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Come aprire un conto all’estero

29 Giugno 2020
Come aprire un conto all’estero

L’iter da seguire per trasferire i propri soldi in una banca di un Paese straniero.

La crisi economica e i continui controlli sui flussi bancari ti preoccupano al punto che stai pensando di trasferire i tuoi soldi fuori dall’Italia? Tuo figlio deve frequentare l’università negli Stati Uniti? Devi trasferirti in Portogallo per lavoro? Ebbene, se ricorre una di tali ipotesi ti interessa sicuramente capire come aprire un conto all’estero. Decidi, quindi, di fare un bel po’ di ricerche su internet per verificare la tassazione e, soprattutto, se la procedura è perfettamente legale. L’ultima cosa che desideri è evadere il fisco. In questa breve guida troverai tutto quello che c’è da sapere sull’argomento.

Aprire un conto all’estero: è legale?

La prima domanda che sorge spontanea è: aprire un conto all’estero è legale? La risposta è affermativa. Ognuno, infatti, è libero di gestire il proprio denaro come meglio crede. L’importante è che si rispettino sempre le regole vigenti in Italia e nello Stato in cui i soldi vengono depositati. In caso contrario, si rischiano sanzioni salate per riciclaggio oppure per evasione fiscale.

Aprire un conto all’estero: conviene?

Partiamo da un esempio pratico.

Tizio è un impiegato. Lui e sua moglie decidono di aprire un conto corrente presso la banca Alfa per mettere al sicuro i risparmi di una vita. Tuttavia, una grave crisi economia mette in ginocchio il Paese e porta al fallimento della banca Alfa. A questo punto, Tizio rischia di perdere i suoi soldi.

L’esempio riporta un’ipotesi non così remota al giorno d’oggi. Per questo, infatti, è importante che il risparmiatore tuteli il suo patrimonio dal rischio di incorrere in situazioni del genere. Pertanto, per mettersi al riparo da un eventuale fallimento della banca (tecnicamente si parla di “liquidazione coatta amministrativa“) una possibilità potrebbe essere appunto quella di aprire un conto all’estero e depositarvi una parte dei propri risparmi. 

Come aprire un conto all’estero

Passiamo adesso al lato pratico e vediamo come aprire un conto all’estero.

Come prima cosa, va precisato che l’apertura di un conto estero è consentita a condizione che i soldi trasferiti derivino da fonti di reddito lecite (non da attività criminali per intenderci).

Detto ciò, non ti resta che scegliere il Paese dove aprire il conto in questione. Ad esempio, puoi optare per uno Stato europeo, tipo la Francia, oppure scegliere Paesi al di fuori dell’Unione Europea, come ad esempio, il Regno Unito, il Brasile, gli Stati Uniti, ecc. Per questo, ti consiglio di rivolgerti ad una persona esperta che sappia consigliarti al meglio tenendo conto delle tue esigenze e delle condizioni di gestione del conto.

Scelto il Paese, lo step successivo riguarda l’apertura del conto vera e propria. Esistono due modalità:

  • online, tramite il sito della banca prescelta, inviando tutta la documentazione necessaria;
  • tramite l’intermediazione di una fiduciaria italiana che provvederà, in qualità di sostituto d’imposta, all’applicazione delle imposte previste sugli importi esteri.

Il conto può essere aperto sia dall’Italia che dall’estero.

Ovviamente, sono necessari una serie di documenti per verificare l’identificazione del soggetto e per accertare che il conto non venga aperto per lo svolgimento di attività illecite. Nella maggior parte dei casi, sono richiesti:

  • la carta d’identità in corso di validità;
  • la documentazione che attesti il domicilio del richiedente;
  • l’autorizzazione alla permanenza all’interno dello Stato (in caso di trasferimento permanente o temporaneo);
  • una certificazione dell’attività lavorativa svolta nel Paese di destinazione (qualora il soggetto si sia trasferito);
  • la motivazione della richiesta di apertura del conto estero;
  • storia bancaria del soggetto interessato.

Attenzione: i cittadini dei Paesi facenti parte dell’Unione europea hanno la possibilità di aprire un conto corrente di base, in qualsiasi Stato membro, che consenta di effettuare depositi, prelievi e ricevere o eseguire pagamenti.

A questo punto, non ti resta che trasferire il denaro tramite un bonifico bancario oppure un versamento in contanti recandoti direttamente all’estero (se ti porti dietro una somma di denaro maggiore di 10.000 euro, dovrai fare una dichiarazione all’Agenzia delle Dogane).

Aprire un conto all’estero: quali sono gli obblighi fiscali?

Per la corretta gestione di un conto corrente estero, è necessario conoscere alcune regole che ti consentiranno di evitare di incorrere in pesanti sanzioni.

Innanzitutto, ai fini del monitoraggio fiscale, devi compilare il quadro RW modello Redditi Persone Fisiche se, nel corso dell’anno, il valore complessivo del conto supera i 15.000 euro. Non c’è l’obbligo di dichiarazione qualora la consistenza media del conto non superi i 5.000 euro durante tutto l’anno d’imposta di riferimento. 

Inoltre, dovrai pagare:

  • il bollo pari a 34,2 euro se durante l’anno hai tenuto sul conto una somma superiore a 5.000 euro;
  • il 26% se sul denaro depositato dovessi percepire degli interessi.

In caso di omessa compilazione del quadro RW dovrai pagare una sanzione che va dal 3% al 15% dell’importo che avresti dovuto dichiarare. La sanzione, tuttavia, è di 258 euro se presenti la compilazione entro 90 giorni dalla scadenza prevista.

Posso aprire un conto estero segreto?

Se per “segreto” si intende la riservatezza, ossia la volontà di non far sapere dell’esistenza del conto estero a terzi privati, allora la risposta è affermativa. Se, invece, la tua volontà è quella di aprire un conto estero per nasconderlo all’amministrazione finanziaria italiana ti sbagli di grosso. Come già detto, è previsto il monitoraggio fiscale che ti obbliga di informare le autorità italiane dell’esistenza dei conti detenuti all’estero se superano una certa consistenza.

Aprire un conto all’estero: quali aspetti tenere in considerazione?

Hai deciso di aprire un conto estero, ma non sai quale scegliere? La prima cosa che ti suggerisco di fare è sicuramente quella di collegarti in rete e confrontare le offerte dei diversi istituti di credito. Gli aspetti da valutare bene sono:

  • le condizioni generali del conto corrente;
  • il costo delle operazioni che effettuerai più di frequente: ad esempio, qual è la tariffa applicata per i bonifici o i prelievi;
  • il costo sia per il mantenimento del conto che per la chiusura;
  • il prelievo in valuta diversa o la conversione delle valute stesse.


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