matrimonio secondo il rito civile o secondo le liturgie delle altre confessioni religiose».

Nessun allentamento, invece, per il celebrante religioso del matrimonio concordatario, quindi il sacerdote cattolico, o per l’officiante del matrimonio secondo gli altri riti, come il Sindaco o il funzionario comunale delegato: essi dovranno continuare ancora ad usare «il dispositivo di protezione delle vie respiratorie» e saranno tenuti a rispettare «il distanziamento fisico di almeno un metro» dagli sposi e dagli altri partecipanti alla cerimonia.

Ma anche per la celebrazione delle Messe c’è una novità che riguarda tutti i fedeli: cade l’obbligo per il sacerdote di usare i guanti al momento di distribuire la Comunione ai fedeli.

Nel dettaglio, la nota del Viminale, riportata dall’Adnkronos, specifica che «sulla base degli attuali indici epidemiologici», il Comitato tecnico scientifico raccomanda che chi distribuisce la Comunione «proceda ad una scrupolosa detersione delle proprie mani con soluzioni idroalcoliche e che le ostie siano «depositate nelle mani dei fedeli evitando qualsiasi contatto tra le mani dell’officiante e quelle dei fedeli medesimi. In caso di contatto dovrà essere ripetuta la procedura di detersione delle mani dell’officiante prima di riprendere la distribuzione della Comunione».



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