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Cos’è la ricongiunzione dei contributi

25 Agosto 2020 | Autore:
Cos’è la ricongiunzione dei contributi

Lavoratori che possiedono versamenti accreditati in gestioni previdenziali diverse: come funziona la riunione dei contributi in un’unica cassa.

Ad oggi, è veramente difficile che un lavoratore abbia una carriera continuativa, con versamenti di contribuzione presso un’unica gestione di previdenza. Con l’attuale crisi del mercato dell’impiego, difatti, capita spesso che il lavoratore possieda, oltreché periodi scoperti da contribuzione, versamenti accreditati in casse diverse, ad esempio nel fondo pensione lavoratori dipendenti e presso la gestione separata dell’Inps, oppure presso le gestioni speciali dei lavoratori autonomi. C’è, difatti, chi passa da un lavoro subordinato, a una collaborazione, a un lavoro autonomo con partita Iva.

Ma come riunire tutti i contributi accreditati presso gestioni diverse ai fini della pensione? Ci sono varie modalità per riunire i contributi: la totalizzazione, il cumulo, il computo e la ricongiunzione.

Che cos’è la ricongiunzione? La ricongiunzione è uno strumento che consente di riunire tutti i contributi accreditati presso casse diverse verso un unico fondo. La ricongiunzione si distingue dal cumulo e dalla totalizzazione: questi due ultimi strumenti consentono di conteggiare unitariamente i contributi versati in casse diverse ai fini del diritto alla pensione, ma non li riuniscono presso un’unica cassa: ogni fondo di previdenza liquida difatti la propria quota di pensione.

Mentre cumulo e totalizzazione sono gratuiti, la ricongiunzione solitamente può essere perfezionata a titolo oneroso, cioè pagando un onere, un costo. Cerchiamo allora di capire, nel dettaglio, come funziona.

Come funziona la ricongiunzione?

La ricongiunzione consente di trasferire i contributi del lavoratore, accreditati presso gestioni diverse, in un’unica gestione di previdenza. Le gestioni coinvolte nel trasferimento devono versare alla gestione di destinazione i contributi, rivalutati al tasso composito del 4,5% annuo.

Il lavoratore, per beneficiare del trasferimento dei contributi presso la gestione di destinazione, versa un onere alla gestione stessa, onere dal quale viene sottratto il valore dei contributi trasferiti rivalutati. Osserviamo ora nel dettaglio come si calcola l’onere di ricongiunzione.

Come si calcola il costo della ricongiunzione?

Presso la generalità delle gestioni di previdenza amministrate dall’Inps, l’onere di ricongiunzione si calcola col sistema:

  • della riserva matematica, se i periodi da ricongiungere sono valutati attraverso il sistema di calcolo retributivo;
  • del calcolo percentuale, se i periodi da ricongiungere sono valutati attraverso il sistema di calcolo contributivo.

Ricordiamo che presso le gestioni Inps, la pensione si calcola col sistema:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede almeno 18 anni di versamenti al 31 dicembre 1995; qui trovi la “Guida al calcolo retributivo“;
  • retributivo si va al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di versamenti al 31 dicembre 1995; si tratta del cosiddetto calcolo misto;
  • contributivo per chi non possiede versamenti alla data del 31 dicembre 1995.

Qui trovi la “Guida al calcolo contributivo“.

Come funziona il calcolo della ricongiunzione con la riserva matematica?

Se devono essere riuniti dei contributi che riguardano periodi da valutare con il calcolo retributivo, il costo della ricongiunzione si valuta col sistema della riserva matematica. Ecco come funziona:

  • si effettua il calcolo della pensione, alla data della domanda di ricongiunzione, considerando i contributi da accreditare;
  • si effettua un secondo calcolo della pensione, ugualmente alla data della domanda di ricongiunzione, senza considerare i contributi da accreditare;
  • si esegue la differenza tra i due calcoli;
  • la differenza si moltiplica per un coefficiente, detto di riserva matematica, che cambia in base alla categoria di appartenenza del lavoratore (autonomo, subordinato, maschio, femmina, invalido…), all’età ed agli anni di contribuzione complessivamente posseduti, considerando anche le annualità da ricongiungere;
  • dal risultato di quest’ultima operazione si sottraggono i contributi trasferiti dalle altre gestioni, rivalutati al tasso composito del 4,5% annuo.

Si ottiene così l’onere di ricongiunzione, che può essere saldato in un’unica soluzione oppure rateizzato.

