L’esperto: ecco i danni della scuola online sui bambini

27 Giugno 2020 | Autore:
L’esperto: ecco i danni della scuola online sui bambini

Una ex docente universitaria di Psicologia denuncia come sia diventato normale lasciare i minori davanti a smartphone e pc: «I genitori li stanno rovinando».

La scuola online «ha fatto crescere esponenzialmente la dipendenza di bambini e ragazzi dagli strumenti elettronici. E il peggio è che gli adulti sono diventati meno sensibili ai rischi di questo attaccamento agli schermi dei loro figli. Con un uso che, spesso e volentieri, si prolunga anche nelle ore notturne». L’allarme è di Anna Oliverio Ferraris, già docente di Psicologia dello sviluppo all’università di Roma Sapienza che, commentando all’agenzia Adnkronos Salute le linee guida governative sulla ripresa della scuola, si dice preoccupata che nel prossimo anno «si possa insistere sulla didattica a distanza nociva su più fronti, perché i ragazzi, oltre a non avere un ambiente sociale e di relazioni, si distraggono di più, si isolano e rafforzano la dipendenza tecnologica».

All’esperta non sfugge che «sono sempre di più quelli che non riescono a staccarsi dagli apparecchi e non riescono più a giocare. Bambini e ragazzi faticano di più ad uscire di casa non solo perché sono stati spaventati dalle notizie sulla pandemia, ma anche perché in questi mesi di scuola a distanza l’abitudine e il legame con gli strumenti elettronici è diventato ancora più totalizzante. Uno stile di vita che non va bene per la loro salute fisica e mentale».

Prima del lockdown, continua la professoressa Oliviero Ferraris, «ci preoccupavamo del fatto che alcuni bambini passavano lungo tempo con queste tecnologie. Adesso, i genitori hanno cominciato a considerarlo normale. Mi sento spesso rispondere “è questo il loro mondo”. Ma non è così: si mette a rischio il loro benessere».

L’esperta riporta il caso di un padre «preoccupato perché la figlia 11enne chattava al telefono di notte con i suoi compagni, come purtroppo fanno molti ragazzi e adolescenti. Sono rimasta di stucco quando mi ha detto che la sua soluzione era stata quella di lasciarle usare il telefono “solo” dalle 8 del mattino alle 8 di sera».



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