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Tutto quello che si potrebbe fare con i soldi del Mes

29 Giugno 2020
Tutto quello che si potrebbe fare con i soldi del Mes

Risorse vincolate alla spesa sanitaria. E questo lo sapevamo. Ma come spendere il denaro proveniente dal Fondo salva-Stati? Qualche idea da Nicola Zingaretti.

Una pioggia di fondi da destinare alla sanità. Perché se c’è stato qualcosa che ci ha salvato, rivelandosi determinante in questa crisi scatenata dalla pandemia di Coronavirus, è stato proprio la tenuta del nostro sistema sanitario. E il Mes, data la situazione, sarebbe come una boccata d’ossigeno. È il cuore dell’intervento di stamattina del segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti dalle colonne del Corriere della Sera.

L’appello agli alleati 

Zingaretti, in una lettera al quotidiano milanese, mette in lista i dieci motivi per i quali è necessario smetterla di prendere tempo e dire sì ai fondi che arriverebbero grazie al Meccanismo europeo di stabilità, anche detto Fondo salva-Stati, istituito nel 2012. Si tratta di 36 miliardi di euro che l’Italia riceverebbe per spese sanitarie. Un’occasione da cogliere al volo per il leader del Pd, secondo il quale «è evidente la necessità di promuovere il potenziamento e l’ammodernamento del nostro sistema sanitario», specie dopo l’enorme sforzo che l’Italia ha dovuto sostenere per fronteggiare il Covid.

Zingaretti ritiene che «il Mes, criticato da molti, ora non sia più lo stesso sistema del passato». E agli alleati di governo lancia un messaggio chiaro: «Io credo che non possiamo permetterci ancora di tergiversare. La danza immobile delle parole, slogan, furbizie lasciamoli alle destre. Noi, anche nel nostro partito dedichiamoci a dare risposte alle persone e ricostruire l’Italia uniti».

Le ragioni del sì, secondo Zingaretti

Per Zingaretti serve una visione nuova sulla sanità, da tradurre in idee e investimenti. Quello di spendere i soldi nel sistema sanitario è l’unico vincolo preliminare per accedere alle risorse. Ma, concretamente, cosa si potrebbe fare con questi soldi? Molti, per Zingaretti; nello specifico:

  • investire in ricerca e ammodernamento del Servizio sanitario nazionale;
  • procedere a una digitalizzazione che non può più attendere (basti pensare all’utilità della telemedicina);
  • valorizzare la medicina territoriale e di prossimità;
  • rafforzare la medicina di base;
  • rivedere il sistema delle residenze sanitarie assistite, nell’ambito di un riassetto delle cure ad anziani e malati cronici;
  • modernizzazione degli ospedali;
  • nuove assunzioni di personale;
  • aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza;
  • più borse di studio;
  • più posti per gli specializzandi.

Breve riassunto sul Mes

Nei giorni scorsi, sempre il CorSera aveva dedicato al Mes un approfondimento a cura di Federico Fubini che spiegava quali sono le condizioni per accedervi. «Il tasso d’interesse sarebbe negativo (l’Italia dovrebbe rimborsare meno di quanto ha preso in prestito) nel caso di una scadenza a sette anni – spiega Fubini – e praticamente zero (0,08%) nel caso di una scadenza a dieci anni. Un prestito a dieci anni del Mes, ai rendimenti attuali dei titoli di Stato, farebbe dunque risparmiare all’Italia 4,8 miliardi rispetto a un prestito che l’Italia dovesse cercare sul mercato collocando titoli di Stato». L’unico vincolo preliminare, come abbiamo già detto, è quello di spendere i soldi in ambito sanitario.

Quando Zingaretti dice che non è più lo strumento che abbiamo conosciuto in passato, si riferisce al fatto che il Mes, in questa nuova versione approntata per la pandemia, non prevede la stessa sorveglianza rafforzata che ha caratterizzato, ad esempio, gli aiuti alla Grecia durante la crisi economica. Destre (Berlusconi a parte) e Movimento 5 Stelle, però, si oppongono a questo strumento. Le ragioni grilline sono enunciate in un post del blog delle stelle. Tra queste, il Fondo «implica una cessione di sovranità e ipoteca il futuro dei cittadini; non ha nessun beneficio reale per i conti pubblici; non ha nulla a che fare con la solidarietà europea perché non prevede trasferimenti ma prestiti, cioè di fatto debiti che si aggiungono a quelli già in essere e che vanno ripagati con tagli ai diritti dei cittadini».



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