Diritto e Fisco | Articoli

Multe stradali: quanti i km di tolleranza?

29 Giugno 2020
Multe stradali: quanti i km di tolleranza?

La legge ammette una tolleranza autovelox in caso di contravvenzione per eccesso di velocità: ecco a partire da quando scatta la multa.

Se premi sull’acceleratore e superi i limiti di velocità non vieni multato automaticamente. La legge stabilisce, infatti, una soglia di tolleranza. Il meccanismo serve per evitare di punire quelle piccole infrazioni che non destano alcuna pericolosità sociale e che possono essere attribuite a comportamenti involontari, a volte difficilmente controllabili.

Non è facile, infatti, guidare e al contempo tenere gli occhi puntati sulla lancetta del contachilometri, né la legge lo richiede, potendo anche questo essere fonte di pericolo. Gli occhi devono restare puntati sulla strada. Allora ben può succedere, ed anzi è assai frequente, specie sulle strade in discesa, di andare più veloce di quanto consentito dalla segnaletica. In questi termini, sarà bene sapere, in materia di multe stradali, quanti Km di tolleranza prevede la legge. È quanto cercheremo di illustrare in questo articolo.

Km di tolleranza: quando sono previsti

La cosiddetta tolleranza – ossia il “perdono” – per le piccole violazioni di legge (in questo caso, del Codice della strada) è ammessa solo nel caso di contravvenzione per «eccesso di velocità» e non per tutte le altre. 

Non c’è tolleranza, ad esempio, se superi di pochi centimetri il segnale di stop posto in corrispondenza del semaforo o se una ruota dell’auto esce fuori dalle strisce bianche per il parcheggio; non c’è tolleranza se lasci l’auto per pochi minuti in un parcheggio a pagamento senza il ticket né se percorri qualche metro prima di indossare la cintura di sicurezza.

Ecco perché ha senso parlare di km di tolleranza: l’unico criterio di riferimento è, infatti, la «velocità» in termini di km/h (chilometri orari).

Km di tolleranza: importanti precisazioni

Prima di definire, per le multe stradali, quanti Km di tolleranza sono previsti dalla legge, è bene fare due importanti chiarimenti.

La “tolleranza” costituisce uno spazio intermedio tra ciò che è lecito e ciò che è illecito. Formalmente, essa si trova già nel campo dell’illecito, ma sostanzialmente, per essa non è prevista alcuna pena. Se un cartello stradale stabilisce, come limite di velocità, 50 km/h, chi procede a 51 km/h ha già superato i limiti e violato la norma, ma non è possibile procedere nei suoi riguardi con la contravvenzione. 

La tolleranza è poi obbligatoria per legge e non rimessa all’arbitrio dell’amministrazione. In altri termini, non dipende dalla discrezionalità del poliziotto di turno stabilire se e quando applicare uno spazio di discrezionalità prima di elevare il verbale, poiché i km di tolleranza sono previsti dal Codice della strada e costituiscono un diritto dell’automobilista. In altri termini, chi viola i limiti di velocità ma rientra nella soglia della tollerabilità, se dovesse ricevere una multa potrebbe ricorrere al giudice e farla annullare. 

La legge è, infatti, uguale per tutti e ciascun utente della strada può pretendere l’applicazione delle soglie di tolleranza, a prescindere dal veicolo utilizzato o dal tratto di strada interessato.

Questo risulta molto importante in tema di multe autovelox, laddove la natura stessa dell’apparecchio fa sì che la foto scatti in automatico dopo una certa velocità. Gli operatori devono quindi pre-impostare il misuratore elettronico della velocità tenuto conto della soglia di tolleranza prevista dalla legge. 

Quanti Km di tolleranza prima che scatti la multa?

Veniamo ora al tema principale. Il Codice della strada prevede il 5% di tolleranza prima che scatti la multa per eccesso di velocità, con un limite minimo di 5 km/h (la soglia di tolleranza, cioè, non può mai essere inferiore a 5 km orari). In caso di numeri decimali, si approssima per eccesso.

La percentuale del 5% si applica sul limite di velocità previsto dalla segnaletica o, in mancanza, dal Codice della strada. In questo modo, tanto più è alto il limite di velocità previsto su uno specifico tratto di strada, tanto maggiore è la soglia di tolleranza. Ad esempio, è più elevata la tolleranza in autostrada che su una via urbana. 

