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Come si calcola la maternità anticipata?

11 Luglio 2020
Come si calcola la maternità anticipata?

Ho un contratto a tempo indeterminato full time da tanti anni. Data l’immenente riapertura, l’azienda mi ha proposto una riduzione oraria a 30 ore solo per il mese di Maggio per affrontare la situazione covid19.
Essendo incinta da 3 settimane, nel caso in cui dovessi richiedere la maternità anticipata ( in quanto considerato lavoro a rischio e predisposta dall’azienda) questa verrebbe calcolata sulla mia base contrattuale di 40 ore oppure verrebbe rimodulata sulla variazione oraria di 30 ore firmata solo per il mese di maggio (variazione che suppongo cercheranno tra l’ altro di prolungare anche nei mesi successivi)?

L’indennità di maternità corrisponde all’80% della retribuzione media giornaliera.
Per trovare questa retribuzione media si deve far riferimento al mese lavorato prima della sospensione del rapporto di lavoro: secondo il Testo unico maternità-paternità (D.lgs. 151/2001), difatti, la retribuzione media giornaliera a cui si fa riferimento per il calcolo dell’indennità di maternità è quella percepita nel periodo di paga mensile scaduto ed immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio l’astensione obbligatoria.
Il calcolo della retribuzione media giornaliera (rmg), relativamente all’indennità di maternità, è analogo a quello utilizzato per ricavare la retribuzione media giornaliera in caso di malattia: i criteri di determinazione della rmg variano comunque a seconda della categoria e, in alcuni casi, del particolare tipo di rapporto.

Nella generalità dei casi, la distinzione fondamentale riguarda le modalità di calcolo per impiegati e operai, dato che ai primi l’indennità è corrisposta per tutti i giorni di calendario (con la sola eccezione delle festività nazionali e infrasettimanali cadenti di domenica), mentre ai secondi non sono indennizzate le domeniche e le festività.
Più precisamente, per gli impiegati:
• si considera la retribuzione imponibile del mese precedente a quello di inizio della malattia;
• si aggiungono i ratei delle mensilità aggiuntive e delle altre voci a carattere ricorrente non comprese nella retribuzione corrente mensile (maggiorazioni, indennità, etc.);
• il risultato di questa somma diviso 30 dà la rmg.
Se il mese precedente non risulta interamente lavorato, si divide la retribuzione lorda relativa ai giorni lavorati o retribuiti per il numero dei giorni stessi (comprese le domeniche e le festività retribuite) e si aggiunge il rateo delle mensilità aggiuntive e delle altre voci diviso 30.

Per gli operai retribuiti a ore la rmg è data dalla somma dei seguenti elementi:
• retribuzione lorda del mese precedente (o delle 4 settimane precedenti) divisa per il numero delle giornate lavorate o retribuite (escluse quelle di malattia) del periodo; se le giornate lavorative della settimana sono 5 (settimana corta), il divisore va incrementato con l’aggiunta delle seste giornate: in pratica, si deve moltiplicare il numero delle giornate per 1,2 prima di dividere la retribuzione lorda;
• rateo giornaliero delle mensilità aggiuntive e delle altre voci ricorrenti, ottenuto dividendo l’importo del rateo mensile per 25.

Per gli operai con retribuzione fissa mensile, o mensilizzata, si può seguire una procedura alternativa:
• si divide la retribuzione del mese precedente per 26, se interamente lavorato;
• si aggiunge il rateo giornaliero di mensilità aggiuntive.
Se il mese precedente non è stato interamente lavorato o è retribuito solo in parte, si deve seguire la regola generale indicata per gli operai retribuiti a ore.

In ogni caso, secondo le previsioni del Testo unico maternità-paternità, se nel mese precedente si è lavorato per un numero di ore inferiore a quello previsto contrattualmente, per determinare la retribuzione di riferimento occorre:
• dividere il totale dei compensi percepiti nel mese per il numero di ore di lavoro effettivo;
• moltiplicare il risultato per le ore contrattuali.

Nel caso specifico, la lettrice riferisce di aver firmato per la variazione oraria, che prevede quindi un nuovo orario contrattuale da 30 ore, anziché da 40 ore, ma solo per il mese di maggio. Andando in maternità anticipata adesso, nel mese di aprile, la retribuzione media giornaliera sarebbe calcolata sulla base dell’orario normale di 40 ore e lo stesso accadrebbe nel caso in cui la maternità anticipata iniziasse a maggio, in quanto si prenderebbe a riferimento il mese di aprile, per il quale l’orario contrattuale resta pari a 40 ore, anche avendo lavorato per un numero di ore inferiore a quello previsto contrattualmente.
Il problema si porrebbe, invece, qualora la maternità iniziasse a giugno, in quanto si prenderebbe a riferimento l’orario contrattuale di maggio, pari a 30 ore: è difatti un orario contrattuale, ancorché temporaneo ed il riferimento è al periodo di paga mensile scaduto ed immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha avuto inizio l’astensione obbligatoria. Lo stesso problema vi sarebbe nel mese di luglio e nei mesi successivi, qualora l’orario contrattuale risultasse ugualmente ridotto a 30 ore.

Articolo tratto da una consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci, consulente del lavoro.



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