Fondo perduto: dove si ottiene più facilmente

29 Giugno 2020 | Autore:
Fondo perduto: dove si ottiene più facilmente

Accesso semplificato al contributo per chi aveva domicilio fiscale o sede operativa in un Comune dove c’era lo stato di emergenza per calamità al 31 gennaio.

Chi ha il domicilio fiscale o la sede operativa della propria attività in un Comune in stato di emergenza per prima dell’arrivo del coronavirus, quindi al 31 gennaio 2020, può beneficiare di una corsia preferenziale per ottenere il contributo a fondo perduto introdotto dal decreto Rilancio. Lo ha spiegato l’Agenzia delle Entrate.

Normalmente, per accedere al finanziamento è necessario dimostrare di avere avuto una diminuzione del fatturato di almeno un terzo (del 33,34% per la precisione) nel periodo compreso tra aprile del 2019 ed aprile del 2020. Tuttavia, tra le eccezioni contenute nella norma, c’è quella che riguarda professionisti o imprenditori che hanno la loro sede operativa o il domicilio fiscale in un Comune che si trovava in stato di emergenza per eventi calamitosi (un’alluvione, un terremoto, ecc.) prima che venisse dichiarato lo stato di emergenza per il Covid-19, quindi al 31 gennaio scorso. In pratica, a loro spetta il contributo in ogni caso se:

  • non c’è calo di fatturato, nella misura minima;
  • diminuisce il fatturato, anche in misura inferiore al 33,34%, applicando alla riduzione le percentuali previste dalla norma (20%, 15%, 10%), ferma restando la misura minima qualora superiore.

Prendendo alla lettera quanto disposto nella circolare delle Entrate, cioè il fatto che questi soggetti debbano avere il domicilio fiscale o la sede operativa nei Comuni ancora in stato di emergenza al 31 gennaio 2020, si può dedurre che hanno diritto al contributo alle stesse condizioni coloro che abbiano domicilio o sede in tali Comuni dopo la calamità per cui è stata dichiarata l’emergenza. Tuttavia, il testo richiede che domicilio e sede debbano trovarsi nei Comuni colpiti da calamità «a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso». Il che sembra ammettere a questa corsia preferenziale solo chi risulta basato nei Comuni interessati al momento dell’evento, oltre che alla data di presentazione della domanda.

Per quanto riguarda gli episodi calamitosi che danno diritto alla semplificazione del contributo, si parla essenzialmente gli eventi calamitosi di carattere sismico, tra cui il terremoto che ha colpito nel 2016 le Regioni del Centro Italia (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria), oppure quello che ha interessato diversi Comuni siciliani ai piedi dell’Etna a fine 2018, ma anche del crollo del Ponte Morandi di Genova. L’elenco degli stati di emergenza dichiarati a tali fini è rinvenibile sul sito internet della Protezione Civile, alla sezione «Emergenze per il rischio meteo-idro». Ad esempio, ci sono gli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a luglio 2019 nelle Province di Arezzo e Siena, ma anche in quelle di Brescia, Lecco e Sondrio, così come gli eventi che hanno colpito diverse zone dall’Emilia Romagna a maggio 2019.

Ad ogni modo, la lista dei Comuni colpiti da calamità deve fare riferimento alle ordinanze dei commissari delegati, e non ai Dpcm che proclamano lo stato d’emergenza.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube