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Verbali stradali: cosa devono indicare

30 Giugno 2020
Verbali stradali: cosa devono indicare

Quando la multa stradale è illegittima per assenza degli elementi essenziali.

Errare è umano. Sbaglia anche la pubblica amministrazione quando deve compilare gli atti da notificare al cittadino. Ma se in una scrittura privata un errore è sempre emendabile, quando si tratta di documenti pubblici la storia si fa più complessa. Non è più possibile ritirare l’atto una volta uscito dalla disponibilità dell’ufficio. Bisognerebbe annullarlo e compilarne uno nuovo. Ma siccome, il più delle volte, ad accorgersi della svista è il destinatario, ecco che il vizio diventa una scusa per rivolgersi al giudice e far cancellare una sanzione, una richiesta di pagamento, un accertamento. 

Un tipico campo in cui si verifica ciò che abbiamo appena rappresentato è quello delle multe stradali. Come noto, si tratta di un atto amministrativo che, in quanto tale, deve essere completo di ogni elemento utile per garantire, al trasgressore, la possibilità di difendersi e contestare la richiesta di pagamento. Ma qual è il contenuto minimo ed essenziale dei verbali stradali? Cosa devono indicare per potersi ritenere legittima la contravvenzione? Cercheremo di stabilirlo qui di seguito.

Il verbale della pubblica amministrazione deve essere completo

Partiamo da un principio solido della nostra Costituzione (articolo 97 Cost.): la pubblica amministrazione, ogni volta che si muove, deve essere imparziale. Tale imparzialità viene garantita rendendo trasparenti i propri atti. Questi devono cioè indicare tutte le ragioni per cui la pubblica amministrazione si è rivolta al cittadino con un atto imperativo. In tal modo, risalendo alle motivazioni che hanno generato la pretesa pubblica, il destinatario è in grado di difendersi e contraddire. 

La trasparenza impone, in definitiva, che ogni verbale debba indicare necessariamente tre elementi:

  • il fatto illecito che dà origine alla contestazione;
  • la norma di legge violata;
  • la sanzione applicata.

Se manca uno di questi elementi il verbale è nullo. La nullità però non è automatica, ma scatta solo a seguito di una pronuncia del giudice. Se infatti l’amministrazione non si accorge dell’errore e non ritira il proprio atto, dovrà essere il magistrato ad annullarlo su istanza del privato. Corollario di ciò è che se il cittadino non chiede l’annullamento del verbale, questo si “solidifica”, ossia diventa definitivo e non più impugnabile.

La legge, al fine di non estendere, a tempo indeterminato, la precarietà degli atti amministrativi viziati prevede un termine massimo entro cui il destinatario deve muoversi per l’annullamento. Lo stesso avviene nell’ambito delle multe stradali: come infatti vedremo a breve, per muovere la contestazione – con ricorso al giudice o al prefetto – bisogna agire per tempo.

Il verbale con la multa stradale 

Tutti i principi che abbiamo appena elencato valgono anche nell’ambito delle multe stradali. Ne consegue che:

  • il verbale con la contravvenzione stradale è illegittimo se non contiene gli elementi essenziali dell’infrazione; 
  • non tutte le carenze del verbale della multa stradale danno luogo a nullità, ma solo quelle che rendono impossibile al cittadino approntare una difesa dei propri diritti; gli errori materiali che non generano alcuna incertezza sull’illecito, sulla norma violata o sulla sanzione applicata non possono essere denunciati dinanzi al giudice;
  • se il cittadino non contesta il verbale entro i termini stabiliti dalla legge, la multa stradale diventa definitiva e non più impugnabile;
  • i termini per contestare una multa sono:
    • 60 giorni dalla notifica se si intende ricorrere innanzi al prefetto;
    • 30 giorni dalla notifica se si intende ricorrere innanzi al giudice di pace.

Detto in parole ancora più pratiche e semplici, possiamo distinguere i vizi delle multe stradali in due categorie:

  • quelli che rendono impossibile la difesa del cittadino e, pertanto, comportano la nullità dell’atto;
  • quelli che non incidono sul diritto alla difesa del cittadino e, pertanto, pur a fronte di una irregolarità dell’atto, non ne determinano la nullità.

Cosa deve contenere un verbale stradale?

Alla luce di tale distinzione, cerchiamo ora di individuare quali sono gli elementi che un verbale deve contenere a pena di nullità e quali invece non ne inficiano la validità.

Il verbale deve necessariamente indicare: 

  • il nome e cognome del trasgressore con il relativo codice fiscale. L’indirizzo di residenza non è influente se il verbale viene correttamente notificato al soggetto in questione. Per cui, se una multa viene consegnata all’effettivo destinatario ma al suo interno indica un luogo diverso da quello ove questi abita la multa è valida. L’errore sul nome è invece determinante ai fini della validità del verbale, salvo si tratti di un semplice errore materiale (ad esempio «Piepaolo» anziché «Pierpaolo»);
  • l’ufficio e l’autorità che ha elevato l’infrazione (ad esempio: Polizia municipale di…);
  • i verbalizzanti che hanno rilevato l’infrazione: è sufficiente il semplice richiamo al numero di matricola. Non sono quindi necessari il nome e cognome o la funzione da questi ricoperta, né è necessaria la firma;
  • la data dell’infrazione e in particolare l’anno, il mese, il giorno e l’ora dell’infrazione. L’indicazione dell’orario non deve essere precisissima. Basterà fissare l’orario con una ragionevole approssimazione dei minuti (ad esempio: «Alle ore 19,15 circa…» può ritenersi sufficiente in relazione a un’infrazione commessa alle 19.20). La mancanza o l’errore nella data rende nulla la multa;
  • il luogo in cui è stata commessa l’infrazione. Bisognerà quindi indicare la città e la via. Non è, di solito, necessario indicare anche il numero civico a meno che non si tratti di una via particolarmente lunga (ad esempio, la via Cassia, la via Flaminia, la via Salaria, ecc.). Anche in questo caso, la mancata indicazione del luogo o la sua erroneità determina la nullità dell’atto. Ad esempio, se il verbale dovesse indicare che l’infrazione è stata commessa in via Mazzini, ma anziché specificare che si tratta del comune di Cesena, indica quello Ascoli Piceno, si verificherà una nullità insanabile;
  • il veicolo che ha commesso l’infrazione. A tal fine, l’elemento distintivo si ritiene essere la targa. Per cui anche un solo errore materiale su uno dei caratteri alfanumerici della targa rende nullo il verbale. La giurisprudenza ha ritenuto che l’errata indicazione del modello dell’auto o della casa automobilistica o del colore non determina la nullità del verbale;
  • l’infrazione: il verbale deve indicare l’illecito commesso dal conducente. Si potrà descrivere il comportamento (ad esempio “sorpasso pericoloso” oppure “eccesso di velocità”) anche con un semplice richiamo alla norma violata (ad esempio: “alle ore… il conducente violava l’articolo 158 del Codice della strada” [ossia il divieto di sosta]). I verbalizzanti possono limitarsi a descrivere in modo sintetico e con una certa approssimazione il comportamento tenuto dal trasgressore a condizione che ciò non impedisca a quest’ultimo di comprendere le ragioni della sanzione e difendersi;  
  • la sanzione applicata con l’indicazione della norma che la prevede. La PA è, infatti, tenuta a rispettare il cosiddetto «principio di legalità» in forza del quale non è possibile comminare sanzioni se non c’è una norma che le prevede in modo esplicito, norma che pertanto andrà evidenziata nel verbale;
  • il cosiddetto responsabile del procedimento amministrativo a cui il trasgressore può rivolgersi per chiedere una revisione dell’atto qualora nullo.

Un verbale stradale deve poi contenere altri elementi come:

  • i termini di pagamento del verbale: la sua mancata indicazione non determina la nullità del verbale ma, in caso di pagamento in ritardo, non potranno scattare ulteriori sanzioni;
  • l’autorità a cui fare ricorso: una inesatta o incompleta indicazione non determina la nullità del verbale ma consentirà al cittadino di presentare il ricorso, in un successivo momento, all’autorità competente;
  • il termine per fare ricorso: una mancata o errata indicazione non determina la nullità della multa ma la rimessione in termini per il ricorso tardivo.


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