Ecco quali sono le soglie di tolleranza applicate ai vari limiti di velocità:

  • su una strada con limite a 130 km/h, la multa scatta solo da 138 km/h. Difatti il 5% di 130 è 6,5 che, approssimato per eccesso, fa 7. La tolleranza è quindi fino a 137 km/h e chi rientra in tale limite non può essere multato. La multa scatta a partire da 138 km/h;
  • su una strada con limite a 110 km/h, la multa scatta solo da 117 km/h. Difatti, il 5% di 110 è 5,5 che, approssimato per eccesso, fa 6. La tolleranza è quindi fino a 116 km/h e chi rientra in tale limite non può essere multato. La multa scatta a partire da 117 km/h;
  • su una strada con limite a 90 km/h la tolleranza è di 5 km/h. Il 5% di 90 è infatti 4,5, che approssimato per eccesso fa 5. Dunque, fino a 95 km/h non si subisce alcuna contravvenzione. Le multe partono invece da 96 km/h;
  • su una strada con limite a 70 km/h, la tolleranza è di 5 km/h perché il 5% di 70 è 3,5; senonché, come abbiamo detto sopra, la tolleranza non può mai scendere al di sotto di 5 km/h. Pertanto, in questo caso, l’eccesso di velocità è perdonato fino a 75 km/h; la multa scatta a partire da 76 km/h.
  • su una strada con limite a 50 km/h, la tolleranza è di 5 km/h perché il 5% di 50 è 2,5; anche in questo caso, quindi, si applica la tolleranza minima di 5 km. Risultato: la multa parte da 56 km/h.

Una volta superata la soglia di tolleranza, la multa può scattare immediatamente. Non è, infatti, prevista un’ulteriore tolleranza (o, per così dire, una tolleranza dopo la tolleranza). Lo ha chiarito la Cassazione [1]. Tanto per fare un esempio, su una strada con limite a 90 km/h, si può essere multati già a 96 km/h, ossia per 1 solo km in più rispetto alla soglia di tolleranza. Secondo la Suprema Corte, infatti, non possono essere riconosciute altre tolleranze oltre a quelle fissate dalla legge. Nei fatti, però, le autorità “settano” gli autovelox e i tutor con un’ulteriore tolleranza, che tuttavia non è dato sapere poiché dipende dalla discrezionalità dell’organo accertatore e dal tipo di strada.


note

[1] Cass. sent. n. 24389/17 del 16.10.2017.

Autore immagine: it.depositphotos.com


10 Commenti

  1. Giusto questo sistema di tolleranza dei limiti di velocità. Potrebbero esserci peò degli imprecisti per cui se uno sgarra di un solo km oltre la soglia consentita, si becca comunque la multa. Ma a prescindere dalla velocità, il rischio di incidenti può essere dietro l’angolo anche per chi la rispetta, ma magari è ubriaco o sotto effetto di stupefacenti alla guida e magari la passa liscia lo stesso anche dopo esser scappato a seguito di un incidente o dopo aver investito un pedone.

  2. Nelle strade in cui non ci sono abitazioni e non c’è il rischio che passi nessuno a piedi, sfido chiunque a non aver superato almeno una volta il limite di velocità indicato sui cartelli stradali.

  3. Cerco di essere sempre molto attento a non superare la soglia di tolleranza, anzi sto molto attento ai limiti imposti anche perché mi sono appena preso la patente e non vorrei proprio che arrivi una multa a casa e la mia famiglia mi tolga l’auto proprio ora che posso iniziare a spostarmi da solo e senza dipendere dai miei genitori

  4. Si vabbè, autovelox segnalati e multe stradali. Gli automobilisti più esperti hanno metodi infallibili per aggirare queste apparecchiature. Esistono siti, applicazioni sul cellulare e gruppi in cui ci sono scambi di informazioni sulla presenza di autovelox e ovviamente chi deve percorrere una strada sa dove si trovano e rallenta in prossimità di questi strumenti per poi riprendere la solita velocità.

  5. Una volta a mio fratello è arrivata una bella multa a casa. Non immaginate la furia dei miei genitori, anche perché se l’è presa in un posto lontano da casa ad un orario in cui sarebbe dovuto essere già a letto. Lui dormiva fuori a casa di amici e aveva detto ai miei che non avrebbe fatto la mattinata, invece era andato in discoteca ed era tornato all’alba beccandosi questa bella multa. I miei lo hanno messo in punizione e gli hanno tolto l’auto per una settimana in piena estate. Immaginate il suo sconforto. da lì, non ha più fatto sgarri

  6. Il mio ex marito era andato fuori per lavoro. Quella bella multa gli è costata l’addebito della separazione. Il furbetto era andato a farsi un bel giretto in una località completamente diversa da quella di cui mi aveva parlato. Altro che impegni lavorativi fuori città. Il grande genio era andato a farsi il fine settimana con la sua nuova e attuale compagna.

