Bonus baby sitter anche per nonni e zii

29 Giugno 2020 | Autore:
Bonus baby sitter anche per nonni e zii

Il voucher può essere utilizzato anche per i familiari purché non conviventi. L’agevolazione non compatibile con congedi o centri estivi.

Nonni o zii possono diventare baby sitter e dare diritto al voucher previsto dal decreto Rilancio. A patto, però, che non siano conviventi. Lo ha appena comunicato l’Inps con una circolare.

In pratica, l’Istituto ha confermato – come anticipato quasi un paio di mesi fa – che il bonus baby sitter di un valore massimo di 1.200 euro può essere richiesto anche per i propri familiari, come ad esempio i nonni oppure una zia o uno zio che durante il giorno hanno tempo e disponibilità per occuparsi dei nipotini mentre i genitori sono al lavoro. In questo modo, viene meno la presunzione secondo cui i familiari possono erogare solo prestazioni gratuite di lavoro e, quindi, diventa fattibile chiedere il bonus per pagare la loro prestazione come baby sitter. La domanda del voucher va presentata sul portale dell’Inps e l’agevolazione è utilizzabile fino al 31 luglio 2020.

Poche ma importanti le condizioni poste. La prima: i parenti non devono essere conviventi con la famiglia del richiedente. La seconda: il bonus deve essere alternativo al centro estivo o al congedo parentale. La terza: il voucher non viene erogato per l’altro genitore, anche se separato o divorziato.

Sia il richiedente sia il baby sitter dovranno aprire una posizione Inps con il proprio Pin o attraverso un intermediario per la prestazione di lavoro occasionale. Una volta che verrà comunicata dall’Inps entro 15 giorni l’accettazione della domanda, il genitore riceverà il bonus sul Libretto famiglia.

Se il richiedente ha già usufruito dei primi 15 giorni di congedo parentale (cioè della metà del massimo stabilito dalla normativa), può presentare domanda per ottenere un bonus baby sitter da 600 euro anziché da 1.200 da utilizzare sempre entro il 31 luglio 2020.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube