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Sintomi blocco renale

8 Settembre 2020 | Autore:
Sintomi blocco renale

Cosa succede quando i reni non funzionano più come dovrebbero? La differenza tra insufficienza renale acuta e insufficienza renale cronica. I sintomi, le cause, la diagnosi, la terapia e la prevenzione. Le pronunce giurisprudenziali.

Tuo zio ti ha confessato di aver ricevuto una diagnosi di blocco renale. I suoi reni non funzionano più come prima. Questa condizione gli ha portato numerosi fastidi come: affaticamento; mal di testa; confusione mentale; ipertensione; nausea e perdita di peso; sangue nelle feci e nelle urine; gambe e caviglie gonfie e stanche a causa della ritenzione idrica.

Ma a cosa servono i reni e cosa succede se non funzionano correttamente? Pur non avendo studiato anatomia all’università, sicuramente saprai che i reni svolgono un’importante funzione di depurazione e di regolazione della quantità dell’acqua e dei sali presenti nel nostro organismo. Il compito principale dei reni consiste nel filtrare il sangue in modo che i prodotti di scarto del metabolismo e i liquidi in eccesso possano essere eliminati dal corpo con l’urina. Se i reni non funzionano come dovrebbero, allora le sostanze di scarto si accumulano nel sangue e causano uno stato di intossicazione e di squilibrio da cui possono derivare gravi problemi di salute. In tal caso, si parla di insufficienza renale, una condizione che si distingue in acuta o cronica. Che differenza c’è tra le due tipologie?

L’insufficienza renale acuta (meglio conosciuta come blocco renale) comporta una perdita rapida della capacità dei reni di funzionare correttamente a causa della presenza di alcuni fattori temporanei. Tuttavia, se viene trattata immediatamente, è possibile guarire.

L’insufficienza renale cronica (IRC), invece, progredisce lentamente e provoca l’insorgenza di danni permanenti. Se la diagnosi avviene nelle fasi iniziali, l’adozione di una terapia efficace può rallentare o, addirittura, prevenire il peggioramento della patologia. Negli stadi più avanzati, invece, occorre intervenire chirurgicamente attraverso il trapianto di rene oppure, qualora l’intervento non sia possibile o richieda dei periodi di attesa, si procede con l’emodialisi.

Ma quali sono i sintomi del blocco renale? Quali sono i campanelli d’allarme dell’insufficienza renale cronica? Quali sono le cause? Nel mio articolo cercherò di rispondere a queste e a tante altre domande sull’argomento. Dopodiché, ti parlerò di due interessanti pronunce giurisprudenziali.

Cos’è l’insufficienza renale acuta?

L’insufficienza renale acuta è una condizione che nell’arco di pochissimo tempo (può trattarsi di giorni o anche di ore) causa un rapido deterioramento dei reni. Dunque, si parla di un blocco della funzione renale, in quanto i reni non sono più in grado di svolgere l’azione di regolazione dell’equilibrio idrico e salino, non riescono ad eliminare tossine e acidi dall’organismo o a produrre ormoni fondamentali per la produzione dei globuli rossi.

I sintomi dell’insufficienza renale acuta

In molti casi, alcune condizioni che causano l’insufficienza renale acuta, ad esempio lo scarso apporto di sangue ai reni o le patologie dell’arteria renale, non mostrano alcun sintomo.

Tuttavia, nella gran parte dei casi, i principali sintomi dell’insufficienza renale acuta (il cosiddetto blocco renale) sono i seguenti:

  • sonnolenza;
  • affaticamento;
  • confusione mentale;
  • convulsioni;
  • coma (nei casi più gravi);
  • edema polmonare;
  • anemia;
  • ipertensione;
  • nausea;
  • perdita di peso;
  • prurito;
  • urine torbide e scure;
  • sangue nelle feci e nelle urine;
  • riduzione del volume delle urine;
  • ritenzione idrica (gonfiore di gambe, caviglie o piedi).