  7. Buongiorno, potreste dirmi come posso farmi annullare la multa fatta da un autovelox? A mio parere ho ragione io e vorrei contestarla. Aspetto da voi maggiori chiarimenti a riguardo. Nel sito, trovo spesso le risposte alle mie domande e vorrei risolvere subito questo problema perché il pensiero di questa multa mi assilla e sinceramente non vorrei spendere in questo periodo dei soldi per qualcosa che a mio parere è ingiusto.

    1. I criteri di omologazione, taratura e funzionamento necessari perché l’apparecchio sia a norma; gli elementi da riportare nel verbale di contravvenzione e come contestarli.Il verbale di contravvenzione per eccesso di velocità rilevato con l’autovelox deve contenere una serie di elementi. Alcuni sono indispensabili e se mancano diventa possibile annullare la multa ricevuta, impugnandola e salvando anche i punti decurtati sulla patente di guida.Adesso, ad aiutare gli automobilisti arrivano tre nuovissime sentenze della Corte di Cassazione, tutte depositate oggi, che esaminano i problemi più frequenti e stabiliscono i criteri per valutare se l’autovelox è a norma oppure no dal punto di vista tecnico e secondo l’aspetto regolamentare ed anche se il verbale di accertamento della violazione è stato redatto correttamente, con tutte le indicazioni necessarie.Innanzitutto, l’apparecchio autovelox deve essere omologato e tarato periodicamente ma se queste operazioni vengono contestate sta al Comune provare il corretto funzionamento dell’impianto. L’obbligo di taratura periodica non può essere surrogato dalla generica dicitura, riportata nel verbale, secondo cui l’apparecchiatura di rilevazione è stata «debitamente omologata e revisionata» ma deve indicare le precise modalità di effettuazione di queste verifiche.C’è anche un altro caso esaminato dai giudici di legittimità che può comportare l’annullamento della multa e della decurtazione dei punti sulla patente: si tratta del segnale di preavviso, il cartello che preannuncia agli automobilisti il posizionamento dell’apparecchio autovelox per il rilevamento della velocità. In questi casi, a differenza del sistema tutor, non c’è una distanza minima obbligatoria da rispettare, anche se a norma del Codice della strada le postazioni di controllo sulla rete stradale devono essere «preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi», ricorda la Cassazione.
      Per maggiori informazioni leggi i nostri articoli:
      -Autovelox, ecco quando è possibile non pagare la multa https://www.laleggepertutti.it/289820_autovelox-ecco-quando-e-possibile-non-pagare-la-multa
      -Autovelox: come annullare la multa https://www.laleggepertutti.it/409583_autovelox-come-annullare-la-multa

    2. Nell’articolo viene menzionato il tutor che, com’è noto rileva la velocità media in un determinato tratto di strada: in questo caso non può essere applicato il comune indice di tolleranza strumentale, pari al 5% (previsto dal D.M. 29/10/97, in relazione ai “comuni autovelox fissi o mobili”), ma devono essere necessariamente applicati i diversi indici di tolleranza del 5%, 10% o 15% (disposti dal comma 3 dell’art. 345 delle disp. di att.ne del codice della strada, in relazione agli strumenti di misurazione della velocità media) a seconda che la velocità dedotta risulti, rispettivamente, inferiore a 70 km/ora, ovvero pari a 70 km/ora ed inferiore a 130 km/ora, ovvero pari o superiore a 130 km/ora».

  8. Nell’articolo viene menzionato il tutor che, com’è noto rileva la velocità media in un determinato tratto di strada: in questo caso non può essere applicato il comune indice di tolleranza strumentale, pari al 5% (previsto dal D.M. 29/10/97, in relazione ai “comuni autovelox fissi o mobili”), ma devono essere necessariamente applicati i diversi indici di tolleranza del 5%, 10% o 15% (disposti dal comma 3 dell’art. 345 delle disp. di att.ne del codice della strada, in relazione agli strumenti di misurazione della velocità media) a seconda che la velocità dedotta risulti, rispettivamente, inferiore a 70 km/ora, ovvero pari a 70 km/ora ed inferiore a 130 km/ora, ovvero pari o superiore a 130 km/ora».

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube