Salute e benessere | Articoli

Sintomi colite 

12 Settembre 2020 | Autore:
Sintomi colite 

Segnali, cause, diagnosi, terapia e prevenzione dell’infiammazione della parete intestinale. Le ultime pronunce del Tar di Bari e della Corte dei Conti.

Tuo figlio ti ha confidato di avere alcuni disturbi. Ultimamente, corre spesso in bagno nel cuore della notte, ha riscontrato la presenza di sangue nelle feci, ha continui dolori e crampi addominali. In più, ha perso l’appetito (eppure, è sempre stato una «buona forchetta»). In effetti, negli ultimi tempi, hai notato la perdita di qualche chilo. Lo vedi decisamente spossato e dimagrito. Sei preoccupato per le sue condizioni di salute. Visto che in passato nella vostra famiglia anche un altro parente ha riscontrato gli stessi fastidi, supponi che possa trattarsi dei sintomi della colite ulcerosa, ma non essendo un dottore, non puoi mica improvvisare una diagnosi, così decidi di accompagnare tuo figlio dal medico curante affinché possa esaminare questi segnali e valutare il suo stato di salute. Con molta probabilità, il sanitario potrà richiedere ulteriori accertamenti, per poi diagnosticare una malattia infiammatoria cronica dell’intestino (appunto la colite ulcerosa).

Ma cos’è la colite ulcerosa? Si tratta di un’infiammazione della parete intestinale che si sviluppa a partire dal retto (l’ultimo tratto dell’intestino), con la presenza di ulcere superficiali. L’infiammazione può estendersi nel tempo fino alla porzione iniziale del colon.

La colite ulcerosa può provocare afte nella bocca, gonfiore alle articolazioni e infiammazione cutanea. Nel tempo, può favorire l’aumento del rischio del cancro colorettale, ma le attuali strategie di trattamento mirano ad evitare la comparsa di complicazioni di questo tipo.

La colite ulcerosa può manifestarsi a tutte le età. Solitamente, compare nei giovani con un’età inferiore ai 30 anni o negli adulti con un’età superiore ai 60 anni. Tuttavia, negli ultimi anni, questa infiammazione sta colpendo sempre più bambini e adolescenti. Quando la colite ulcerosa compare nei bambini, può incidere sul loro processo di crescita.

Ma quali sono le cause dell’insorgenza di questa condizione? Si può prevenire? Prosegui nella lettura del mio articolo, per maggiori informazioni sull’argomento e per sapere quali sono i sintomi, le cause, le terapie e le strategie di prevenzione per la colite ulcerosa. Dopodiché, ti spiegherò quali sono state le ultime decisioni del Tar di Bari e della Corte dei Conti a proposito di due pazienti affetti da colite ulcerosa e dalla possibile dipendenza di questa infiammazione dalla causa di servizio.

Cos’è la colite?

La colite è un’infiammazione del rivestimento interno del colon. Esistono numerose tipologie di colite, classificate a seconda delle cause che ne determinano la comparsa.

I due tipi più comuni sono:

  • la colite ulcerosa: si tratta di un’infiammazione cronica intestinale che colpisce gli strati più superficiali del lume intestinale, ma non si estende a quelli sottostanti;
  • il morbo di Crohn: si tratta di un’infiammazione cronica intestinale che colpisce tutto il tratto gastrointestinale.

Quante persone sono colpite in Italia dalla colite ulcerosa e dal morbo di Crohn? L’Istituto superiore di sanità (Iss) precisa che non si hanno informazioni ufficiali sulla diffusione di queste infiammazioni, ma si presume che siano oltre 100mila le persone ad esserne colpite in Italia.

Quali sono i sintomi della colite ulcerosa?

A seconda della gravità dell’infiammazione e della parte di colon colpito, i sintomi della colite ulcerosa possono variare di tipologia e di intensità.

I tipici campanelli d’allarme che consentono di riconoscere la comparsa della colite ulcerosa possono essere i seguenti:

  • diarrea cronica (della durata di almeno 4 settimane);
  • diarrea notturna;
  • sanguinamento dal retto;
  • presenza di sangue e muco nelle feci;
  • perdita di peso;
  • perdita di appetito;
  • dolori e crampi addominali;
  • febbre;
  • stanchezza;
  • infiammazione del retto (proctite ulcerosa);
  • urgenza di evacuazione e sensazione di incompleta evacuazione (tenesmo rettale);
  • rallentamento del processo di crescita nei bambini.

La colite ulcerosa non deve essere confusa con la più comune sindrome dell’intestino irritabile che provoca sintomi come diarrea, stitichezza, dolori addominali; segnali che, però, non sono associati alla presenza di un’infiammazione.

Quali sono le cause della colite?

Attualmente, le cause della colite ulcerosa non sono ancora del tutto chiare. Le conoscenze a disposizione della comunità scientifica fanno pensare che l’infiammazione si sviluppi a seguito di una stimolazione impropria del sistema immunitario determinata da fattori ambientali (compresa la dieta) che agiscono sul microbiota di persone geneticamente predisposte.

I principali fattori di rischio della colite ulcerosa sono:

  • la predisposizione familiare allo sviluppo della malattia (i cosiddetti fattori genetici);
  • l’età: in genere, la patologia si manifesta prima dei trent’anni, ma talvolta può comparire anche dopo i 60 anni;
  • il malfunzionamento del sistema immunitario (fattori immunologici);
  • la composizione della flora batterica e la riduzione del numero dei microrganismi che proteggono l’intestino (fattori ambientali).