I sintomi dell’insufficienza renale cronica

Nelle fasi iniziali, l’insufficienza renale cronica non dà segnali evidenti della sua comparsa, in quanto l’organismo riesce a compensare la perdita di funzionamento del rene. Soltanto un esame del sangue o delle urine può far emergere l’eventuale presenza di una malattia renale.

Inoltre, i sintomi dell’insufficienza renale cronica potebbero essere confusi con quelli di altre malattie e diventano riconoscibili solo dopo aver causato gravi danni alla salute. In tal caso, i segnali a cui prestare attenzione sono i seguenti:

  • affanno;
  • stanchezza;
  • malessere generale;
  • disturbi del sonno;
  • pelle secca e prurito;
  • perdita di appetito;
  • nausea e vomito;
  • difficoltà di concentrazione;
  • presenza di sangue nelle urine;
  • disfunzione erettile;
  • contratture e crampi muscolari;
  • gonfiore a piedi e caviglie.

Insufficienza renale acuta: quali sono le cause?

Le cause di insufficienza renale acuta possono essere classificate in relazione all’origine del danno renale.

In particolare, può trattarsi:

  • di un danno diretto ai reni;
  • dell’ostruzione delle vie urinarie, che non consente l’espulsione dell’urina prodotta dai reni;
  • della diminuzione dell’apporto di sangue necessario ai reni per lo svolgimento delle sue normali funzioni.

Quindi, le cause del blocco renale possono essere le seguenti:

  • emorragia;
  • insufficienza cardiaca;
  • infezioni batteriche;
  • insufficienza epatica;
  • trombosi delle vene e arterie renali;
  • calcolosi renale;
  • tumore al colon;
  • tumore alla vescica;
  • tumore della prostata;
  • tumore della cervice uterina;
  • mieloma multiplo (tumore del sangue);
  • ipertrofia prostatica benigna (ingrossamento della prostata);
  • reazioni ai farmaci che causano uno shock circolatorio;
  • malattie metaboliche come ipercalcemia e iperuricemia;
  • intossicazioni da sostanze chimiche o metalli pesanti;
  • infiammazione del rene (glomerulonefrite);
  • disturbi del sistema immunitario che provocano glomerulonefrite (lupus);
  • terapie con farmaci chemioterapici, antibiotici o anti-infiammatori.

Insufficienza renale cronica: quali sono le cause?

In genere, l’insufficienza renale cronica è la conseguenza di altre condizioni o patologie che danneggiano i reni e ne alterano il funzionamento come:

  • diabete;
  • pressione arteriosa alta;
  • rene policistico (patologia genetica che determina lo sviluppo di cisti nei reni);
  • infiammazione del rene (glomerulonefrite);
  • uso abituale di alcuni medicinali come analgesici ed antinfiammatori;
  • esposizione a sostanze tossiche;
  • insufficienza renale acuta;
  • ostruzione delle vie urinarie ripetuta o prolungata nel tempo;
  • reflusso vescico-ureterale (risalita di urina dalla vescica verso il rene).

Insufficienza renale: come avviene la diagnosi?

È importante eseguire controlli periodici del funzionamento dei reni. Basta sottoporsi a semplici esami del sangue e delle urine. Un esame di routine può essere utile per individuare la malattia nella sua fase iniziale, quando è possibile rallentarne o bloccarne lo sviluppo.

In presenza dei sintomi di cui ti ho parlato nei paragrafi precedenti, rivolgiti subito al tuo medico di fiducia.

L’insufficienza renale potrà essere diagnosticata attraverso:

  • il dosaggio della creatinina nel sangue (creatininemia);
  • l’esame delle urine;
  • il dosaggio dell’urea (azotemia) e dell’acido urico (uricemia) nel sangue.

In caso di diagnosi di insufficienza renale, è consigliabile rivolgersi ad uno specialista nefrologo che potrà analizzare le cause del danno renale e, in accordo con il tuo medico di base, potrà stabilire una cura.

Per valutare la struttura e le dimensioni dei reni e delle vie urinarie, il medico potrebbe prescrivere alcune indagini strumentali come:

  • l’ecografia;
  • la risonanza magnetica (RM);
  • la tomografia assiale computerizzata (TAC);
  • la biopsia renale.

