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La società che riceve denaro in dono deve emettere fattura?

4 Luglio 2020
La società che riceve denaro in dono deve emettere fattura?

Se una società commerciale riceve una donazione in denaro l’operazione è soggetta ad Iva e si deve emettere fattura?

Ai sensi dell’articolo 2, comma 3, lettera a) del d.p.r. n. 633 del 1972 e della direttiva 112/2006 non rientrano nel campo di applicazione dell’Iva le cessioni di denaro a condizione che siano effettuate a fondo perduto, cioè senza una specifica controprestazione.

Naturalmente toccherebbe all’Amministrazione finanziaria dimostrare l’esistenza di una controprestazione nell’ambito di un rapporto contrattuale.

La stessa Agenzia delle Entrate ha chiarito comunque che l’esclusione dal campo di applicazione dell’Iva c’è tutte le volte in cui il soggetto che riceve il contributo in denaro non è obbligato a dare, fare, non fare o permettere qualcosa come controprestazione (risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate n 42/E/2004, n. 183/E/2002 e n. 54/E/2001).

Quindi, ricapitolando, se non c’è un obbligo contrattuale della società di dare, fare, non fare o permettere qualcosa dopo che ha ottenuto il contributo in denaro dai donanti (la donazione), allora la cessione di denaro non rientra nel campo di applicazione dell’Iva.

In ogni caso, però, poiché l’articolo 22 del d.p.r. n. 633 del 1972 non individua la cessione di denaro in favore di una società tra le operazioni per le quali è consentito non emettere fattura, nel suo caso la fattura dovrà comunque essere emessa (anche se l’operazione fosse, come sembra, non soggetta all’applicazione dell’Iva) secondo le regole basilari contenute nell’articolo 21 del d.p.r. n. 633 del 1972.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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