Come avviene la diagnosi di colite?

La diagnosi precoce di colite ulcerosa consente di intervenire prontamente attraverso l’adozione di cure adeguate e permette di evitare lo sviluppo di complicazioni irreversibili.

Per diagnosticare la colite ulcerosa, il medico procederà alla combinazione dei dati clinici, di analisi istologiche, di esami radiologici, di indagini endoscopiche. Inoltre, provvederà ad un’attenta valutazione della storia clinica del paziente.

Per la diagnosi della colite ulcerosa bisogna sottoporsi ad una serie di esami tra cui:

  • gli esami del sangue (come l’emocromo);
  • gli esami delle feci (esame colturale e parassitologico delle feci, calprotectina fecale);
  • la colonscopia;
  • l’ecografia addominale;
  • la Tac dell’addome (tomografia assiale computerizzata);
  • la radiografia dell’addome.

È opportuno rivolgersi a centri specializzati per la diagnosi e la cura della colite ulcerosa, in quanto viene effettuata un’attenta sorveglianza della malattia attraverso visite e controlli con cadenza regolare.

Colite: a quali specialisti bisogna rivolgersi?

Gli specialisti a cui rivolgersi sono il colonproctologo e il gastroenterologo. Il chirurgo generale sarà coinvolto qualora dovesse prospettarsi l’esigenza di ricorrere ad un intervento chirurgico che comporti la rimozione dell’intero colon.

Colite ulcerosa: la terapia

Attualmente, non esistono terapie risolutive per la colite ulcerosa. I trattamenti indicati dagli specialisti favoriscono la riduzione dell’infiammazione, consentono di alleviare i sintomi, permettono di prevenire la riacutizzazione della malattia ed evitare l’insorgenza di complicazioni.

La terapia prevede l’uso di farmaci antinfiammatori, di farmaci immunosoppressori e di sussidi nutrizionali come gli integratori vitaminici e ferro. In caso di inefficacia della cura farmacologica o a seguito della manifestazione di alcune complicazioni (ad esempio, il megacolon tossico che determina la paralisi del colon e impedisce il passaggio di feci o gas), bisogna ricorrere all’intervento chirurgico per la rimozione dell’intero colon. Intervento che consente al paziente di mettersi al riparo da una possibile recidiva.

Per ripristinare la continuità intestinale, si procede alla creazione di una piccola sacca “pouch” (attraverso l’uso della parte terminale dell’intestino tenue) la cui funzione è quella di trattenere le feci. Questa sacca viene suturata all’ano (giunzione ileo-anale).

Come prevenire la colite ulcerosa?

Come ti ho spiegato nei paragrafi precedenti, le cause che provocano la colite ulcerosa sono poco chiare. Tuttavia, gli esperti consigliano di:

  • seguire una dieta sana ed equilibrata;
  • evitare o ridurre il consumo di bevande alcoliche e gassate, caffè, latticini, alimenti molto speziati o molto grassi. In pratica, è consigliabile eliminare o ridurre il consumo diegli alimenti potenzialmente irritanti sulla mucosa intestinale;
  • praticare regolarmente attività fisica;
  • eseguire esercizi di rilassamento.

Colite: giurisprudenza

Dopo averti parlato dei sintomi, delle cause, della diagnosi, della terapia e della prevenzione della colite, a seguire ti spiegherò quali sono state le ultime pronunce giurisprudenziali a proposito dei lavoratori affetti da colite ulcerosa e dell’infermità per causa di servizio.

Colite ulcerosa: la causa di servizio

Il Tar di Bari [2] ha stabilito che l’artrosi cervicale e lombare e la gastrite colite non sono infermità qualificabili nè come infortunio sul lavoro, perché non originate da una causa violenta, repentina ed esterna, né tanto meno come tecnopatie perché non derivanti da una ben determinata lavorazione morbigena. Tutt’al più, possono essere considerate come malattie da lavoro, cioè come malattie comuni nei cui confronti il lavoro e l’ambiente possono aver svolto un’azione involutiva in senso peggiorativo del quadro patologico complessivo preesistente.

Pertanto, il Tar di Bari ha precisato che, ai sensi degli art. 53 comma 7 l. 27 dicembre 1997 n. 449 e 40 comma 5 l. 23 dicembre 1998 n. 448, la competenza a verificare la possibile derivazione da causa di servizio delle infermità contratte dai dipendenti della società Poste Italiane non è dell’Inail, a cui il t.u. 30 giugno 1965 n. 1124, nel testo modificato dal d.lg. 23 febbraio 2000 n. 38, affida il compito di tutelare i lavoratori contro il rischio dell’infortunio sul lavoro e della malattia professionale, ma della stessa società.

Attività marittima e colite ulcerosa: la causa di servizio

La Corte dei Conti [2] si è pronunciata su un caso relativo allo svolgimento dell’attività marittima e all’insorgenza di una colite ulcerosa. La comparsa della condizione patologica del lavoratore era caratterizzata da notevole lavoro in condizioni eccessivamente disagiate per logorio fisico e strapazzi dietetici.

Pertanto, la Corte dei Conti ha stabilito che, dopo circa otto mesi di attività marittima, svolta quasi esclusivamente a bordo di navi di piccolo tonnellaggio, la comparsa di una colite ulcerosa è ritenuta dipendente da causa di servizio.


note

[1] Tar Bari (Puglia) sez. I n. 2103 del 06.05.2004.

[2] Corte Conti sez. IV n. 77380 del 10.07.1991.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube