Diritto e Fisco | Articoli

Fare una proposta indecente è reato?

30 Giugno 2020 | Autore:
Fare una proposta indecente è reato?

Denaro in cambio di sesso: quando è reato? Offrire dei soldi per avere una prestazione sessuale è un delitto?

Un affascinante miliardario offre a un uomo un milione di dollari chiedendo in cambio di passare una notte d’amore con la sua giovane moglie. Sicuramente questo breve racconto ti ricorderà qualcosa: si tratta della trama del celebre film “Proposta indecente”. Ti sei mai chiesto se questo tipo di offerta può costituire un reato? Cosa accadrebbe se venisse fatta a un minorenne? In poche parole: fare una proposta indecente è reato?

Pe rispondere a questa domanda dobbiamo necessariamente capire cosa dice la legge italiana a proposito della prostituzione. È legale prostituirsi in Italia? Cosa sono lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione? La prostituzione minorile costituisce reato? Cos’è l’adescamento di minorenni? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme se è reato offrire soldi in cambio di una prestazione sessuale.

Prostituzione: è legale?

In Italia, la prostituzione è legale: chiunque può vendere il proprio corpo in cambio di danaro. In un caso del genere, non risponde di alcun reato né la persona che si prostituisce né colui che paga la prestazione.

Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione

Costituiscono, invece, reato lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione:

  • per sfruttamento della prostituzione deve intendersi la condotta di chi trae profitto dalla prostituzione altrui. Lo sfruttatore, detto altrimenti, deve arricchirsi grazie alla prestazione sessuale di un’altra persona;
  • per favoreggiamento della prostituzione si intende la condotta di chi, in qualsiasi modo, favorisce la prostituzione, non necessariamente traendone un profitto: semplicemente, semplifica il lavoro di colui che si prostituisce.

Prostituzione minorile: è reato?

La prostituzione minorile costituisce sempre reato. Per la precisione, la legge [1] punisce con la reclusione chiunque:

  • recluta o induce alla prostituzione una persona minore di diciotto anni;
  • favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona minorenne, ovvero altrimenti ne trae profitto;
  • compie atti sessuali con un minorenne in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità, anche solo promessi.

Dunque, mentre per la prostituzione di maggiorenni non c’è alcun reato per colui che paga la prestazione sessuale, nell’ipotesi di minorenni si rischia il carcere, anche se i soldi sono stati solamente promessi e poi non dati.

Proposta indecente a un maggiorenne: è reato?

La proposta indecente fatta a una persona maggiorenne non costituisce reato.

A prima vista, si potrebbe pensare che l’offerta di denaro in cambio di un rapporto sessuale possa rientrare nell’ambito del reato di favoreggiamento della prostituzione.

In realtà, come ha spiegato la Corte di Cassazione [2], il reato di favoreggiamento della prostituzione consiste in quella particolare attività di persuasione ad intraprendere il meretricio, che non può però configurarsi con la semplice promessa di denaro, ma deve essere accompagnata da ulteriori atti idonei a suscitare o rafforzare l’altrui proposito di avviarsi alla prostituzione (ad esempio fornire un alloggio per ricevere i clienti).

Inoltre, la Cassazione ha chiarito che per rispondere del reato di favoreggiamento o induzione alla prostituzione è necessario che il colpevole sia un soggetto terzo rispetto alle parti coinvolte nella prestazione sessuale.

Dunque, colui che fa una proposta indecente a un maggiorenne non risponde di alcun reato.

Proposta indecente a minorenne: è reato?

Le cose sono diverse nel caso in cui la proposta indecente sia rivolta a un minorenne.

Secondo la Corte di Cassazione [3], è configurabile il tentativo di induzione alla prostituzione nella condotta di chi, dopo aver intrattenuto telematicamente conversazioni con soggetti minorenni aventi ad oggetto prestazioni sessuali dietro corrispettivo in denaro, pianifichi i successivi incontri, poi non avvenuti.

Sempre secondo i giudici, infatti, il reato si consuma al momento del compimento dell’atto sessuale in cambio di un corrispettivo, ma prima di allora, in presenza del compimento di atti idonei ed univoci, ben può configurarsi il delitto tentato.

La proposta indecente fatta a un minorenne può inoltre integrare il reato di adescamento di minorenni: secondo la legge [4], chiunque, allo scopo di compiere (tra le altre cose) atti sessuali, adesca un minore di anni sedici, è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con la reclusione da uno a tre anni.

Per adescamento si intende qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione.

Dunque, la proposta indecente (non accettata) fatta a un minorenne può integrare gli estremi del tentativo di prostituzione minorile ovvero dell’adescamento di minori.


note

[1] Art. 600-bis cod. pen.

[2] Cass., sez. Un., sent. n. 16207/2013.

[3] Cass., sent. n. 4967/2011.

[4] Art. 609-undecies, cod. pen.

Autore immagine: Depositphotos.com


1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube