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Pensione: come si fa il ricalcolo contributivo?

1 Settembre 2020 | Autore:
Pensione: come si fa il ricalcolo contributivo?

Opzione contributiva Dini per la pensione: quali sono i passaggi per determinare l’importo del trattamento pensionistico?

La pensione, per la generalità degli iscritti alle gestioni amministrate dall’Inps, si calcola col sistema: retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede almeno 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995; retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo (cosiddetto calcolo misto), per chi possiede meno di 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995; esclusivamente contributivo per chi non possiede contributi alla data del 31 dicembre 1995.

Il calcolo retributivo è normalmente più vantaggioso, in quanto si basa, oltreché sull’anzianità contributiva riferita a determinati periodi, sugli ultimi stipendi o sugli ultimi redditi del lavoratore, che di solito risultano più elevati rispetto a stipendi e redditi percepiti durante la carriera. Inoltre, i redditi e le retribuzioni di riferimento annuali sono rivalutati sulla base dell’indice annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall’Istat. I redditi più bassi in determinati casi possono addirittura essere neutralizzati. Qui trovi la guida al calcolo retributivo.

È generalmente penalizzante, invece, il calcolo contributivo della pensione, in quanto si basa sui contributi accreditati nell’intero arco della vita lavorativa e sull’età pensionabile. La rivalutazione della contribuzione è piuttosto esigua, in quanto basata sulla variazione quinquennale del Pil nominale. Qui trovi la guida al calcolo contributivo.

Come osservato, il calcolo contributivo si applica generalmente ai periodi dal 1996 in poi. La riforma delle pensioni Dini [1], però, offre la possibilità, a chi ha meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, di ricalcolare tutta la pensione col sistema contributivo.

Ma per determinare la pensione, come si fa il ricalcolo contributivo? È importante precisare che il calcolo dei periodi anteriori al 1° gennaio 1996 col sistema contributivo (cosiddetta quota A contributiva) presenta dei passaggi diversi rispetto al calcolo contributivo da effettuare per i periodi dal 1996 in poi (cosiddetta Quota B contributiva, o Quota C dal 2012) ed è notevolmente più articolato. Non basta, difatti, calcolare i contributi accantonati per ogni anno e rivalutarli.

Il ricalcolo contributivo di solito risulta meno vantaggioso del calcolo retributivo, ma può risultare conveniente per chi subisce un brusco calo della retribuzione a fine carriera, o per chi vuole avvalersi del riscatto agevolato della laurea [2] per anticipare la pensione. Vediamo allora come si procede per effettuare il ricalcolo contributivo della pensione, secondo le indicazioni dell’Inps [3].

Come funziona il calcolo contributivo?

Relativamente ai contributi accreditati dopo il 1996, per trasformarli in pensione si deve, semplificando, procedere in questo modo:

  • si applica all’imponibile contributivo dell’anno (reddito o retribuzione imponibile previdenziale) l’aliquota di computo vigente nello stesso anno presso la gestione previdenziale a cui il lavoratore è iscritto e valida per la categoria a cui appartiene il lavoratore; ad esempio, per i professionisti iscritti alla gestione Separata Inps l’aliquota di computo è il 25%, per i collaboratori è il 33%, per gli iscritti alla gestione Separata e contemporaneamente ad altre gestioni, o per gli iscritti alla gestione stessa che risultano pensionati, è il 24%; attenzione, poi, perché l’aliquota di computo non corrisponde all’aliquota contributiva complessiva, che comprende anche le quote di assicurazione destinate ad altre tutele, come i contributi per disoccupazione, malattia, maternità, etc.;
  • il risultato dell’operazione corrisponde ai contributi accantonati annualmente;
  • questi contributi sono rivalutati, anno per anno, sino alla data della pensione, e, sommati, compongono il montante contributivo;
  • il montante contributivo è trasformato in pensione applicando il coefficiente di trasformazione, un valore espresso in percentuale che aumenta con l’età; qui trovi i coefficienti di trasformazione.

Come funziona il ricalcolo contributivo?

Nel ricalcolo contributivo, alla quota di contributi accreditati dal 1996 in poi si deve sommare la quota di pensione che comprende i periodi sino al 31 dicembre 1995, normalmente calcolata col sistema retributivo.

Ecco come si procede per effettuare il ricalcolo contributivo dei periodi antecedenti al 1996:

  • individuare la retribuzione o il reddito imponibili annui; per l’imponibile di riferimento si considerano gli ultimi anni di anzianità contributiva precedenti la data del 31 dicembre 1995, nel limite massimo di 10 anni (520 settimane), corrispondenti ai periodi di contribuzione (anche volontaria, figurativa, da riscatto, da ricongiunzione) fatti valere dall’assicurato in ciascun anno ed entro il massimale dell’anno considerato;
  • calcolare l’ammontare dei contributi di ciascun anno, moltiplicando la base imponibile annua per l’aliquota contributiva vigente nell’anno interessato; l’aliquota non può essere più alta di quella in vigore per il Fondo pensioni lavoratori dipendenti; se nell’anno considerato l’aliquota è cambiata, si deve procedere alla determinazione dell’aliquota ponderata; per i lavoratori autonomi, per i periodi antecedenti al 1° luglio 1990 si applicano le aliquote contributive vigenti a tale data; le aliquote applicate presso le varie gestioni sono riportate nelle tabelle allegate alla circolare Inps sul ricalcolo contributivo [3];
  • calcolare il montante contributivo fino al 31 dicembre 1995: per determinare il montante, cioè la somma dei contributi, bisogna rivalutare l’ammontare dei contributi di ciascun anno su base composta fino al 31 dicembre 1995, utilizzando il tasso annuo di capitalizzazione, risultante dalla variazione media quinquennale del Pil, con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare;
  • determinare il montante medio annuo, dividendo il montante complessivo come sopra determinato alla data del 31 dicembre 1995 per il numero degli anni presi in considerazione;
  • determinare l’anzianità contributiva complessiva maturata dall’inizio dell’assicurazione fino al 31 dicembre 1995; il periodo di contribuzione antecedente il decennio preso in considerazione per la determinazione del montante medio deve essere valutato, per ciascun anno o frazione di anno, col rapporto tra:
    •  l’aliquota contributiva vigente nell’anno (entro il limite massimo dell’aliquota contemporaneamente vigente presso il Fpld ed applicando l’aliquota ponderata in caso di variazioni nell’anno);
    • l’aliquota contributiva media vigente nei 10 anni precedenti quello in cui viene esercitata l’opzione (entro il limite massimo dell’aliquota contemporaneamente vigente presso il Fpld ed applicando l’aliquota ponderata in caso di variazioni nell’anno);
  • il periodo così determinato, aggiunto al decennio preso in considerazione per la determinazione del montante medio annuo, costituisce l’anzianità contributiva complessiva;
  • calcolare il montante al 31 dicembre 1995 moltiplicando il montante medio annuo per l’anzianità contributiva complessiva come sopra determinata;
  • l’importo così ottenuto costituisce la quota di montante individuale dei contributi per i periodi maturati fino al 31 dicembre 1995; questa quota deve essere rivalutata fino alla data di decorrenza della pensione.

note

[1] L. 335/1995.

[2] Circ. Inps 6/2020.

[3] Circ. Inps 181/2001.


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