Se i contributi risultano più elevati rispetto alla riserva matematica, cioè all’onere determinato in base ai passaggi illustrati, il lavoratore non deve pagare alcun costo, ma non può beneficiare di un credito.

Come funziona il calcolo della ricongiunzione con sistema percentuale?

L’onere della ricongiunzione viene calcolato attraverso il sistema percentuale se i periodi da ricongiungere sono da valutare attraverso il sistema contributivo.

Il calcolo percentuale funziona in questo modo:

  • si prende la retribuzione o il reddito imponibile previdenziale degli ultimi 12 mesi contribuiti (per i lavoratori dipendenti, ad esempio, l’imponibile previdenziale solitamente coincide con lo stipendio lordo), precedenti al momento della domanda di ricongiunzione;
  • si applica l’aliquota di computo vigente presso la gestione; l’aliquota di computo è un valore, espresso in percentuale, diverso in base alla gestione previdenziale ed alla categoria di appartenenza, da applicare all’imponibile previdenziale per determinare i contributi che vengono poi accantonati per la pensione nell’estratto conto contributivo; ad esempio, se lo stipendio imponibile annuo è pari a 16mila euro e l’aliquota di computo al 33%, i contributi annui da accantonare sono pari a 5.280 euro (16.000 x 33%);
  • il risultato dell’applicazione dell’aliquota di computo all’imponibile previdenziale deve essere poi moltiplicato per il numero di anni da ricongiungere ed eventualmente rapportato a mese, o a settimana, se i periodi da ricongiungere non corrispondono ad un’annualità intera;
  • da questo risultato si deve poi sottrarre l’importo dei contributi da trasferire, maggiorati del tasso composito del 4,5% annuo.

Si ottiene così l’onere calcolato col sistema percentuale. Il valore corrispondente al risultato del calcolo, al lordo dei contributi trasferiti, viene trasferito e accreditato sul conto previdenziale del lavoratore ed entra a far parte del montante contributivo (cioè della somma dei contributi, che saranno trasformati in pensione attraverso l’applicazione di un coefficiente di trasformazione).

Ma vediamo subito un esempio per capire meglio.

Lucio vuole ricongiungere un anno di contribuzione versato presso una cassa professionale al fondo pensione lavoratori dipendenti, in quanto attualmente è un lavoratore subordinato. Lo stipendio lordo, cioè l’imponibile previdenziale degli ultimi 12 mesi è pari a 20.000 euro, mentre l’aliquota vigente presso il fondo pensioni lavoratori dipendenti e del 33%. I contributi da trasferire sono pari a 3000 euro, già maggiorati dal tasso composito del 4,5%. Ecco l’operazione che deve effettuare per determinare l’onere di ricongiunzione con sistema percentuale: 20.000 × 33% x 1 (in quanto l’annualità da ricongiungere e una soltanto), -3000. L’onere di ricongiunzione e dunque pari a 3600 euro.

Si può chiedere la ricongiunzione dei contributi presso la gestione separata?

L’Inps, attualmente, non dà la possibilità di effettuare la ricongiunzione da o verso la gestione separata. Verso la gestione è unicamente possibile effettuare il computo, ossia far confluire tutti i contributi versati presso le altre casse sottoponendoli al ricalcolo contributivo, senza oneri. Bisogna però rispondere a particolari requisiti per beneficiare del computo.

Una recente sentenza, tra l’altro, prevede la possibilità di ricongiunzione tra la gestione separata e le casse professionali, ma allo stato attuale non è stata ancora recepita dall’Inps. Ne abbiamo parlato in: “Ricongiunzione gestione separata“.

Ricongiunzione gratuita o per cassa

Presso la generalità delle casse professionali private, come l’Enpap (la gestione previdenziale degli psicologi), la ricongiunzione avviene gratuitamente e funziona in questo modo:

  • i contributi versati in diverse gestioni vengono spostati presso l’ente di previdenza di destinazione;
  • quanto versato in altri enti (ad esempio Inps) viene rivalutato, trasferito e accreditato sul conto previdenziale del lavoratore ed entra a far parte del montante contributivo; in pratica, gli enti di previdenza devono conferire i contributi del lavoratore, aggiungendovi una maggiorazione del 4,5% annuo;
  • gli importi vengono accreditati sulla posizione del lavoratore senza nessun onere aggiuntivo e nel rispetto del “principio di cassa”: formano cioè il montante contributivo a partire dall’anno di incasso delle stesse somme, indipendentemente dal fatto che i contributi siano riferiti ad altre annualità.


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