È possibile prevenire l’insufficienza renale?

Per prevenire la malattia renale, l’Istituto superiore di sanità (Iss), sottolinea che bisogna monitorare alcuni parametri collegati alla funzionalità dei reni. Pertanto, occorre sottoporsi alla misurazione della pressione arteriosa, ad esami del sangue e delle urine per conoscere i valori di creatinina e azotemia, all’ecografia renale.

Inoltre, bisogna:

  • evitare sovrappeso e obesità;
  • praticare regolarmente attività fisica;
  • non fumare, in quanto il fumo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, condizioni associate al rischio di insorgenza di una malattia renale;
  • seguire una dieta sana e bilanciata ricca di frutta e verdura. È consigliabile limitare la quantità di sale, zucchero e grassi saturi;
  • ridurre il consumo di alcolici;
  • limitare l’uso di farmaci antidolorifici;
  • sottoporsi ai controlli periodici prescritti.

Chi soffre di alcune patologie (come il lupus eritematoso, il diabete, l’ipertensione, la calcolosi, le malattie cardiovascolari) deve tenere sotto controllo il proprio stato di salute e, laddove sia necessario, ricorrere alle cure del nefrologo e ad alcune restrizioni alimentari (ad esempio, una dieta povera di carni rosse, di grassi saturi, di sodio e di potassio).

Insufficienza renale acuta e cronica: terapia

La terapia dell’insufficienza renale acuta richiede l’identificazione della causa scatenante della parologia, in modo da poter intervenire tempestivamente per la cura dei sintomi e delle eventuali complicazioni.

A causa della sua rapida evoluzione, l’insufficienza renale acuta richiede il ricovero ospedaliero. In genere, la guarigione è completa e non comporta l’insorgenza di alcuna conseguenza. Tuttavia, talvolta, può verificarsi un danno permanente da cui deriva l’insufficienza renale cronica.

Attualmente, non esiste una terapia che possa guarire l’insufficienza renale cronica, ma attraverso un trattamento efficace è possibile rallentarne o impedirne il peggioramento.

I principali trattamenti per l’insufficienza renale cronica prevedono:

  • l’adozione di uno stile di vita sano; ciò significa che bisogna: seguire una dieta equilibrata; smettere di fumare, praticare attività fisica, perdere peso (in caso di sovrappeso oppure obesità);
  • l’evitare l’uso di antinfiammatori non steroidei (Fans);
  • l’assunzione di farmaci specifici prescritti dal medico.
  • l’emodialisi (attraverso cui si sostituiscono le funzioni che i reni non sono più in grado di espletare);
  • il trapianto di rene.

Blocco renale: giurisprudenza

Dopo averti parlato dei sintomi, delle cause, della diagnosi, della prevenzione e del trattamento del blocco renale, a seguire ti spiegherò quali sono state le decisioni della Corte dei Conti a proposito di alcuni casi relativi a questa condizione e alla possibile dipendenza dal servizio svolto.

Blocco renale: la dipendenza da causa di servizio

Nel corso della prestazione militare, un soldato di leva era stato sottoposto a fattori perfrigeranti e aveva sofferto uno screzio renale con ricorrenti episodi febbrili e disturbi vari. Da qui, era andato incontro alle infermità “nefrite emorragica con insufficienza renale, glomerulonefrosi con blocco renale” che avevano causato il decesso del soldato. Infermità di cui, secondo la Corte dei Conti [1], deve essere ammessa la riferibilità al servizio sotto il profilo della concausa efficiente e determinante.

Blocco renale: negazione della dipendenza dal servizio 

In un altro caso analizzato dalla Corte dei Conti [2], è stata negata la dipendenza dal servizio di insegnante dell’infermità “epatite con insufficienza renale”. Come mai? La Corte ha stabilito che, nelle mansioni professionali concretamente svolte, non sono ravvisabili fattori di rischio specifico.


note

[1] Corte Conti (Abruzzo) sez. reg. giurisd. n.354 del 13.05.1999.

[2] Corte Conti (Umbria) sez. reg. giurisd. n.225 del 06.05.2002.


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