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Ecobonus, il consiglio per evitare trappole

29 Giugno 2020
Ecobonus, il consiglio per evitare trappole

Il Sicet, sindacato inquilini della Cisl, invita a diffidare dei pacchetti chiavi in mano.

Ristrutturare casa praticamente gratis: il sogno di chiunque. Con l’ecobonus si può ottenere un credito d’imposta pari al 110% del valore degli interventi di riqualificazione energetica e adeguamento sismico, con possibilità di cedere tale credito alla ditta che ha eseguito i lavori. Vi abbiamo spiegato in precedenza come fare domanda (leggi l’articolo “Superbonus del 110%: via alle domande“). La misura riguarda le spese sostenute dal primo luglio al 31 dicembre 2021. Il Sicet, sindacato inquilini della Cisl, invita a tenere gli occhi aperti per evitare raggiri, come evidenzia una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos.

I rischi

La possibilità, infatti, è quella di aprire il varco alle scorribande degli speculatori, sempre in agguato quando c’è da fare soldi facili e approfittare delle difficoltà economiche di molte famiglie. Il mantra che ha accompagnato l’Ecobonus è stato proprio quello di promettere ristrutturazioni a costo zero. Il che, per i sindacalisti, è un messaggio sbagliato. «Sta generando nei cittadini un’idea distorta del provvedimento – spiega il segretario generale del Sicet Nino Falotico – poiché rischia di mettere in moto comportamenti azzardati e speculativi e in taluni casi dare lo spunto a delle vere e proprie truffe organizzate».

«Il pericolo – avverte Falotico – è che si presentino sedicenti società di consulenza con pacchetti chiavi in mano e propri tecnici per la progettazione e la valutazione degli interventi dove non è chiaro il discrimine tra controllore e controllato. Si comprenderà che, se consideriamo l’anzianità media del nostro patrimonio abitativo, la possibilità che viene adombrata di ristrutturare case e interi condomini a costo praticamente zero suona molto allettante».

Come evitare problemi

«Il nostro primo consiglio – continua Nino Falotico – è di diffidare delle soluzioni chiavi in mano proposte da grandi ditte e società immobiliari perché il rischio in un secondo momento è che siano i condomini committenti a dover rimborsare lo Stato per crediti riscossi non dovuti e con tanto di interessi».

L’altro consiglio riguarda l’iter dei lavori: «Il tecnico che dovrà progettare e seguire i lavori è preferibile sia nominato direttamente dal condominio – prosegue il sindacalista – in modo da assicurare la terzietà e la corretta esecuzione tecnica e amministrativa degli interventi. Questo ci consentirebbe di metterci al riparo dalle speculazioni mascherate da proposte troppo allettanti per essere vere».



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